La fiaba, nella sua apparente semplicità, è una struttura antichissima che attraversa l’intera cultura umana da Oriente ad Occidente: basti pensare alla raccolta araba delle Mille e una notte risalente circa al decimo secolo o ai racconti di fine Seicento di Charles Perrault o, ancora, alle celebri fiabe dei fratelli Grimm. La fiaba, dunque, attraversa epoche e popoli mantenendo però una struttura ben riconoscibile, quasi riconducibile ad uno schema preciso che si ripete in ogni narrazione.
Proprio da questa intuizione prende avvio il lavoro di Vladimir Propp, linguista e antropologo russo, che nel Novecento decide di analizzare le fiabe nella loro costruzione strutturale osservando in particolare numerosi racconti della tradizione popolare russa. Nel 1928 Propp pubblica il suo saggio intitolato Morfologia della fiaba, pubblicato successivamente in Italia nel 1966 per Einaudi a cura di Gian Luigi Bravo, in cui viene individuato uno dei modelli più importanti nello studio della narrativa: il celebre schema delle fiabe di Propp.
In particolare, il linguista russo svela e intuisce i meccanismi interni alla struttura delle fiabe individuando 31 funzioni narrative di base, che mostrano i vari escamotage letterari comuni ai racconti, accompagnati dalla presenza di 7 ruoli fissi dei personaggi tipici di questa struttura.
Le 31 funzioni narrative di base nella fiaba
All’interno del suo saggio, Propp approfondisce lungamente il discorso sullo schema generale della fiaba, individuando ben 31 funzioni narrative di base che si alternano in ogni racconto. Queste funzioni seguono una sequenza logica precisa definendo il ruolo dei personaggi e l’intreccio della storia. Vediamole insieme:
- 1. Allontanamento: un personaggio della fiaba, in genere l’eroe, decide di lasciare la sicurezza del suo ambiente domestico; per esempio pensiamo nella fiaba Pollicino al momento in cui i genitori abbandonano i figli nel bosco per via di una carestia.
- 2. Divieto: all’eroe viene imposta un’interdizione, ad esempio il divieto di andare in un luogo o di compiere una determinata azione. Ad esempio, pensiamo al divieto in Barbablù in cui il marito vieta alla sposa di aprire la porta del piccolo stanzino;
- 3. Infrazione o avvertimento ignorato: l’eroe ignora il divieto, sempre come in Barbablù, quando la sposa decide di disobbedire al divieto del marito;
- 4. Ricognizione o investigazione: un personaggio, che in genere corrisponde all’antagonista comincia a informarsi riguardo i punti deboli dell’eroe, parlando con lui o con chi lo conosce. Pensiamo all’iconica fiaba di Biancaneve, quando la strega interroga lo Specchio per scoprire dove si trova la principessa.
