- Autore: Fiammetta Murino Rossi
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Morellini editore
- Anno di pubblicazione: 2026
L’autrice italiana Fiammetta Murino Rossi è autrice del romanzo che ricostruisce ambienti inglesi, un po’ romantici, un po’ gotici, un po’ vittoriani. L’istitutrice di Birkhall Manor, pubblicato da Morellini nel 2026, è una storia avvincente che mi ha fatto subito pensare ad almeno due romanzi celebri di autori anglofoni, Giro di vite di Henry James e Rebecca di Daphne Du Maurier.
Eccoci dunque in una nobile magione inglese, a metà 800, dove viene inviata come governante di una bambina Elizabeth Seville (che proveniva da un collegio per bambine difficili, anche lei lo era stata) con le referenze di Suor Angeline, la sua protettrice. La tenuta verso cui è diretta, nel Lancashire, presso il villaggio di Road Hill, è isolata. La padrona di casa è l’anziana Lady Westbur, che ha perso la figlia e il genero in un tragico incidente, mentre solo la nipote Tiffany è sopravvissuta, anche se rimasta priva dell’uso delle gambe e molto scossa.
Di lei si prende cura con grande dedizione miss Felicia Beaufort, che dirige la casa con grande autorevolezza, su delega della stanca duchessa, stremata dalla morte della figlia e dalla infermità dell’unica nipote. Elizabeth Seville riceve una fredda accoglienza; già molte istitutrici sono state licenziate perché non hanno saputo entrare in sintonia con la dodicenne Tiffany, nevrotica, prepotente, viziata, ma soprattutto invise a Felicia, unica depositaria della vita della ragazzina, che solo con lei sembra placare le sue furie incontrollate. Tisane, medicine, bevande le vengono somministrate, preparate dalla stessa Felicia, di cui si procura gli ingredienti in sporadiche e misteriose gite a Londra.
Malgrado l’impegno e la competenza di Elizabeth, ben pochi passi avanti vengono fatti nel rapporto con la giovane allieva, i cui improvvisi malesseri sembrano trovare rimedio solo quando Felicia si impadronisce della ragazzina sottraendola ai metodi didattici e alla relazione benefica con l’istitutrice. Elizabeth però, che ha una ricca esperienza personale dovuta a un passato che non conosciamo, comprende subito che un grande mistero aleggia nella casa. Perché non si può andare nella serra, luogo del cuore della defunta madre di Tiffany? Perché anzi è imminente la sua demolizione, voluta con determinazione da Felicia Beaufort? Chi è realmente questa donna che sembra tenere tutti in pugno? Cosa sa e non dice l’anziana factotum della casa, la signora Maddons? E che ruolo ha nella storia il giardiniere Carmichael?
Elizabeth comincia un’indagine, aiutata dal dottor Samuel Walsh, il primo uomo che le faccia battere il cuore, e, con le qualità professionali e umane del dottore, un medico eccezionale, si verrà a capo dei numerosi misteri che celano la tragedia finale di questa storia intrigante.
Doppie identità, passato inconfessabile, episodi sconcertanti, l’autrice mette insieme una trama che ricostruisce con meticolosa precisione un pezzo di campagna inglese, una casa aristocratica, personaggi tipici di un mondo ormai finito, di una società nella quale le donne erano orfane segregate in collegi terribili, istitutrici, ragazze sole, cameriere al servizio di nobili potenti licenziate con disinvoltura e prive di tutele. Tiffany rischia di venire considerata pazza, e come tale rinchiusa. La presenza di Elizabeth, la sua umanità che viene da un passato inquietante, riuscirà ad aver ragione di tragiche ingiustizie.
Il romanzo è ben costruito, e racconta una storia terribile malgrado lo faccia con una grande, sensibilità direi “femminile”: raffinati servizi da tè, merende appetitose, torte di mele e scones, rose che vengono innestate, coltivate, amate, gioielli preziosi, rendono Birkhall Manor un luogo amato anche se menti perverse lo hanno a lungo minacciato.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: L’istitutrice di Birkhall Manor
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