Storie e leggende palermitane è il più recente dei libri di Carlo Di Franco, edito da Lapademi nel 2026. La più grande isola del Mediterraneo, per la sua strategica posizione geografica, è stata nel corso del tempo dimora ambita di varie popolazioni, dai Sicani ai Fenici, dai Greci ai Romani, dagli Arabi ai Normanni, e ancora Svevi e Aragonesi, Angioini, Spagnoli e Borboni. La Sicilia è pertanto terra intrisa di storia millenaria, cultura e tradizioni di carattere specifico e diverso che si trovano anche nella mitologia.
L’antropologo Carlo Di Franco continua sempre a distinguersi per il suo appassionato impegno nella coltivazione e valorizzazione di queste tradizioni e leggende locali come testimoniano le sue opere (cfr. in ultimo: La testa del moro e la Kalsa islamica, Lapademi, 2025). E ancora adesso con questo suo validissimo ultimo libro con la incisiva e pertinente prefazione dell’arch. Marinella Grillo, si propone di continuare in questo suo meritevole impegno diretto alla conservazione e alla divulgazione della storia e della cultura siciliana, in specie nel suo capoluogo.
Un prezioso volume che appare diretto principalmente alle nuove generazioni cui spetterà a loro volta il compito di tramandare e trasferire le tradizioni a quelle seguenti, affinché questo prezioso patrimonio non venga disperso. Un invito a coltivare le proprie radici, che costituiscono la forza interiore di un popolo, la propria identità e i propri valori di “sicilitudine”. Citando l’autore:
le nostre radici sono la nostra forza, e conservare le nostre tradizioni è il modo migliore per costruire un futuro ricco di identità e di cultura.
Il suo è un valido volume che pone al centro dell’attenzione non l’indiscutibile e pressoché unico patrimonio storico, culturale, architettonico dell’Isola, ma il suo popolo nel suo modo di esprimersi: il dialetto. In questo idioma si manifesta e si tramanda la tradizione orale di fatti e misfatti, come pure di fiabe, leggende e racconti dei diversi quartieri, i “Mandamenti” della “città quadrata”: Palermo. Un vissuto che con il passare del tempo è divenuto un bene culturale da tutelare, che è diverso e distinto all’interno di ogni mandamento dove i Kalsitani si intendevano in “Ausitano”, all’Albergheria si parlava “ù Briaruotu”, gli abitanti del Capo “ù Capiuotu”, mentre per quanto riguardava la zona portuale, cioè il mandamento “Castellammare o Loggia”, il dialetto che parlavano gli abitanti di questo settore era definito “bastardo” per via di tutte quelle contaminazioni che vivevano e commerciavano in questa zona.
L’autore, con un felice espediente narrativo, fa raccontare a Virticchiu e Nofrio, ambedue pupi di farsa, che girano e “cuntano” per i mandamenti della città antica, episodi di personaggi, di spazi, di mestieri, di antiche e nostrane leggende, curiosità sia popolari che religiose, di conviviale e di segreti gastronomici.
Il libro si conclude con il “cunto” del “prisepiu palermitano”, il suo simbolismo e il folto numero di personaggi che richiamano il passato mondo agreste del territorio palermitano. Un libro accattivante che diverte e al contempo erudisce per la ricchezza e specificità dei contenuti, facendo riscoprire la cultura palermitana nella sua spontaneità, autenticità e genuinità.
- Autore: Carlo Di Franco
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2026
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Un libro perfetto per...
cultore e appassionato di Storia, cultura e tradizioni popolari
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Storie e leggende palermitane
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