- 5. Ottenimento o delazione: l’antagonista riesce ad ottenere le informazioni che cerca sulla sua vittima, magari l’eroe stesso o qualcuno a cui tiene, o sull’oggetto del suo desiderio. In Biancaneve, infatti, lo Specchio delle Brame svela alla Regina malvagia dove si trova la figliastra;
- 6. Raggiro o tranello: l’antagoista attira l’eroe con l’inganno per metterlo in difficoltà o danneggiarlo. Pensiamo al momento in cui la regina malvagia in Biancaneve si traveste da povera mendicante offrendo a Biancaneve la mela avvelenata;
- 7. Connivenza: l’eroe cade nel tranello dell’antagonista e accetta le sue condizioni, per salvare se stesso o la vittima, come Biancaneve quando ingenuamente mangia la mela;
- 8. Danneggiamento o mancanza: l’antagonista decide di ostacolare l’eroe o alla sua famiglia, dando così inizio alla narrazione vera e propria. Pensiamo alla celebre fiaba russa L’uccello di fuoco, quando l’uccello ruba le mele d’oro dal giardino dello Zar dando inizio al racconto delle varie peripezie;
- 9. Mediazione: l’eroe, spesso in seguito a una richiesta di aiuto, si decide a trovare una soluzione alla mancanza, che può consistere spesso in un oggetto magico smarrito o rubato. Pensiamo ancora al furto delle mele, in seguito a cui lo Zar incarica il principe Ivan di cercare l’uccello;
- 10. Decisione: il protagonista accetta di scontrarsi con il nemico o di accettare l’incarico, come Ivan che accetta l’ordine dello Zar;
- 11. Partenza: l’eroe è costretto a lasciare il proprio regno o la propria casa per compiere la sua missione e ristabilire l’equilibrio iniziale. Basti pensare alla celebre fiaba di Hansel e Gretel, quando i due fratelli decidono di addentrarsi nel bosco;
- 12. Funzione del donatore o prova: l’eroe viene messo alla prova dallo stesso donatore, che prima di concedergli il proprio aiuto, cioè un oggetto magico utile nella sua impresa, lo sfiderà nel superamento di una prova. Pensiamo alla fiaba Vasilisa la Bella e alla prova a cui viene sottoposta la protagonista dalla strega Baba Jaga;
- 13. Reazione dell’eroe: l’eroe reagisce alla presenza e all’aiuto del donatore. Si pensi ancora a Vasilisa, quando riesce a compiere tutte i lavori perfettamente grazie alla bambolina magica lasciatale dalla madre.
- 14. Conseguimento o fornitura dell’oggetto magico: dopo il superamento della prova da parte del donatore, l’eroe, con la furbizia, ottiene lo strumento magico, come la lampada nella fiaba Aladino e la lampada meravigliosa;
- 15. Trasferimento: finalmente, il protagonista arriva nel luogo della propria missione. Si pensi al piccolo Pollicino e a quando viene lasciato nel bosco;
- 16. Lotta: l’eroe combatte contro l’antagonista, pensiamo a quando Hansel e Gretel combattono con la strega;
- 17. Marchiatura: il protagonista esce dallo scontro ricevendo un segno, che può corrispondere ad una ferita, ma anche alla promessa della mano della principessa amata. Si pensi ad alcune versioni de L’uccello di fuoco, in cui Ivan viene ferito alla mano o alla guancia per opera del drago;
- 18. Vittoria: l’eroe porta a compimento la propria missione sconfiggendo l’antagonista, come la strega in Hansel e Gretel, gettata nel forno;
- 19. Rimozione: l’eroe si libera degli ostacoli creati dal suo antagonista. Pensiamo alla fiaba Il principe ranocchio, che viene liberato dalla sua maledizione grazie al bacio della principessa;
- 20. Ritorno: l’eroe fa ritorno al proprio regno o dimora;
- 21. Persecuzione o inseguimento: l’eroe incontra nuovi ostacoli lungo la strada del ritorno. Si pensi all’incontro nel bosco tra Biancaneve e il Cacciatore;
- 22. Salvataggio: il protagonista riesce a sopravvivere e a superare le ulteriori complicazioni o peripezie, proprio come Biancaneve che viene risparmiata dal Cacciatore;
- 23. Arrivo in incognito: l’eroe arriva a casa o approda in un paese straniero facendo in modo che nessuno si accorga che si tratti di lui spesso sotto travestimento. Si pensi alla fiaba Il gatto con gli stivali, in cui il marchese di Carabas viene presentato come un nobile, nascondendo la sua umile origine;
- 24: Pretese infondate: un falso eroe cerca di prendere il posto di quello vero, come le sorellastre Genoveffa e Anastasia nella fiaba di Cenerentola;
- 25. Prova: l’eroe viene nuovamente messo alla prova, come nella fiaba tedesca Tremotino, in cui la giovane fanciulla viene costretta a trasformare la paglia in oro;
- 26. Superamento o soluzione: il protagonista supera l’ulteriore prova, ancora come in Tremotino in cui la ragazza riesce nell’impresa grazie al nano.
