Falstaff nella cesta dei panni sporchi (Henry Fuseli, 1792)
La commedia Le allegre comari di Windsor (titolo originale The Merry Wives of Windsor) fu scritta di getto da William Shakespeare intorno al 1602, pare su commissione della regina Elisabetta I, che gli accordò soltanto 15 giorni per ultimarla. Tanta fretta era dovuta alla curiosità che la sovrana aveva di vedere l’evoluzione del personaggio di Falstaff, già presente nell’Enrico IV.
La foga con la quale è stata redatta ha portato a una trama lacunosa in alcuni punti, ma in generale l’opera funziona e ha l’ulteriore pregio di catapultare lo spettatore direttamente nell’Inghilterra di provincia del ’600, di cui descrive perfettamente atmosfere, ambientazione, usi, costumi e modi.
Scopriamo la trama e l’analisi de Le allegre comari di Windsor.
“Le allegre comari di Windsor”: trama della commedia
Sir John Falstaff è al verde e per racimolare il denaro che gli occorre, convinto di essere irresistibile, decide di fare la corte alle signore Ford e Page, ricche e sposate, alle quali invia due lettere d’amore identiche.
A casa, la signora Ford deve fare i conti con la gelosia esasperante del marito, mentre i coniugi Page non trovano un accordo sul ragazzo che la loro figlia Anne deve sposare: lui parteggia per Slender, lei per il dottor Cajus. A complicare la situazione ci si mette la stessa Anne, innamorata - e ricambiata - di Fantom.
Falstaff, intanto, continua a scrivere lettere che a un certo punto le destinatarie scoprono essere uguali, pertanto decidono di dargli una lezione.
Nym e Pistol, intanto, due servi allontanati dall’entourage di Falstaff, informano i mariti delle due donne delle missive scritte e inviate dal loro ex padrone. Quando sono da sole in casa, le signore Ford e Page, facendosi aiutare dall’amica Madama Quickly, invitano Falstaff; il signor Ford, intanto, nascosto da un travestimento, si reca anche lui da Falstaff, gli dice di chiamarsi Brook e di essere innamorato della signora Ford, quindi gli chiede di dargli una mano a sedurla; dietro lauta ricompensa, Falstaff accetta e gli promette di conquistare la donna per poi cedergliela.
Il primo appuntamento tra la signora Ford e Falstaff termina in modo esilarante. Quando inaspettatamente arriva il marito, infatti, la donna fa nascondere lo spasimante nella cesta dei panni sporchi, che alla fine viene buttata nel Tamigi con lui ancora dentro. Non va meglio il secondo appuntamento e, ancora una volta, per colpa dell’arrivo improvviso del marito; la signora Ford fa travestire Falstaff da donna ma alla fine viene picchiato. A questo punto le signore Ford e Page raccontano ai rispettivi coniugi come stanno realmente le cose e poi tutti insieme decidono di vendicarsi ancora, preparando un’altra trappola per Falstaff.
A quest’ultimo, dunque, viene detto di vestirsi da cacciatore e di recarsi nella foresta di Windsor, dove avverrà un incontro cittadino; il poveretto, appena giunto sul posto, viene tormentato da alcuni folletti, sotto i cui costumi si celano in realtà la signora Page, Anne e alcuni bimbi. Nel frattempo, i genitori di Anne invitano Slender e Cajus a rapire la fanciulla, ma quest’ultima fa in tempo a dire a Fenton che, se ingannerà sia la madre che il padre, potrà finalmente sposarla.
Mentre i folletti continuano a prendersi gioco di Falstaff, Slender, Cajus e Fenton rapiscono colei che credono essere Anne, ma i primi due non tardano a capire di essere stati ingannati (hanno rapito due ragazzi travestiti da donna!); nel frattempo la vera Anne ha sposato il suo Fenton.
Riguardo a Falstaff, che abbiamo lasciato in balia dei perfidi folletti... questi ultimi finalmente palesano le loro identità, ma l’uomo non se la prende più di tanto, poiché ammette di essersi meritato quello scherzo. La commedia si chiude gioiosamente con la grande festa per il matrimonio di Anne e Fenton, a cui viene invitato anche Falstaff.
L’emancipazione femminile, l’arroganza sconfitta e la lode della classe borghese
Le allegre comari di Windsor, l’unica commedia di Shakespeare ambientata nell’Inghilterra contemporanea, affronta tematiche ampiamente trattate dall’autore.
