Oltre l’invisibile. Dove scienza e spiritualità si uniscono (Mondadori, 2024) è un libro impegnativo, che richiede attenzione e, in alcuni passaggi, anche la disponibilità a fermarsi e tornare indietro. Federico Faggin affronta questioni che toccano la fisica quantistica, la natura della realtà, la coscienza, il libero arbitrio, la morte, l’intelligenza artificiale e il rapporto tra scienza e spiritualità. Non è quindi una lettura immediata né sempre facile, ma è proprio nel procedere tra concetti, domande e citazioni che il disegno dell’autore diventa progressivamente più chiaro.
Coscienza, intelligenza artificiale, male e morte: contenuto del libro
Il libro è ricco di riferimenti e citazioni di uomini di pensiero di epoche diverse, che Faggin utilizza per confrontarsi con idee antiche e moderne sulla natura dell’uomo e della realtà. La sua riflessione parte dalla scienza e dalla sua esperienza di fisico e informatico, ma progressivamente si spinge oltre i confini della spiegazione puramente materialistica.
Al centro del libro c’è la coscienza. Faggin mette in discussione l’idea che essa sia semplicemente un prodotto del cervello e sostiene che debba essere considerata come qualcosa di fondamentale nella realtà. Da qui nasce anche la sua riflessione sul libero arbitrio: se l’essere umano fosse soltanto una macchina biologica governata da processi fisici, la libertà di scegliere diventerebbe difficile da spiegare. È una prospettiva che porta naturalmente Faggin a interrogarsi anche sull’intelligenza artificiale e sui limiti dell’idea che una macchina possa arrivare a riprodurre ciò che siamo.
Uno dei passaggi che più mi hanno fatto riflettere riguarda la morte e le esperienze di premorte. Faggin interpreta questi fenomeni all’interno della sua concezione della coscienza e arriva a mettere in discussione l’idea che la morte del corpo coincida necessariamente con la fine della coscienza. La metafora del corpo come una sorta di interfaccia attraverso la quale facciamo esperienza del mondo è suggestiva e porta a considerare sotto una luce diversa il rapporto tra corpo e coscienza. Sono idee che non posso dire di avere accolto senza riserve e che, in alcuni casi, mi lasciano perplessa, ma che proprio per questo mi hanno spinta a interrogarmi su questioni che normalmente tendiamo a considerare già risolte.
Lo stesso vale per la concezione dell’Uno, che Faggin pone alla base della realtà e alla quale attribuisce una dimensione cosciente e spirituale. Da questa prospettiva anche il problema del male viene affrontato in modo diverso: il male può esistere nell’esperienza umana, ma non sarebbe una componente originaria dell’Essere. È un’idea che mi ha particolarmente colpita e che apre una riflessione sul significato della nostra esperienza nel mondo.
Faggin non contrappone semplicemente scienza e spiritualità. Al contrario, cerca un punto d’incontro, convinto che entrambe possano contribuire alla comprensione di ciò che siamo. Critica lo scientismo, cioè la pretesa di considerare reale soltanto ciò che può essere misurato e spiegato dalla scienza, ma non rinuncia affatto alla ricerca scientifica. Il suo obiettivo è piuttosto quello di ampliare la nostra idea di realtà.
Il percorso conduce così all’idea di un possibile nuovo Rinascimento: una trasformazione culturale nella quale scienza, coscienza e spiritualità possano tornare a dialogare. È forse questo il punto verso cui tende l’intero libro.
Prospettive nuove su noi stessi e il mondo
Non posso dire di essere stata convinta da ogni tesi di Faggin. Alcune mi hanno affascinata, altre mi hanno lasciata dubbiosa e altre ancora richiederebbero conoscenze scientifiche e filosofiche che non possiedo per poterle valutare fino in fondo. Ma una cosa posso dirla con certezza: Oltre l’invisibile mi ha aperto la mente.
Ho chiuso il libro non con la sensazione di avere trovato tutte le risposte, ma con la consapevolezza che alcune domande sono molto più grandi di quanto pensassi. E forse è proprio questo il valore di questa lettura: non offrirci necessariamente delle certezze, ma spingerci a guardare noi stessi, la coscienza e la realtà da prospettive nuove.
È un libro che richiede tempo e attenzione, ma che, una volta arrivati all’ultima pagina, continua a lavorare dentro il lettore.
Recensione del libro
Oltre l’invisibile
di Federico Faggin
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: “Oltre l’invisibile”, il saggio di Federico Faggin su coscienza e realtà
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