- 27. Identificazione o riconoscimento: l’eroe travestito compie un’azione che gli permette di essere riconosciuto, come Cenerentola quando si infila perfettamente la scarpetta di cristallo;
- 28. Smascheramento: l’antagonista viene smascherato, come le due sorellastre di Cenerentola;
- 29. Trasfigurazione: il protagonista compie una trasformazione. Pensiamo alla favola classica contenuta nelle Metamorfosi di Apuleio, in cui il protagonista Lucio finalmente riesce ad ottenere le sue vecchie sembianze umane;
- 30. Punizione: l’antagonista viene punito per le sue azioni malvagie, come in Barbablù, quando viene ucciso dai suoi stessi fratelli e dalla moglie;
- 31. Matrimonio o incoronazione (corrispondente al lieto fine): il protagonista ottiene un premio, come il trono del regno, la mano della principessa amata o il matrimonio con il Principe. Si pensi ancora alla fiaba L’uccello di fuoco, nel cui finale Ivan prende in sposa la principessa.
Chiaramente non è necessario che siano tutte individuabili all’interno della stessa fiaba, dunque è possibile sintetizzare le varie funzioni in uno schema generale, applicabile ad ogni narrazione di questo tipo:
- 1. Equilibrio iniziale, che corrisponde all’inizio del racconto;
- 2. Rottura dell’equilibrio iniziale, che può consistere in una complicazione del protagonista in modo tale da ingranare la narrazione;
- 3. Peripezie dell’eroe per risolvere la propria situazione;
- 4. Ristabilimento dell’equilibrio, che corrisponde, in genere, al cosiddetto “lieto fine”.
I ruoli dei personaggi
Propp individua anche sette sfere di azione che rappresentano i personaggi caratteristici all’interno della struttura fiabesca andando a costituire dei veri e propri archetipi:
- 1. Eroe: è il protagonista, che in seguito alle sue peripezie riuscirà a trionfare. Ad esempio, il piccolo Pollicino nell’omonima fiaba;
- 2. Antagonista: colui che si oppone all’eroe. Pensiamo alla Strega in Hansel e Gretel o in Biancaneve;
- 3. Donatore: è il personaggio che dona al protagonista uno strumento, spesso magico, che lo aiuterà nel superamento degli ostacoli e delle peripezie. Si pensi alla madre di Vasilisa, a cui dona la bambola magica che la aiuterà nel superamento delle prove;
- 4. Mandante: chi spinge l’eroe a partire per dar inizio alla sua missione. Pensiamo allo Zar della fiaba L’uccello di fuoco, che invia il principe Ivan a cercare l’uccello;
- 5. Aiutante: la fondamentale guida dell’eroe. Ad esempio la Fata madrina in Cenerentola;
- 6. La principessa (o il premio) e il padre: il padre spesso è colui che manda l’eroe all’avventura, con la promessa della principessa, che rappresenta il premio finale. Pensiamo alla fiaba L’uccello di fuoco e alla figura dello Zar (padre) che poi concederà a suo figlio Ivan il matrimonio con la principessa che incontra durante la sua ricerca;
- 7. Falso eroe o anti-eroe: può essere un amico, o un oppositore del protagonista, ad esempio le sorellastre in Vasilisa la Bella.
Dunque, che si tratti dell’eroe che parte per la sua avventura, dell’aiutante che offre lo strumento magico o dell’antagonista che ostacola il cammino del protagonista, ogni elemento della fiaba crea un percorso che, a partire da un caos iniziale, conduce sempre alla restaurazione dell’ordine e della giustizia.
Lo studio di Propp, inoltre, ci invita a guardare ben al di là della superficie della fiaba, analizzandone lo scheletro che la costituisce scoprendo che, anche nelle trame più fantastiche, esistono leggi profonde di organizzazione narrativa che parlano all’esperienza umana più universale che mai.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Schema di Propp: com’è strutturata una fiaba? I ruoli dei personaggi e funzioni che si ripetono
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