- Autore: Ocean Vuong
- Categoria: Narrativa Straniera
- Casa editrice: Guanda
- Anno di pubblicazione: 2025
- ISBN: 9788823535183
I paradigmi della felicità nella società americana sono il benessere economico e il successo; Ocean Vuong, l’autore di L’imperatore della gioia (Guanda, 2025, trad. di Norman Gobetti), ci dice nel suo libro che invece felicità è qualcosa di diverso e più semplice: è ciò che viene generato da un atto di gentilezza e dalla condivisione dei problemi.
Hai, un giovane vietnamita ventenne, si trova sulla cima di un ponte dal quale intende buttarsi per farla finita; ha costruito la sua vita sulle bugie raccontate alla madre (che lo crede studente alla Facoltà di Medicina), sui farmaci di cui è divenuto dipendente e ha visto morire di overdose il suo migliore amico. A fermarlo mentre sta per saltar giù è Grazina, un’anziana affetta da demenza senile immigrata negli USA dalla Lituania – dove ha vissuto gli orrori della guerra; Grazina riesce a convincerlo a desistere e lo invita nella sua catapecchia sulla riva del fiume, in cui sopravvive tra lo sporco e il ciarpame accumulato dal marito, deceduto ormai da anni. Non avendo un posto dove andare (Hai vive in un’automobile) né il coraggio di tornare dalla propria madre, Hai accetta l’improbabile invito di Grazina a fermarsi a vivere con lei – e questa incredibile e illogica convivenza cambierà profondamente la vita di entrambi.
In pagine estremamente commoventi e indimenticabili, Ocean Vuong descrive il rapporto di amicizia e sostegno che nasce tra Hai e Grazina, che vicendevolmente si salvano dandosi supporto, ascolto e affetto.
Parlami in inglese, okai?
Altrimenti non ti capisco, ricordi?
Siamo in America.
Niente guerra, Grazina. Niente più guerra, giuro.
Hai scoprirà poco alla volta gli orrori della guerra attraverso i quali Grazina è passata in gioventù, che lei racconta a suo modo tra lucidità e incubo, perché la sua mente vive alternativamente tra il presente (“chi è il Presidente Grazina?”) e gli incubi del passato, i bombardamenti e i ricordi della sua famiglia non sopravvissuta.
Il passato veniva amalgamato nel presente attraverso visioni partorite dal suo cervello.
Hai spesso asseconda i voli della mente di Grazina, dando con estrema pazienza spazio al ricordo di quei traumi e aiutandola a poco a poco a superarli; contemporaneamente riscatta se stesso, trae forza dall’amicizia con Grazina e dal senso di responsabilità che cresce in lui nell’accudirla giorno dopo giorno, prendendosene cura.
Hai e Grazina formano una famiglia, e il loro rapporto riempie da un lato il vuoto della vita di lei (che ha un figlio del tutto disinteressato alle condizioni della madre), dall’altro la nostalgia della madre che Hai prova, alla quale continua a raccontare bugie circa gli studi universitari per non farla ancora soffrire e disilluderne i sogni.
Accanto ai due protagonisti ruota poi una buffa combriccola costituita dai colleghi di lavoro di Hai – che trova impiego part-time all’Home Market, un fast food in cui lavora anche Sony, il cugino autistico; anche in questo caso, Ocean Vuong sceglie per i personaggi del suo romanzo solo i più emarginati nel mondo, uomini e donne che fanno del supporto reciproco l’anima e la forza delle loro vite dolenti e misere. Emerge fra questi BJ, la direttrice di Home Market nonché aspirante lottatrice di wrestling, che, sorvegliando l’inaspettata brigata, sta a capo di un gruppo di persone umili e pronte a darsi sostegno l’un l’altra.
Ocean Vuong rivolge la sua attenzione ai più umili, a coloro che vivono ai margini: l’autore descrive le loro giornate con toni poetici e al contempo drammatici, parlando di amore, amicizia e dolore con estrema delicatezza. L’America che sceglie l’autore è quella delle periferie, su sponde del fiume inquinate e spopolate a causa del degrado ambientale, e parallelamente i suoi personaggi sono gli esclusi dalla società, i perdenti, gli immigrati (sia Hai che Grazina lo sono), i più fragili. Le loro solitudini sono la base per fidarsi e affidarsi l’uno all’altro, per sostenersi e salvarsi; le parole chiave del romanzo pertanto sono gentilezza e resilienza, mentre è chiaro che gli amici costituiscono la famiglia che ci scegliamo fra coloro che come noi vivono ai margini.
Essere viva e cercare di essere una brava persona, senza pretendere chissà cosa – questa è la cosa più difficile di tutte.
Ocean Vuong celebra le piccole gioie della vita, la semplicità e la solidarietà, la tenerezza e la dignità umana, le esistenze ai margini, la solitudine e la vecchiaia, la mente alla deriva - e garantisce al lettore profonde emozioni, delicate e al contempo intense. I dialoghi sono puri e intimi: rispecchiano la grandezza dei gesti più piccoli e nascosti, e incollano il lettore alle pagine.
Ocean Vuong (Vietnam 1988) vive negli Stati Uniti ed insegna alla New York University; il suo primo romanzo, Brevemente risplendiamo sulla terra, del 2020 è stato un best seller tradotto in quaranta lingue.
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Un libro perfetto per...
Regalerei questo libro agli amanti dei romanzi dedicati agli emarginati del mondo e che amano leggere storie delicate e commoventi
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: L’imperatore della gioia
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