- Autore: Alessia Coppola
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Fazi
- Anno di pubblicazione: 2026
Nella Collana “Le strade” Fazi edita Nate dalla tempesta (2026), nuovo romanzo dell’autrice Alessia Coppola, editor e illustratrice pugliese, che vive a Roma.
Nel testo si parla della "masciara" (o macara), una figura tipica del folklore salentino e lucano, indicante una strega, fattucchiera o maga guaritrice. Derivante probabilmente dal latino magica, rappresenta una donna esperta in rituali, in grado di sciogliere malocchi o praticare magia nera, spesso vista con timore ma anche rispetto.
Che cosa rappresenta raccontare storie per l’autrice è chiaro nell’incipit del romanzo, uno dei più belli e magnetici letti negli ultimi anni:
La scrittura per me è un tentativo disperato di preservare la memoria, che mi consente di non perdere pezzi lungo il cammino.
Isabel Allende
Questa storia prende origine dalla terra e dal mare della Puglia, dai racconti tramandati da una generazione all’altra, da quelli di chi è sopravvissuto alla guerra, dalle superstizioni popolari, dagli episodi di infanzie perdute.
È una storia inventata e vera allo stesso tempo.
Perché nonostante sia ricorsa alla fantasia per sottrarre e aggiungere, scolpire e levigare, è quella di tutte le persone che mi hanno attraversato. Ogni brandello appartiene a una donna che ho conosciuto, a mia madre, mia nonna, a vecchie amiche o solo presenze fugaci nella mia vita.
È una storia vera, perché ognuna di queste donne ha vissuto sulla propria pelle la trama di questo racconto.
Il romanzo vuole portare il messaggio della rinascita, del cambiamento, del coraggio di essere femmina, con tutto ciò che questo comporta, perché le donne sanno guardare nell’abisso e al tempo stesso elevarsi alle stelle. Vuole essere un riscatto, per Rosa, una delle protagoniste, che rappresenta tutte le donne a cui è stato sottratto qualcosa. Ma è soprattutto una dichiarazione d’amore al Sud, con le sue luci e ombre.
Ognuno è ciò che è, senza scelta, il più delle volte.
Carovigno, Salento, primi del Novecento. Un Salento misterioso e arcaico fa da sfondo a una storia indimenticabile. Alla vigilia dell’Immacolata, nella masseria settecentesca dei suoceri, in una notte di tempesta Cosma Guadalupi perde il marito Amodio. Mesi dopo, sempre in una notte di tempesta, nasce la loro ultima figlia, Minerva, che tutti chiamano Mina; invece, la sua gemella Nives nasce senza vita. Fin dal principio, Mina si dimostra diversa dalle sorelle, poiché porta in sé i doni della nonna masciara, Nilde, la strega alla quale il paese si è sempre rivolto per guarigioni e malefici. Cosma odia il dono oscuro di sua madre che sua figlia ha ereditato, tramandato dall’ava Almudena, gitana andalusa, e la allontana da sé.
Mina non si sentiva figlia di Cosma, che l’aveva messa al mondo, allattata, cullata e amata solo per i primi anni della sua vita, ma poi se ne era disfatta come si fa con una scarpa vecchia, perché aveva capito che portava in sé il seme della stirpe delle masciare, un’eredità fatta di tempesta. Cosma ne aveva avuto paura e non era stata capace di crescere quella figlia con lo stesso amore con cui aveva allevato le altre. A volte avrebbe voluto tornare indietro per provare a ricostruire quel rapporto con sua figlia, ma non era più possibile; del loro legame rimaneva solo il sangue che scorreva nelle loro vene.
Ti piace SoloLibri?
© Riproduzione riservata SoloLibri.net
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Nate dalla tempesta
Lascia il tuo commento