La figlia di Trastevere (Salani 2026) è un romanzo storico di Elisabetta Fiorito, cronista parlamentare a Radio24 - “Il Sole 24 ore” dalla sua fondazione e vicecaposervizio. L’autrice, giornalista professionista dal 1996, è anche conduttrice di programmi radiofonici e drammaturga.
Roma, 8 marzo 1912. “Lo chiameremo Giovanni, come mio padre”. Vincenza Gagliardi, detta la Rossa, molto alta e dagli occhi verdi, di professione fruttivendola con un banco a Trastevere, aveva da poco partorito il suo primo figlio che somigliava al nonno. Il marito Umberto Rinaldi non aveva osato contraddirla in un giorno così felice; il pupo di carnagione e di capelli chiari come la madre appariva sano e strillava come un ossesso. Umberto era uscito dopo un ultimo sguardo a Vincenza, che allattava il figlio, per dirigersi con il carretto al mercato di Trastevere, vicino alla nuova stazione nella piazza intitolata a Ippolito Nievo, uno degli eroi del Risorgimento.
Il sole stava spuntando su Piazza in Priscinula. Vincenza abitava vicino alla chiesa di San Benedetto, famosa per avere il campanile più piccolo di Roma. Le sue finestre si affacciavano sul palazzo dei Mattei, proprio davanti all’Isola Tiberina. Umberto, originario del Piemonte, aveva la bottega da ebanista in via in Priscinula, proprio accanto all’abitazione. Invece Vincenza, considerata la migliore “fruttarola” di Roma, dalle sei in punto fino a mezzogiorno, dal lunedì al sabato, metteva in bella mostra frutta e verdura scrivendo i prezzi sui cartellini. La sua clientela era composta dalle domestiche dei palazzi nobiliari e borghesi. Invece il garzone Geremia, del quale Vincenza diceva “Voja de lavorà sartame addosso!”, consegnava le primizie ai ristoranti del circondario.
Vincenza era nata il 15 maggio del 1890 a Trastevere da una famiglia romana di sette generazioni, molto numerosa. In quell’anno i piemontesi avevano iniziato a costruire i muraglioni e le nuove vie a ridosso del fiume per regolare il traffico della Capitale. L’intelligente ragazza affiancava il padre al banco di frutta dimostrando uno spiccato senso degli affari e una voglia di lavorare rara. Aveva compiuto vent’anni e ancora non aveva incontrato l’amore. Poi, una sera di primavera, preparando il carretto per l’indomani, aveva notato un uomo piccolino dalla pelle chiara e i capelli scuri, che aveva accennato un inchino sollevando leggermente il cappello.
Una saga famigliare sullo sfondo dei grandi avvenimenti del nostro Novecento: la Grande Guerra, Caporetto, l’epidemia di Spagnola e l’ascesa del fascismo. Una donna volitiva e fiera, un quartiere pieno di vita e suggestivo, dove si intrecciano tante storie scritte con uno stile particolare con il caratteristico e inconfondibile dialetto romano. “Fiorin fiorello l’amore è bello vicino a te”.
- Autore: Elisabetta Fiorito
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Salani
- Anno di pubblicazione: 2026
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: La figlia di Trastevere
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