- Autore: Stanley Ellin
- Genere: Raccolte di racconti
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Feltrinelli
“È questo,” disse Laffler, “è Sbirro.” Costain vide una facciata rettangolare di pietra scura identica alle altre che si stendevano su ciascun lato, nell’umidità oscurità della strada deserta. Dalle finestre inferriate dello scantinato ai suoi piedi, un barlume di luce filtrava attraverso pesanti cortine.
“Mio Dio,” osservò, “che orribile buco!”
“Mettetevi in testa,” disse Laffler seccamente, “che Sbirro è un ristorante senza problemi. Costretto a vivere in quest’epoca tetra e nevrastenica, ha rifiutato ogni compromesso. È forse l’ultimo importante locale di questa città illuminato a gas. Qui troverete lo stesso onesto mobilio, lo stesso magnifico servizio di Sheffield e forse, nell’angolo più nascosto, le stesse ragnatele osservate dai clienti di mezzo secolo fa.”
“Strana raccomandazione,” disse Costain “e non molto igienica.”
“Entrando,” proseguì Laffler, “vi lasciate dietro le spalle la follia dell’anno, del giorno e dell’ora e vi sentite per un breve tempo sollevare lo spirito, non dall’opulenza, ma dalla dignità, che è la qualità che il nostro tempo ha perduto.”
Costain rise imbarazzo imbarazzato. “Sembra che parliate di una cattedrale anziché di un ristorante.”
Inizia così il racconto di Stanley Ellin che da nome all’antologia La specialità della casa e altri racconti (Feltrinelli, 2008, trad. di Aldo Camerino), considerata una delle opere più celebri e importanti della letterata del mistero e del noir. Le storie sono ambientate in luoghi comuni degli Stati Uniti degli anni Cinquanta e Sessanta (ristoranti, uffici, abitazioni), che si trasformano in posti orribili non per opera di interventi soprannaturali ma a causa delle ossessioni e dalle lucide perversioni di persone del tutto comuni (come avviene nel La zampa del gatto). Storie che nascondono una seconda chiave di lettura: una critica feroce al consumismo, all’egoismo e alle convenzioni della classe media dell’epoca.
I testi sono caratterizzati da stile di scrittura molto accurato, asciutto ed elegante, dove ogni frase ha un suo preciso significato, e dalla sua capacità di trasformare in incubo la normale quotidianità borghese, ricorrendo alla suspense e a finali a sorpresa perfetti, che non presentano altre vie se non quelle prospettate dalla storia stessa (come succede nel Il momento della decisione).
Ellin rifiuta in modo deciso qualsiasi elemento orrorifico o splatter, preferendo puntare su una tensione psicologica crescente fino alla chiusura finale che spiazzano il lettore e lo lasciano profondamente inquietato (come avviene nel più celebre La specialità della casa, un capolavoro di humor nero e una dura critica del consumismo della società americana).
La produzione artistica di Stanley Ellin ha esercitato un’influenza enorme sulla cultura pop e sui maestri del brivido. Solo a titolo di esempio, dal già citato racconto La specialità della casa è stata tratta una trasposizione televisiva, il dodicesimo episodio della quinta stagione della serie televisiva classica “Alfred Hitchcock presents”, trasmesso negli Stati Uniti il 13 dicembre 1959, e un omonimo rifacimento nel 1987 sempre nella stessa serie, (seconda stagione, episodio 9). Infine, nel 1982 Augusto Zucchi dirige un film per la televisione, “La specialità della casa”, in onda sulla Rai (all’interno del ciclo di racconti fantastici “Il fascino dell’insolito”).
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agli amanti del noir, del thriller psicologico e del racconto d’autore.
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: La specialità della casa e altri racconti
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