Tea edita L’isola dei silenzi (2025, pp. 384, 16,00 euro) di Fabrizio Silei, dove nel settembre 1938, al culmine del regime fascista, un commissario e un contadino svolgono indagini a Capraia, isola appartenente all’Arcipelago Toscano.
Fabrizio Silei, nato a Firenze nel 1967, ha lavorato per anni come sociologo, dedicandosi soprattutto alle tematiche dell’identità e della memoria. Ha raccolto testimonianze di chi ha vissuto la guerra e i lager nazifascisti, memorie del mondo contadino, storie e leggende della tradizione toscana. Esperienze confluite nei romanzi con protagonisti Pietro Bensi e Vitaliano Draghi, di cui L’isola dei silenzi è il nuovo episodio, dopo Trappola per volpi, La rabbia del lupo e Gli occhi del serpente. Come autore di narrativa per ragazzi, Fabrizio Silei ha alle spalle numerosi successi e riconoscimenti, tra cui il Premio Andersen nel 2012 con Il bambino di vetro e nel 2014 come miglior autore, e nel 2024 il Premio Bancarellino con Hikikomori.
Il 2 giugno, Festa della Repubblica
Il 2 giugno è la Festa della Repubblica Italiana e ricorda il referendum del 1946 in cui gli italiani votarono per la nascita della Repubblica, abolendo la monarchia. Nello stesso giorno si votò anche per i componenti dell’Assemblea costituente, perché redigessero la Costituzione della Repubblica italiana.
Si tratta di una festa nazionale, che celebra la libertà e la democrazia, dove si festeggia la nascita della nostra Repubblica con una grande manifestazione organizzata a Roma, che comprende la deposizione di una corona d’alloro in omaggio al Milite Ignoto all’Altare della Patria da parte del Presidente della Repubblica e una parata militare lungo via dei Fori Imperiali.
Leggere “L’isola dei silenzi” per preservare la memoria
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Considerato che la generazione degli ultranovantenni, quella che nacque sotto una dittatura e conobbe la guerra, sta scomparendo, è fondamentale conservare e preservare la memoria di ciò che accadde. È quello che fa l’autore in queste pagine avendo come sfondo Capraia, magnetica e intrigante “isola dei silenzi”, sede di una ex colonia penale agricola.
Il piroscafo Pianosa si staccò dal porto di Livorno la mattina del 22 settembre 1938. Era tozzo e vecchio e aveva un’andatura lenta. Visto da un aereo sarebbe potuto sembrare un pezzo di legno grigio spinto dalla mano di un bambino verso il centro di un’enorme pozzanghera scura. Anche il cielo era bigio, pioveva a dirotto e tirava un vento di libeccio che non dava tregua.
Pochi giorni prima, 18 settembre 1938, a Trieste il dittatore Benito Mussolini, mentre rivolgeva un discorso a una folla raccolta sotto un palco allestito davanti al Palazzo del Municipio in Piazza Unità d’Italia, in occasione di una sua visita alla città, per la prima volta, aveva annunciato il contenuto delle leggi razziali fasciste, rivolte prevalentemente contro le persone di origine ebraica.
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