Daniel Karlin è professore emerito dell’Università di Bristol, in Inghilterra, e di recente ha raccontato al mondo la sua personale sfida: un anno intero senza leggere.
Il resoconto è stato pubblicato a inizio agosto sul “Times Literary Supplement”, ma l’esperienza è iniziata a gennaio 2024. In un periodo come quello estivo, con le vacanze in corso e i siti e blog di tutto il mondo impegnati ad elargire consigli di lettura, si tratta di una scelta decisamente controcorrente. I motivi e i risultati di questa decisione sono altrettanto originali.
Un anno senza leggere: la scelta controcorrente di Daniel Karlin
Karlin si è ritirato dal lavoro nel 2020 per il pensionamento. Oltre all’insegnamento, ha all’attivo una fruttuosa carriera da ricercatore con una specializzazione nella letteratura inglese e americana di ‘800 e ‘900. Tra gli autori che ha studiato ci sono: Robert Browning, Elizabeth Barrett Browning, Henry James, Rudyard Kipling, Marcel Proust e Bob Dylan. Senza nulla togliere alla sua carriera accademica, è la singolare scelta che lo ha visto protagonista nel 2024 a incuriosire:
Mi sono imbarcato in un progetto che avevo in mente fin dal mio pensionamento quattro anni fa: trascorrere un anno senza leggere un singolo libro, giornale, rivista, trattato accademico, in sintesi niente di stampato su carta che non richiedesse ufficialmente una lettura (come le ricette mediche o la notifica di una multa per eccesso di velocità).
Un anno senza leggere: le regole e le eccezioni della sfida del prof. Daniel Karlin
Niente poesia, fiction, storia o filosofia. Nessuna biografia o diario, nessun giornale, nessuna recensione, neppure le lettere all’editore. Sono inclusi nei divieti anche gli audiolibri, un compito non difficile data l’antipatia che nutre nei confronti del mezzo. Ci sono delle eccezioni. Il professor Karlin prosegue la ricerca sui manoscritti delle poesie di Robert Browning.
Ho un contatto per produrre un’edizione di queste poesie e non potevo dichiarare una vacanza unilaterale che avrebbe vanificato il lavoro dei miei coeditori.
Karlin giustifica la trasgressione spiegando che la raccolta dei testi è una forma di non lettura. E poi ci sono gli strappi alla regola, come le frequentazioni illecite dei siti web di notizie.
Un anno senza leggere: i risultati
Com’è andata?
Confesso che lo stimolo alla non lettura è durato per quattro o cinque mesi; dopo, quando non leggere è diventato un’abitudine, si è trasformato in una routine.
Le reazioni? Variano dall’incomprensione all’incredulità. Riassunta nella frase di un collega di Bristol: “Danny, non durerai una settimana”.
Invece è durata anche se ha scoperto cose singolari: come la noia o difficoltà a formulare riflessioni autonome. Così come si è accorto con sorpresa della scarsità della sua memoria nelle citazioni, limitate a un numero ridotto di versi di Robert Browning, connessi al lavoro di editing in corso. E di quanto i libri avessero formato la sua identità.
Esperimento riuscito, quindi. Ma per scoprirne di più bisogna leggere l’articolo completo. Non è chiaro se ripeterebbe l’esperienza.
E voi, riuscireste a stare un anno intero senza leggere?
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Un anno senza leggere: la sfida, vinta, di un professore dell’Università di Bristol
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