Se il dubbio, molto reale e poco amletico, circa la sua identità permane, da qualche settimana l’indirizzo londinese di William Shakespeare non è più un mistero. Si trova in Burgon Street, nel quartiere di Blackfriars, anticamente, come suggerisce il nome, sede di un monastero e oggi alle porte della City.
A individuare a distanza di quattro secoli la posizione esatta della casa acquistata in città dal Bardo è una ricercatrice, Lucy Munro del King’s College: la scoperta è avvenuta in maniera quasi casuale e nell’ambito di un’indagine più ampia. Svela una particolarità: nei secoli il luogo sembra aver conservato una strana consapevolezza letteraria. È stato, infatti, di volta in volta sede di una stamperia, una produzione di inchiostro e della National Book Association, mantenendo una connessione con il mondo della scrittura per lungo tempo. La ricercatrice ha dichiarato: “non potevo credere a cosa avevo tra le mani”.
La casa racconta vita e abitudini del Bardo
La mappa, assieme ad altri due documenti emersi dagli archivi londinesi, racconta posizione e dimensioni della casa. Situata all’interno del Great Gate, la grande porta d’accesso al quartiere, ci dice molto: acquistata per investimento nel 1613, si trova in una zona tranquilla. A due passi dal teatro di Blackfriars. Insomma, Shakespeare si sarebbe fatto ispirare dal motto “casa e bottega”.
Così è possibile immaginare la vita londinese del Bardo, intento a bere una birra nella vicina osteria, a passeggiare per le strade dell’epoca o a osservare dalle finestre gli edifici dei frati riadattati. A cambiare è invece la storia del celebre drammaturgo, cui si aggiunge un dettaglio in più. L’acquisto della casa si fa coincidere in genere con la fine della carriera artistica di Shakespeare e il suo ritorno definitivo nell’originaria Stratford upon Avon per un periodo di meritato riposo. Ecco, non sarebbe andata proprio così. La casa risulta comoda anche per la realizzazione dei Two noble Kinsmen (I due nobili congiunti), il dramma scritto in collaborazione con John Fletcher proprio nel tardo 1613. Ci sono poi notizie di una visita di Shakespeare a Londra nel 1614 e niente vieta di immaginare la sua permanenza nella casa di proprietà. Insomma il Bardo avrebbe frequentato la city anche in tarda età e per lunghi periodi.
Un tesoro emerso dagli archivi
Venendo alla casa, la mappa risulta disegnata dopo il 1668. È una vera e propria planimetria che definisce un edificio largo 45 piedi da est a ovest (13,7 metri), 15 (4,5 metri) da nord a sud. Non specifica interni o suddivisione in stanze, ma dice che era abbastanza grande da venire trasformato in due abitazioni già dal 1645.
La lottizzazione del mercato immobiliare sembra valere già all’epoca. Venduta dalla nipote nel 1665, un anno dopo la casa viene in parte distrutta dal Grande Incendio di Londra come molti stabili del periodo.
Resta l’incredibile scoperta di un documento che testimonia l’inestimabile valore degli archivi storici come potenziali fonti di informazioni ancora in attesa di essere scoperte. E l’insostituibile lavoro di studiosi e ricercatori che, grazie a quel mix di casualità, talento e fiuto, non può essere realizzato dall’intelligenza artificiale.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Scoperto l’indirizzo di Shakespeare a Londra: una casa a due passi dal teatro di Blackfriars
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