Serial killer. I volti del male
- Autore: Gianluca Zanella
- Genere: Storie vere
- Categoria: Narrativa Italiana
- Anno di pubblicazione: 2025
Quelli americani sono mitici (purtroppo): John Cage il clown assassino, Jeffrey Dahmer il cannibale di Milwaukee, Ed Gein il macellaio di Plainfield. Però gli italiani se la giocano: Donato Bilancia, Michela Profeta, Gianfranco Stevanin e il più improbabile di tutti, privo del minimo fascino del ruolo: il potentino Danilo Restivo. Con altri sette a stelle e strisce e otto dei nostri, ciascuno nel proprio capitolo, sono gli uccisori seriali radiografati da Gianluca Zanella nell’antologia di cronaca nera internazionale e saggio di divulgazione criminologica Serial killer. I volti del male, un bel prodotto recente, per i tipi dell’attivissimo marchio editoriale Diarkos di Santarcangelo di Romagna (agosto 2025, collana Storie, 372 pagine). La prefazione è del criminologo Federico Carbone: Zanella “non scrive per compiacere, scava”, con uno stile asciutto e incisivo. Mai una parola in più, un compiacimento retorico, solo i fatti, che quando ben raccontati non hanno bisogno di enfasi.
L’autore, giornalista romano del 1988, attivo nel campo della cybersecurity e della formazione, ha fondato e dirige DarkSide-Storia segreta d’Italia, canale d’informazione indipendente che fa luce sugli angoli bui di questi tempi. Ha lavorato come editor, agente letterario e ghostwriter. Già collaboratore e inviato per Aise (Agenzia internazionale stampa estera), dal 2021 al 2023 ha realizzato inchieste per il “Giornale.it” e redatto articoli per “InsideOver”, nel 2024; è dell’anno prima il libro pubblicato con Antonio Massari, Fuori gioco. Non solo Juve. Sceicchi e false plusvalenze, ecco chi sta uccidendo il nostro calcio.
Serial killer sugli scudi, dunque. Se con i loro delitti, alcuni particolarmente efferati, hanno inflitto dolore e morte alle vittime ed espresso maggiore o minore pericolosità sociale - hanno il merito, se di merito si può parlare riconosce Zanella, di avere generato un nuovo filone d’intrattenimento: libri, film, serie tv. I serial killer tirano. L’incubo rende, l’orrore vende, gli assassini seriali affascinano, solleticano corde nascoste profondamente nell’animo umano.
Per definizione, serial killer è un assassino (anche donna, in numeri molto minori) che commette almeno due o più omicidi, con le stesse modalità, un modus operandi ripetitivo, ma lasciando un intervallo di tempo tra gli uni e gli altri, seguendo la dinamica psicologica soggettiva che lo spinge ad agire. Sempre Gianluca anticipa che raccontare i loro misfatti sarebbe un’impresa titanica, anche limitandosi ai più noti. Dal momento che il suo libro non vuole essere enciclopedico, si è limitato a trattare solo alcuni profili monografici, distinti nei rispettivi capitoli tra statunitensi-italiani e scelti ciascuno seguendo suggestioni e istinto. All’inizio, avrebbe anche contemplato i più feroci serial killer di ogni Paese al mondo, ma erano troppi e alcuni Stati non offrono informazioni sufficienti (quasi tutta l’Africa). Perciò ha deciso di concentrarsi sui serial killer d’America e Italia. I primi hanno contribuito a disegnare l’immagine dei predatori di uomini nell’immaginario comune. I secondi ci riguardano da vicino.
Non è detto neppure che siano trattati i serial killer più famosi, né i più efferati. I soggetti trattati in questo “mosaico dell’orrore” rispondono a non altra logica se non l’avere attivato l’immaginazione dell’autore. Anche per questo, ai fatti è affiancata una narrazione che a tratti potrà sembrare romanzesca, ma che serve a calare i lettori in un’atmosfera del tutto particolare. Per tutti, dove possibile (non nel caso di Zodiac e dei Mostri di Firenze e Udine), l’autore ha insistito sugli anni dell’infanzia, determinanti sotto l’aspetto psicopatologico nella rispettiva formazione criminale. Non si tratta di una regola fissa, ma molti di questi carnefici sono stati a loro volta delle vittime. Bambini vessati, abbandonati, incompresi.
Non sembra oggettivamente il caso di Danilo Restivo, il collezionista di capelli femminili. È recluso pressoché a vita in Inghilterra per l’omicidio della vicina Heather Barnett nel 2002 ed è condannato in giudicato anche in Italia per avere ucciso la sedicenne Elisa Claps, il cui cadavere è rimasto nascosto per 17 anni nel sottotetto di una chiesa, in centro a Potenza. Più delle sue capacità criminali, della metodicità, della circospezione nell’agire cresciuta col tempo, risalta l’essere anche visibilmente affetto da un mucchio di patologie. Il percorso criminale è stato poi favorito, coperto, protetto da un velo di complicità e di rispetto per il padre, direttore della Biblioteca potentina, uomo di cultura e di peso nel capoluogo lucano. L’inchiesta in Basilicata venne ostacolata in ogni modo; il parroco non consentì di perquisire a fondo l’edificio religioso e i sospetti sull’allora giovane vennero minimizzati.
Era come se Potenza intera si fosse coalizzata per proteggere il figlio di una famiglia rispettabile, preferendo credere alle sue bugie piuttosto che affrontare la terribile verità.
La sua storia è diventata un caso di studio per criminologi e investigatori di tutto il mondo, esempio perfetto di come un serial killer possa mimetizzarsi nella società normale. Conferma l’importanza di riconoscere i segnali di allarme fin dall’infanzia, sebbene nella sua città proprio quei segnali siano stati da qualcuno nascosti, da altri coperti, da certi negati. Da qui, l’infamia dell’attesa senza giustizia (e un corpo, da piangere): la famiglia Claps ha dovuto aspettare diciassette anni per averla, un periodo interminabile e crudele “di sofferenza e incertezza che potevano essere evitati se qualcuno avesse riconosciuto in tempo la pericolosità di Danilo”.
Il male può nascondersi dietro la facciata più normale, un assassino può essere il figlio di una famiglia rispettabile. Restivo ha mostrato come la violenza possa crescere gradualmente, partendo da piccole perversioni per arrivare all’omicidio seriale.
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