Tertulliano si pone alla fine della letteratura latina, nel pieno dell’apologetica cristiana, della quale, secondo la maggior parte della critica, è il primo e maggiore esponente.
Avvocato, filosofo e retore, Tertulliano è uno scrittore appassionato e vigoroso improntato a un moralismo quasi fanatico, sempre in prima linea nella difesa della Chiesa dalle accuse e dagli attacchi dei pagani.
Vediamo meglio chi era Tertulliano, quali opere ci ha lasciato e lo stile di quest’ultime.
Tertulliano: cenni biografici
Le informazioni biografiche su Quinto Settimio Fiorente Tertulliano sono molto scarse.
Di certo nacque a Cartagine intorno alla metà del II secolo d.C. in una famiglia pagana benestante che gli permise di ottenere un’istruzione ampia e completa. Tertulliano studiò filosofia, retorica e diritto, inoltre conosceva la lingua greca.
Non sappiamo come e perché si sia convertito al Cristianesimo, ma di sicuro fin da subito aderì alle posizioni più rigide e intransigenti della nuova fede.
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Considerato il primo e maggiore apologista, nel 197 Tertulliano pubblicò Ad nationes e Apologeticum, ma l’eccessivo rigorismo lo condusse ben presto ad abbracciare l’eresia di Montano, che predicava il digiuno e l’astinenza in vista dell’imminente fine del mondo. A un certo punto, giudicando troppo molle persino il montanesimo, Tertulliano fondò una nuova setta che portava il suo nome.
Non conosciamo la data di morte precisa di Tertulliano, che tuttavia deve essere collocata dopo il 220.
Le opere principali di Tertulliano
Di Tertulliano ci sono giunti in tutto 31 scritti, che si suole dividere in opere apologetiche, etico-disciplinari e anticlericali.
Di seguito un elenco di quelle principali, con relativi argomenti:
- Ad nationes (Ai pagani), composta nel 197 e compresa in due libri. Si tratta, in sostanza, di una strenua difesa del Cristianesimo contro le critiche dei pagani. A essi l’autore rimprovera di muovere accuse senza neppure conoscere a fondo la nuova dottrina, assunto da cui parte per giungere ad una severa contestazione del politeismo;
- Apologeticum (Apologetico), un’altra appassionata difesa del Cristianesimo destinata ai governatori delle province. Qui l’autore confuta le accuse più frequenti rivolte ai cristiani, come quelle di immoralità e, soprattutto, di lesa maestà, perché i devoti di Cristo si rifiutano di accettare culti riguardanti persone in vita e rigettano legittimamente in blocco l’usanza pagana di adorazione di falsi idoli;
Recensione del libro
Apologetico
di Tertulliano
- De praescriptione heretucorum, dove l’autore, rendendosi conto della difficoltà di difendere il Cristianesimo solo sulla base dell’interpretazione delle Scritture, adopera un’argomentazione di carattere generale e afferma che soltanto la Chiesa, in quanto diretta discendente degli Apostoli, può essere considerata la depositaria legittima dei testi sacri e della loro interpretazione;
- Adeversus Hermogenem, dove Tertulliano dimostra la falsità della dottrina che vede la materia eterna come Dio e da Lui plasmata;
- Adversus Marcionem, contro l’affermazione che vede diversi e inconciliabili il Dio vendicativo ma giusto del Vecchio Testamento e quello buono e misericordioso del Vangelo;
- Adversus Praxean, dove confuta la teoria secondo cui Padre e Figlio, con due nomi diversi, esprimono in realtà lo stesso identico concetto;
- De ieiunio adversus psychicos, in cui oppone il rigorismo montaniano al lassismo che invece nota nell’atteggiamento dei cristiani. Questo scritto si caratterizza per la vis polemica, che tratta un argomento che evidentemente sta molto a cuore all’autore;
- De corona, la lode di un soldato cristiano che aveva preferito il martirio all’obbligo di venerare l’imperatore;
- De fuga in persecutione, dove sostiene che non è lecito sottrarsi all’arresto da parte dell’autorità romana;
- De virginibus velandis, De exhortatione castitatis e De pudicitia, dove esorta le donne a tenere un comportamento morigerato.
Recensione del libro
De spectaculis
di Tertulliano
Lo stile nelle opere di Tertulliano
In piena rispondenza ai contenuti polemici e a volte addirittura aggressivi, lo stile di Tertulliano si caratterizza per la veemenza e la forza espressiva.
Dal punto di vista sintattico, sussiste l’alternanza fra periodi decisamente lunghi ed altri marcatamente brevi, spezzati, quasi a singhiozzo, una peculiarità che permette di accostare lo scrittore cristiano a Seneca, dal quale riprende anche l’attitudine a sentenziare e a porsi domande retoriche.
Il tono delle opere di Tertulliano è polemico, ma anche ironico e sarcastico. Caratteristica, infine, la capacità di creare neologismi oppure di adoperare termini arcaici conferendo loro un significato del tutto nuovo.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Tertulliano: vita e opere dello scrittore cristiano
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