Non c’è solo Banksy negli annali dei segreti meglio custoditi dell’arte. Compie infatti 15 anni uno dei misteri più affascinanti connessi al mondo letterario. Complice anche l’ambientazione: Edimburgo.
Da marzo a novembre 2011, infatti, nella capitale della Scozia iniziano a comparire singolari creazioni. Sculture in carta realizzate da libri di famosi scrittori del luogo: Ian Rankin, Edwin Morgan, James Hogg, Norman McCaig, Arthur Conan Doyle, Robert Louis Stevenson. Sono regali per istituzioni culturali e abitanti della città. E sono straordinarie per fattura e impatto emotivo. Si scatenano così curiosità e attesa.
Draghi, bambine e alberi di carta dell’artista rimasta anonima
Le sculture compaiono all’improvviso in luoghi iconici: La Biblioteca della Poesia, la Biblioteca Nazionale di Scozia, l’Edimburgo Filmhouse, il Museo Nazionale, il Museo degli Scrittori. E così via. Alberi di carta che emergono dalle pagine, draghi che escono da uova mitologiche, tazze di thè, tirannosauri scolpiti dalle copertine, bimbe intente a leggere. La lettera che accompagna la prima scultura dice in fondo molto, se non tutto:
Sappiamo che le biblioteche sono molto di più di un edificio pieno di libri […] come un libro è molto più di pagine piene di parole […] Questo è per voi, a supporto delle biblioteche, libri, parole, idee…
Niente altro: impossibile scoprire l’autore del regalo. L’identità dell’artista resta anonima, anche se alcune note di accompagnamento alle opere parlano al femminile. Una donna, dunque.
Una caccia al tesoro senza precedenti
Come in tutte le storie che si rispettino, anche in questa c’è un segue. Nel 2012 lo Scottish Book Trust, ente benefico che promuove la lettura, commissiona allo scultore, in via anonima, alcune opere per la Settimana del Libro. Come per il trentennale (nel 2013) del locale Festival del libro. E scatena una caccia al tesoro.
Le modalità sono le stesse degli esordi. Le opere compaiono a sorpresa in luoghi pubblici e librerie e la gente comune le cerca. Trovarle e annunciare via social la scoperta è un vanto. Ci sono mostre itineranti e visitatori entusiasti.
La cosa curiosa? La gente non vuole conoscere l’identità dell’autore. Insomma, la magia conta. E vale più di un nome. In un’intervista condotta via e-mail dalla BBC, l’arista concorda:
Perché concentrarsi su un solo individuo? Biblioteche, gallerie, musei sono un obiettivo migliore e molto meno comune.
In fondo si descrive come:
una donna, che è stata una bambina, la cui vita sarebbe stata meno ricca senza la possibilità di vagare liberamente nelle biblioteche, gallerie d’arte e musei […] Non è un segreto che vorrei che tutti potessero avere accesso a libri, arte, opere e edifici che li custodiscono. Non solo coloro che possiedono il denaro per il biglietto.
Quindici anni dopo il messaggio vale come allora.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Il mistero delle sculture di carta: un’artista anonima celebra i luoghi di cultura
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