Una è quella che ribalta completamente il ruolo della donna nel XVII secolo, in linea di massima subalterno, dando vita a modelli di emancipazione femminile all’epoca senza eguali. Le due protagoniste, la signora Ford e la signora Page, infatti, sono intelligenti, indipendenti e oneste, giganteggiano sul buffo Falstaff e sanno gestire alla perfezione le sue ridicole avances senza dover ricorrere ai mariti, di cui pure appaiono più coraggiose e risolute.
A tal proposito è indispensabile fare una precisazione sul titolo. Le allegre comari di Windsor è la traduzione italiana dell’originale The Marry Wives of Windsor; ebbene, nella nostra lingua il termine "comare" ha un’accezione essenzialmente negativa ed è spesso utilizzato come sinonimo di "pettegola". Ma è evidente quanto nel racconto le signore Page e Ford non siano affatto delle comari, ma semplicemente delle mogli (wives) borghesi, capaci e irreprensibili, dette "allegre" solo perché giocano dei tiri mancini all’uomo che grossolanamente ne insidia la virtù.
La pungente satira sociale del Bardo, si riscontra anche nella bonaria presa in giro di Fastaff, un nobile cavaliere decaduto che diventa quasi la caricatura di se stesso. In questa commedia (era già comparso all’inizio dell’Enrico IV), l’arroganza e l’avidità lo portano a rimediare solo meritatissime figuracce: l’intelligenza e l’ironia, potremmo dire, vincono su tanta pochezza.
E infine eccoci all’altra grande tematica affrontata in questa rappresentazione, la sola di Shakespeare a essere interamente ambientata nel ceto medio e in cui la critica ravvisa il trionfo della borghesia. Le allegre comari di Windsor celebra, infatti, i valori della middle-class inglese dell’epoca, in particolare la laboriosità e il senso di lealtà, in forte contrapposizione alla nobiltà decaduta o traviata che si rispecchia pienamente nello stesso Falstaff.
Il trionfo delle donne e la concordia sociale
Le allegre comari di Windsor è una gradevole commedia degli equivoci nella quale William Shakespeare si diverte a ribaltare le regole sulle quali si fonda la società britannica di fine XVI e inizio XVII secolo. Anche se la storia è incentrata sulle disavventure di John Falstaff, le vere e indiscusse protagoniste sono le signore Ford e Page, le "comari" (che comari, abbiamo visto, non sono), donne borghesi, intelligenti e scaltre, che sanno prendere in mano la situazione, punire l’arroganza maschile e volgere ogni circostanza a proprio favore grazie all’ironia e all’astuzia. Padrone delle proprie vite e consapevoli del loro valore, nonché leali e oneste, Ford e Page riescono a gestire con determinazione e self-control ogni accadimento, che si tratti degli approcci maldestri e opportunisti del cavaliere o della gelosia ossessiva di mister Ford, dimostrando una marcata superiorità morale rispetto ai coprotagonisti maschili.
Questa scelta si inserisce in un contesto, quello della società inglese di provincia (e non solo) del XVI-XVII secolo, che vede ancora le donne in un ruolo accentuatamente subalterno e marginale rispetto agli uomini; pertanto non è affatto azzardato definire rivoluzionaria, coraggiosa e addirittura "femminista" la decisione di Shakespeare di rendere giustizia al genere femminile facendone il protagonista di un’opera che ne esalta le prerogative e le virtù, ribaltando gli stereotipi più comuni.
Un altro aspetto de Le allegre comari di Windsor che merita di essere rimarcato, infine, è la presenza all’interno della trama di una morale che si esprime negli scherzi che le protagoniste mettono a segno nei confronti di Falstaff.
Le burle, infatti, fanno ridere e sono funzionali al senso stesso della commedia, ma innanzitutto assolvono a una funzione correttiva: l’intento non è distruggere o far del male a Falstaff, ma punire la sua tracotanza. Il fatto che questo aristocratico vanesio e borioso, che però ha compreso i suoi errori, alla fine venga invitato alla festa per le nozze di Anne e Fenton, vuol dire che tutto è servito a ristabilire l’ordine sociale e che la comunità di Windsor può di nuovo vivere in armonia.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: “Le allegre comari di Windsor”: trama e analisi della commedia di Shakespeare
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