- Autore: Paolo Quilici
- Genere: Letteratura di viaggio
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2026
- ISBN: 9788830905788
Vi ho già parlato dell’hallyu, l’onda coreana, in una precedente recensione, quella di Da gambero a balena. Corea del Sud, dalla guerra dimenticata al K-pop di Ramon Pacheco Pardo. A trainare l’interesse per la Corea del Sud è sicuramente il soft power veicolato dall’industria dell’intrattenimento, da quella musicale a quella cinematografica; inevitabilmente questa “onda” porta sempre più persone a decidere di visitare il Paese del calmo mattino.
Se Seoul, definita il "miracolo del fiume Han", emblema del boom economico che ha trasformato la Corea del Sud negli ultimi decenni, attrae per prima i turisti provenienti da tutto il mondo, bisogna però tenere presente che la Corea del Sud non si riduce solo alla sua capitale, ma anzi offre una varietà di paesaggi, monumenti e attrazioni davvero notevole. Il libro di Paolo Quilici La Corea oltre Seoul. Dodici tappe tra sapori, storie e meraviglie (Cairo, 2026) punta proprio a farci scoprire quegli angoli di Corea menonoti, ma comunque imperdibili.
Il viaggio tra le le meraviglie meno conosciute della Corea del Sud si svolge lungo dodici capitoli, dodici tappe che portano alla scoperta di dodici città coreane e dei loro dintorni. Vi ritroverete a passeggiare nel Daegu Arboretum (un paradiso botanico nato sul terreno di una discarica dismessa dopo una strabiliante riqualificazione urbana) e un attimo dopo ammirerete le antiche tombe a tumuli dei nobili del regno di Silla. Scoprirete Daewonsa, un tempio immerso nel verde, a cui si accede passando dalla bocca aperta di un gigantesco drago blu. Ripercorrerete momenti storici salienti del Paese, ammirando una riproduzione della nave tartaruga di Yi Sun-sin, capolavoro dell’ingegno navale coreano, o visitando i luoghi della memoria del massacro di Gwangju. Questi sono soltanto alcuni dei luoghi che scoprirete tra le pagine di questo libro.
Ogni capitolo ha una struttura simile: inizia con una breve introduzione della città, indicazioni pratiche su come raggiungerla una volta arrivati in Corea del Sud, qualche cenno alla sua fondazione e agli eventi storici di cui è stata protagonista. Dopo queste tre sezioni, la successiva è sicuramente particolare e cerca di dare un’idea del “carattere della città”: qui scoprirete curiosità sulla lingua e sull’indole dei loro abitanti, che spazia dallo spirito di accoglienza al modo di parlare o di comportarsi. Si entra poi nel vivo, con varie pagine dedicate a cosa visitare. Vi sorprenderà scoprire quanto è ricco il patrimonio culturale coreano, con numerosi siti inseriti nel Patrimonio dell’Umanità dell’UNESCO.
Solitamente nell’indicazione dei luoghi e monumenti di interesse si parte dal cuore della città (non inteso per forza come quello che noi italiani indicheremmo come il “centro storico”, ma piuttosto come quei luoghi più emblematici, che rendono la città famosa), per poi spostarsi nei dintorni, che sia per un trekking nella natura, la scoperta di un eremo o semplicemente la visita a un villaggio Hanok o a un Folk Village. Nel caso vi stesse chiedendo la differenza tra i due, un villaggio Hanok è un agglomerato di case tradizionali coreane (hanok, appunto) ed è un luogo reale, che conserva la sua autenticità storica e che spesso è ancora abitato. Un Folk Village invece è più un museo all’aperto, ricostruito per poter mettere in scena la vita e le tradizioni popolari coreane, spesso del periodo Joseon. Per i visitatori vengono proposte attività interattive, rievocazioni storiche e allestiti spettacoli folkloristici come balli o rituali. Uno dei più famosi è quello di Yangdon, dal 2010 nella lista UNESCO.
Ma torniamo al libro: dopo un tour culturale non è possibile tralasciare un altro aspetto che fa parte della cultura di qualsiasi luogo, ovvero il cibo. Ogni capitolo si chiude con un piatto, emblema della tradizione gastronomica locale. Troverete pietanze talmente famose da aver già varcato i confini nazionali, come per esempio il bibimbap, ma anche specialità locali molto particolari, come per esempio l’hongeo, la razza fermentata.
In appendice l’ultima chicca: due QRcode vi condurranno direttamente su Naver Map (per chi non lo sapesse si tratta dell’equivalente coreano del nostro Google Maps. Se pianificate un viaggio in Corea del Sud vi consiglio di informarvi sulle app da scaricare e utilizzare: molte di quelle che consultiamo normalmente non hanno la stessa copertura anche là): il primo riporta tutti i luoghi da visitare menzionati nel libro, mentre il secondo vi segnala ristoranti e locali di tutta la penisola (compresi alcuni posti del cuore di Seoul) consigliati dall’autore. Paolo Quilici si impegna a tenere queste cartelle in costante aggiornamento, aggiungendo nuove scoperte ed eliminando luoghi che nel frattempo avranno chiuso. A questo punto non vi resta che prenotare un biglietto, mettere questo libro in valigia e partire alla scoperta dei tesori nascosti della Corea del Sud!
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: La Corea oltre Seoul. Dodici tappe tra sapori, storie e meraviglie
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