La XXI edizione del Premio Letterario Città di Siderno (RC), inserito nel solco dell’iniziativa “I Mondi Possibili della Lettura” e del riconoscimento di Siderno come “Città che Legge”, rappresenta un traguardo d’eccellenza che consolida il prestigio di questa manifestazione nel panorama culturale nazionale. Il premio, ideato nel 2004 dall’imprenditore Aldo De Leo (1931–2017), ha ormai raggiunto ventidue anni di attività continua, con un’ampia partecipazione di autori, editori e pubblico.
Il premio si articola in diverse sezioni: narrativa, saggistica, dedicata a temi storico politici e culturali, e una sezione speciale Premio dei ragazzi.
Premio letterario Città di Siderno 2026: i vincitori
Le opere finaliste, scelte tra un centinaio di libri, sono state apprezzate come uno spaccato d’eccellenza della letteratura contemporanea. Tra queste, il premio è stato assegnato
- per la narrativa a Fabio Andina con il romanzo L’interno delle nuvole (Rubbettino);
- per la saggistica a Ilario Ammendolia con La Repubblica rossa di Caulonia (Città del Sole Edizioni).
Il premio della Giuria dei Ragazzi è stato assegnato a Francesco Bova per il romanzo Chi ha rapito Cesare Pavese? (Meligrana Giuseppe Editore).
Tra le motivazioni della Giuria, il romanzo di Fabio Andina:
È un’opera caratterizzata da una delicata indagine psicologica dell’infanzia e delle fragilità familiari, ambientata in un contesto montano sospeso tra silenzio e introspezione.
Il saggio di Ilario Ammendolia ha offerto
una rilettura critica delle dinamiche politiche e sociali del dopoguerra calabrese, ricostruendo la rivolta di Caulonia del 1945 e il successivo Processo di Locri del 1947.
Mentre, secondo la Giuria dei Ragazzi, l’originale romanzo di Francesco Bova è stato scelto:
perché i libri che ti mettono in difficoltà, che ti fanno chiedere ’ma di che cosa parla davvero?’ Sono quelli che ti restano addosso.
Ecco nel dettaglio le trame dei libri vincitori:
Fabio Andina, L’interno delle nuvole
Per fuggire dal frastuono opprimente del mondo, i piccoli Giulia e Luca vengono condotti in montagna dai nonni. In questo isolamento naturale, dove il tempo è scandito dai gesti semplici della terra, lo sguardo dei bambini percepisce con acume le fratture silenziose degli adulti e i segreti celati dietro i sorrisi. Accolti dal silenzio della montagna, i protagonisti scoprono che crescere significa imparare ad abitare anche il dolore, riportando alla luce verità rimaste a lungo nascoste tra le crepe di legami familiari fragili e smarriti. Il romanzo offre una sapiente e delicata osservazione psicologica del mondo infantile, capace di svelare le lacerazioni degli adulti smarriti attraverso gli occhi dei piccoli protagonisti. Fabio Andina si muove tra silenzio e profondità con una scrittura scorrevole, lieve e gentile, che evita ogni banalità per affidare alla semplicista dei gesti quotidiani la narrazione di una frattura familiare intensa e mai gridata.
Ilario Ammendolia, La Repubblica Rossa di Caulonia
L’opera ricostruisce i concitati cinque giorni della rivolta scoppiata a Caulonia il 6 marzo 1945. In un clima sospeso tra il crollo del nazifascismo e la nascita di un ordine incerto, Ilario Ammendolia narra le speranze di una comunità culminate in una brutale repressione. L’evento portò nel 1947 al Processo di Locri, il più grande dibattimento politico del dopoguerra con ben 365 imputati. Il saggio indaga le ragioni di un lungo oblio istituzionale e della diffamazione postuma che ha colpito i protagonisti di questa Repubblica Rossa, ridotti ingiustamente dal pregiudizio a meri criminali comuni. Ilario Ammendolia rivendica il profondo valore politico della rivolta cauloniese, opponendosi alla sua sistematica criminalizzazione e alla successiva condanna all’oblio. L’analisi mette a nudo i meccanismi del discredito gettato sui vinti, restituendo dignità storica a una sollevazione popolare che fu ingiustamente liquidata come semplice fenomeno di malavita, nonostante la vastità delle speranze sociali coinvolte e l’impatto del grande processo locrese.
Francesco Bova, Chi ha rapito Cesare Pavese?
In una stazione ferroviaria disabitata dei primi anni ’80, un protagonista e la sua “Voce” cercano di ritrovare Cesare Pavese. Il romanzo gioca su una premessa originale: e se fosse lo scrittore ad aver rapito i suoi lettori per estorcere loro una confidenza? In questo viaggio metanarrativo sospeso tra decenni diversi, l’autore mescola realtà storica e invenzione, cercando risposte tra amori difficili e letteratura. Il testo invita a scambiare qualche parola con un autore che non c’è più, mettendo in dubbio chi sia il vero prigioniero della scrittura. Un libro straordinariamente originale, capace di intrecciare generi diversi come il thriller, il fantasy, il documentario e la fiaba in un amalgama narrativo unico. Francesco Bova celebra con inventiva il momento creativo della scrittura e rende un omaggio personalissimo alla figura di Pavese, costruendo un racconto che contempla tutte le categorie letterarie per interrogare profondamente il rapporto tra autore e lettore.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Premio letterario Città di Siderno: i vincitori 2026
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