Il video in bianco e nero mostra un uomo intento a creare. Lavora in fretta con il gesso liquido, che utilizza per completare un ritratto. Una scultura dall’incredibile somiglianza. Il modello è accanto all’opera: si tratta niente meno che dello scrittore George Bernard Shaw.
Siamo nell’estate del 1926: un secolo fa sul Lago Maggiore, a Stresa. All’artista che lo ritrae la Galleria d’Arte Moderna di Milano dedica una mostra: si intitolerà Paul Troubetzkoy. Lo scultore della Belle Époque e dal 27 febbraio al 28 giugno 2026 racconterà una pagina d’arte dimenticata dai più. E la storia di un principe russo, parigino d’adozione, italiano per scelta: la Gam lo omaggia a 160 anni dalla nascita.
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I ritratti di George Bernard Shaw, Tolstoj e D’Annunzio
L’esposizione potrebbe iniziare proprio dal giorno ventoso in cui nasce il ritratto immortalato dal video, sullo sfondo di un giardino, all’aperto. Troubetzkoy lavora così, in sintonia con la natura. E fatica anche, almeno stando alle immagini, costretto a richiamare più volte l’attenzione del modello che parla con una donna, si distrae mentre il lavoro procede. La somiglianza è evidente.
Per ottenere quel busto George Bernard Shaw visita più volte la Cà Bianca, residenza sul Lago Maggiore del principe russo, scultore talentuoso e amatissimo dal jet set e dagli intellettuali, tra Parigi, New York e Stresa. I due diventano amici, come dimostrano lettere e fotografie. Addirittura condividono filosofia e abitudini: entrambi sono ad esempio vegetariano ante litteram. Shaw conia per Troubetzkoy la definizione di “scultore più sorprendente dei tempi moderni”. Per il metodo adottato: niente bozzetti o disegni preparatori. Il russo lavora dal vero, con un processo creativo leggibile in ogni sua fase, tanto che alcune parti delle opere sono modellate con cura, altre appena abbozzate. Con un effetto di vitalità insolito.
Ma Shaw non è l’unico intellettuale a ottenere un ritratto: l’elenco dei modelli è lunghissimo in una singolare commistione tra arte e letteratura. Tra i tanti ci sono Gabriele D’Annunzio, Arturo Toscanini, Giovanni Segantini, Giacomo Puccini. E poi Lev Tolstoj che lo influenza profondamente. Celebre la foto in posa che lo mostra con la caratteristica barba bianca e un’espressione severa, probabilmente quella che intende trasmettere ai posteri tramite il ritratto che sarà esposto alla Gam.
La mostra alla Gam
La mostra arriva a Milano dopo aver incantato Parigi; è una coproduzione di Gam, Musée d’Orsay di Parigi e CMS.Cultur ed: esporrà opere provenienti dal Museo del Paesaggio di Verbania, che custodisce uno dei fondi più cospicui di Troubetzkoy, oltre a collezioni italiane e straniere, come il Musée d’Orsay, il Petit Palais di Parigi, il San Francisco Museum of Fine Arts, il Museo Sorolla di Madrid, il Detroit institute of Art, la Galleria d’Arte moderna e Contemporanea di Roma, in un giro del mondo che ben testimonia il valore internazionale del protagonista e il suo influsso su un’intera epoca.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Paul Troubetzkoy: la mostra a Milano dello scultore che ritrasse Shaw, Tolstoj e D’Annunzio
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