Perché ero ragazzo è il libro di Alaa Faraj, con postfazione di Alessandra Sciurba, edito da Sellerio nel 2025.
Un viaggio, un percorso di vita per un futuro migliore, quello che voleva intraprendere il protagonista di questo struggente romanzo-verità, che alterna la narrazione alle lettere da lui scritte nel momento in cui decide di far conoscere al mondo la sua esperienza. Nell’impossibilità materiale, per il periodo di continua guerra civile nella sua Libia, di ottenere un visto per raggiungere l’Europa, eccolo tentare la traversata in mare insieme ad altri suoi amici. Ma nella “strage di ferragosto” nel 2015, nella stiva periranno soffocate 49 persone e Alaa Faraj sarà accusato, colpevole secondo giustizia, di essere uno degli scafisti.
Un libro straordinario, a partire dalla lingua, in quanto è un idioma imperfetto ma intriso di una spontaneità particolare che potrebbe sembrare a volte quasi rudimentale ma molto creativo che tocca direttamente la realtà delle cose. Il pregio maggiore del libro è quella di raccontare una vicenda di immigrazione, ma vista dall’interno del protagonista. Chi legge queste storie è il più delle volte un estraneo, mentre qui si parte dall’interno di una persona con le sue preoccupazioni e difficoltà sin dal momento iniziale in cui decide di fare qualcosa di contrario al volere della famiglia. Il suo è un tormento e anche una maturazione che fa riflettere come gli immigranti non sono dei numeri come li si tratta e se ne parla nella cronaca degli avvenimenti che li riguardano; dietro ognuno di essi vi è una storia e vi sono delle persone, e questa di cui si parla dimostra di avere una grande forza di resistenza morale. Non si trova mai nella narrazione una parola di astio e di recriminazione, anzi l’autore si interroga su quello che gli è successo e che potrebbe capitare a chiunque altro. Ma vi sono altresì espressioni e parole di ringraziamento verso quelle persone che ha incontrato, sia che siano altri detenuti e compagni di carcere o poliziotti e Alessandra Sciurba, a cui va dato il pieno riconoscimento di quello che ne è scaturito dopo la pubblicazione di questo libro, con conoscenza così di questa persona e della sua storia.
Alessandra Sciurba, che ha curato la postfazione, è una docente di Filosofia del Diritto al Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Palermo e tra le tante attività cui Alaa ha partecipato in carcere l’ha incontrato in un laboratorio. La lingua “imperfetta” del nostro è ora riportata in questo libro che raccoglie, oltre il narrato, le lettere tra i due che restano indelebilmente impressi. Quella di Alaa è una testimonianza di una persona che non si è battuta solo per sé stesso ma per tutti coloro che si possono trovare nella stessa situazione. Una testimonianza civile che vale per tutti; perché non si può finire in carcere con un’accusa infamante per la fretta di trovare un colpevole. Da studente di ingegneria e calciatore di talento a 19 anni, ha tentato la traversata senza nulla dire ai genitori. Durante la traversata si è sentito male, è arrivato e pensava di avercela fatta, ma si è invece ritrovato in carcere con un’accusa infamante. Occorre guardare al diritto sotto l’aspetto dell’umanità senza indulgere all’idea che le persone con cui si ha da fare siano solo numeri ma chiamandoli per nome.
Si manifesta, da parte di Alaa Faraj, un atteggiamento che hanno pochissimi, di apertura verso le altre persone alle quali è dato il compito di garantire la sua custodia, quali le guardie carcerarie cui non dirige mai parole di odio. Ed è questo un qualcosa che colpisce, un fatto veramente ammirevole, tanto più in quanto il protagonista si sente oggetto di una sentenza ingiusta: trent’anni di detenzione. In lui si manifesta la fiducia verso uno Stato di diritto che vede presente nel nostro Paese ma uno Stato che non è solo legale, perché se la legge va contro le esigenze di giustizia, questo non è più uno Stato di diritto ma uno Stato dove si può legiferare raccogliendo non la giustizia ma la forza, l’oppressione, la strumentalizzazione.
- Autore: Alaa Faraj
- Genere: Storie vere
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Sellerio
- Anno di pubblicazione: 2025
- ISBN: 9788838948954
Ti piace SoloLibri?
© Riproduzione riservata SoloLibri.net
Un libro perfetto per...
Studioso dei problemi dell’emigrazione
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Perché ero ragazzo
Lascia il tuo commento