Un libro è, secondo una delle definizioni più usate, una porta o una strada per altri mondi e altre vite. Ma può diventare un gomitolo? Sì, secondo Ann Hamilton, classe 1956, originaria dell’Ohio negli Stati Uniti, artista e insegnante di fama internazionale.
Celebre per le installazioni su larga scala, ha ridotto le pagine di interi volumi in sottili strisce di carta, incollate a formare metri di un filo molto speciale, fatto di frasi e parole. L’opera, intitolata Lineament, risale al 1994 e resta forse quella che simboleggia meglio un percorso creativo fortunato e capace di mischiare al meglio la laurea nell’arte tessile e la specializzazione in scultura dell’autrice.
Ann Hamilton e la lettura come ispirazione
I libri hanno un posto speciale nella vita artistica di Ann Hamilton, come spiega lei stessa:
La lettura è non solo raccogliere informazioni, ma cercare il modo in cui una cosa viene detta.
Ed è fonte continua di ispirazione e interesse, specie nei periodi di pausa tra una creazione e un’altra. Così capita che a Santa Monica, in California, in una stanza altrimenti vuota, bastino una sedia, un tavolo ed un proiettore per raccontare il lavoro di una donna che lentamente, striscia dopo striscia, taglia le pagine di un libro, incollandole e avvolgendole su se stesse. Davanti a lei, sul ripiano, si accumulano i gomitoli risultato dell’operazione che coinvolgerà alla fine 40 volumi diversi, in una metafora visiva del lavoro dell’artista che distrugge per creare qualcosa di nuovo.
Il sito internet dell’artista racconta un ventennio di progetti e installazioni in giro per il mondo, testimoniando un lavoro di ricerca che si concentra sui tessuti. Ma anche e soprattutto sul ruolo della parola scritta. Tra le opere più scenografiche c’è Tropos, sempre del 1993: al Dia Center for the Arts a New York un attore legge silenziosamente le pagine di un libro, parte di una selezione scelta dall’artista, e nello stesso tempo distrugge ogni singola riga dattiloscritta con una penna a combustione elettrica. Per nove mesi le parole ridotte in fumo a seconda della velocità di lettura e del ritmo di ciascun attore coinvolto dettano un nuovo modo di misurare lo scorrere del tempo.
Libri come bagagli o quadri nell’opera di Ann Hamilton
Così nel 2010 per il museo Guggenheim crea Human carriage, un’esibizione che simboleggia i modelli di trasmissione culturale attraverso le traduzione tra lingue e popolazioni differenti. E il peso delle informazioni librarie nella formazione della coscienza individuale. Così i libri impacchettati in blocchi attivano un sistema di contrappesi sfruttando la forza di gravità e si muovono.
Nel 2013 nascono i book blocks, sezioni di volumi assemblati e incollati a tavole di legno, a formare quadri astratti eppure in movimento.
L’opera più recente? Si intitola We Will sing e fino al 2 novembre a Bradford, in Inghilterra, celebra la nomina del centro manifatturiero a città della cultura per il 2025 e l’eredità delle compagnie tessili H Dawson e William Halstead. In un ampio spazio industriale unisce tessuti azzurrissimi a voci, suoni, immagini. E naturalmente parole: ciascun visitatore è infatti invitato a scrivere di suo pugno una lettera indirizzata al futuro.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Libri e lettura come fonte di ispirazione nell’opera di Ann Hamilton
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