C’è uno di quei granai pubblici, custodi delle “riserve contro l’inverno dello spirito”, come amava chiamarli Marguerite Yourcenar, che è a rischio crollo. L’edificio bianco, basso e lungo, se ne sta sull’orlo della ferita che squarcia Niscemi, in provincia di Caltanissetta, in Sicilia.
La biblioteca Angelo Marsiano diventa così immagine simbolo, assieme alle tante storie delle persone che lo abitano, di un territorio a rischio e di una bellezza fragilissima. Impossibile, al momento, salvare i 4mila volumi custoditi al suo interno. Troppo pericoloso. Ma il mondo della cultura, con gli scrittori siciliani e non solo, si mobilita in un abbraccio affettuoso.
Un appello condiviso per non dimenticare l’anima dei luoghi
Libri, certo, ma anche mappe, appunti, documenti. Negli archivi della biblioteca c’è la memoria di una comunità antichissima. Un pezzo di quella storia locale che contribuisce all’identità collettiva, custodito nel cuore del quartiere Sante Croci, il più colpito dalla frana tristemente nota alle cronache.
Così, a salvaguardia di questo patrimonio comune, si sono mobilitati scrittori e intellettuali. Capitanati da Stefania Auci, autrice della saga dei Leoni di Sicilia, puntano a tenere alta l’attenzione. Perché la biblioteca è un simbolo:
Il rischio è di perdere due tipi di memoria: quella dei singoli, che passa attraverso lo scempio doloroso delle case sventrate e dei brandelli di vita comune esposti agli occhi di tutti, e la memoria collettiva custodita, appunto, all’interno di quella biblioteca, frutto e volontà di un intellettuale di Niscemi che aveva a cuore la conservazione della storia della propria città.
L’appello è condiviso da molti nomi della letteratura contemporanea, dalla Sicilia e non solo. Sul sito dell’Agi si può consultare l’elenco delle adesioni in continuo aggiornamento, ma il messaggio condiviso dai social è diventato virale. Ci sono, tra gli altri, Nadia Terranova, finalista allo Strega con Quello che so di te (Guanda, 2025) e autrice di Trema la notte (Einaudi, 2022), ispirato dal terremoto di Messina del 1908; Barbara Bellomo in libreria con la Biblioteca dei fisici scomparsi (Garzanti, 2024); Francesca Maccani (Agata nel vento, Rizzoli, 2024); Francesco Musolino (Giallo Lipari, E/O, 2025); Dacia Maraini; Costanza Di Quattro (L’ira di Dio, Baldini Castoldi, 2024); Giusina Battaglia (Giusina in cucina, Cairo); Giusy Sciacca (D’amore e di rabbia, Neri Pozza, 2023). E poi Elvira Seminara, Gaetano Savatteri, Rosita Manuguerra. Insieme firmano un appello condiviso che invita alla memoria, a non dimenticare l’anima dei luoghi.
Da “Strada degli Scrittori” l’appello a donare libri
E poi c’è chi in rete si spinge a proposte concrete, come l’associazione Strada degli Scrittori, di Agrigento, che ricorda anche un altro patrimonio a rischio, sempre a Niscemi, quello della Biblioteca comunale intitolata a Mario Gori, anch’esso in zona rossa.
E nella speranza di un pieno recupero, guarda avanti con un’iniziativa volta a incrementare la dotazione libraria dell’unico istituto di istruzione superiore della città, il liceo scientifico Leonardo Da Vinci. Si parte con una prima donazione di 50 volumi destinati ai giovani e con l’auspicio che altri seguano l’esempio, in un tentativo di ammassare un nuovo granaio cittadino. La Strada degli Scrittori estende così l’abbraccio collettivo anche alle tante voci letterarie, oggi scomparse, ma vivissime nel cuore dei lettori.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: La biblioteca di Niscemi a rischio crollo: l’abbraccio degli scrittori siciliani
Vorrei seguire l’iniziativa e, se possibile, firmare anche se non sono famosa. Questo ciclone ha messo tristezza nelle nostre anime. Dobbiamo valorizzare quanto di bello abbiamo e imparare a non essere fatalisti e aspettare aiuto dagli altri. Non è vero che l’Italia è unita le differenze si sentono eccome! Non dobbiamo essere vassalli felici e "servire" tre mesi l’anno come un feudo che si sfrutta e poi si dimentica o, peggio, si butta via.