Storia d’Italia in dodici romanzi (Rubettino, 2024, pp. 189), che ha come sottotitolo “Il racconto del paese dall’Unità al terrorismo (1860-1980)”, è l’interessante, molto originale e completo saggio dello storico, professor Gaetano Quagliariello, già senatore della Repubblica Italiana, attualmente docente universitario e presidente della "Magna Charta", il quale riesce, e bene, a ricostruire la storia d’Italia dal 1860 in poi analizzando dodici romanzi.
È scritto nell’Introduzione:
Attraverso le narrazioni che vengono proposte da dodici romanzi, si vuole cogliere ed individuare, senza presunzione di completezza e organicità, il prospettarsi e il dipanarsi di alcuni tra i principali nodi della nostra storia nazionale.
L’autore è uno storico, e da storico lavora sulle carte d’archivio, ma anche sulle fonti “aperte”: articoli di giornale, riviste, libri scritti naturalmente anche da altri storici. Il prof. Quagliariello considera anche che è meglio comprendere la sostanza della rappresentanza politica dopo l’Unità nel colloquio tra il legato sabaudo Chavelley e in Principe di Salina ne Il Gattopardo che in svariati libri di storia delle istituzioni. Oppure per le conseguenze sociali, che derivarono dall’allargamento del suffragio universale nel 1882, con la vicenda narrata ne I Viceré di de Roberto, del cameriere di casa Uzeda promosso galoppino elettore e ammesso al tavolo dei padroni. Come anche il passaggio dall’anarchia al socialismo ne Il Diavolo al Pontelungo di Riccardo Bacchelli, o relativamente alla Prima Guerra Mondiale Un anno sull’Altipiano di Emilio Lussu, e altri.
Con l’analisi quindi di diversi aspetti della nostra letteratura italiana possiamo benissimo ricostruire anche la storia, e ciò perché in Italia, a differenza del mondo anglosassone, si è pressocché acuita la separazione tra la storia professionale e la scrittura della storia. È stato un vero e proprio divorzio con, però, le debite eccezioni, anche notevoli, e cioè la capacità di narrare la storia come Benedetto Croce, Gaetano Salvemini, Angelo Tasca e l’ultimamente rivalutato Gioacchino Volpe. In fondo storia e romanzi condividono, oserei dire, il medesimo interesse dell’uomo. A quanto citato dal prof. Quagliariello nel suo pregevole saggio aggiungo, senz’altro, per la creazione dell’Unità d’Italia Dante (lingua), Foscolo (“a Zacinto”) e Manzoni (storia e lingua).
Di ciascun romanzo citato nel saggio in esame, il nostro delinea brevemente la biografia dell’Autore, quindi analizza gli aspetti principali del romanzo che possono benissimo collegarsi alla Storia d’Italia dal 1860 al 1980 appunto. Ed è il prof. Gaetano Quagliariello che definisce, e bene, il suo saggio:
Il vero scopo del libro, infatti, è quello di far scoprire, attraverso la rivisitazione di alcune storie narrate, quanto e fino a che punto la storia interagisca con gli accadimenti di ogni giorno. E, dunque, perché essa meriti di essere studiata e rivalutata.
Da storiografo mi lega all’autore la passione per quella simpatica, saggia e autorevole Signora, oggi alquanto trascurata e abbandonata; mi riferisco alla Storia, rappresentata, sin dai tempi antichi, dalla musa Clio. E la Storia è sempre maestra della vita, anzi esattamente “Historia est testis temporum, lux veritatis, vita memoriae, magistra vitae, nuntia vetustatis”, come scrive Marco Tullio Cicerone (106 a. C.-43 a. C.) nel suo De Oratore.
- Autore: Gaetano Quagliariello
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Saggistica
- Casa editrice: Rubbettino
- Anno di pubblicazione: 2024
- ISBN: 9788849880342
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Storia d’Italia in dodici romanzi
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