Il ruolo svolto dall’aeronautica italiana nella Seconda Guerra mondiale è stato per lungo tempo oggetto di discussione; ancora oggi non mancano difensori o detrattori per quanto riguarda il suo operato nel corso del conflitto, ma solo in tempi recenti, attraverso i documenti dei vari uffici storici, le diverse testimonianze e racconti di sopravvissuti, è venuta alla luce la realtà dei fatti e delle responsabilità politiche, militari ed economiche. Un’opera che contribuisce a fare chiarezza è il libro L’arma aerea italiana. 10 giugno 1940 - 8 maggio 1945 (Mursia, 2025), testo curato da Sebastiano Licheri, che è stato generale di divisione aerea, pilota da caccia e ufficiale di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare Italiana. Si tratta di una riedizione con nuova vesta grafica di un’opera uscita nel 1998, che analizza in modo rigoroso il ruolo svolto dalla Regia Aeronautica durante la Seconda Guerra mondiale, ma le cui conclusioni sono tutt’oggi valide.
Una ricerca impostata non tanto sull’analisi degli aeroplani, dei reparti e dei teatri operativi quanto sulle persone che hanno fatto parte dei reparti, esaminando i loro sentimenti, le loro esigenze, le debolezze, gli atti di eroismo e i loro sacrifici. Un punto di vista forse insolito ma che tiene conto del fatto che sono gli uomini a pilotare gli aeroplani, a formare i reparti, a operare nel teatro di guerra e a dare una fisionomia ben precisa a tutto il conflitto.
Per quanto gli è stato possibile, Sebastiano Licheri ha cercato con metodo scientifico di giungere a una valutazione dei fatti storici dal punto di vista militare, strategico e tattico, fornendo anche alcuni riferimenti alla situazione industriale economica o politica del periodo considerato. Basandosi sui documenti e scritti che gli è stato possibile reperire presso l’ufficio storico dello Stato Maggiore Aeronautica e presso altre fonti e sulle testimonianze e i racconti dei sopravvissuti, ha evidenziato i principali avvenimenti riguardanti la nostra aviazione durante il secondo conflitto mondiale e ha tratto le dovute considerazioni, presenti nel testo. In questo modo il lettore può rendersi conto delle reali condizioni e delle enormi deficienze tecniche, organizzative, logistiche e dottrinarie in cui ha operato l’arma aerea e le principali operazioni alle quali ha preso parte.
Un lavoro che l’autore ha suddiviso in sette grandi capitoli:
- La dottrina militare, la situazione geostrategica i piani operativi in previsione dell’impiego dell’arma aerea italiana, dove viene spiegata la dottrina aerea, i criteri strategici e tattici dominanti negli anni precedenti il conflitto, i fronti di guerra dove l’Italia avrebbe dovuto combattere, le loro caratteristiche e le azioni da intraprendere per sconfiggere le forze avversarie:
- L’aeronautica militare italiana allo scoppio del conflitto e le forze aeree contrapposte, dove viene esaminata la preparazione bellica della Regia Aeronautica (piloti, velivoli in dotazione, supporto tecnico logistico, reparti), le forze aeree contrapposte della Francia, Gran Bretagna e viene fornita una valutazione comparativa tra queste forze;
- L’arma aerea italiana sui vari fronti, dove sono descritte le operazioni effettuate dai reparti che hanno operato sui vari fronti di guerra tra l’11 giugno 1940 e l’8 settembre 1943 (Francia, Canale della Manica, Malta, Africa Settentrionale, Grecia, Jugoslavia, Isole Ioniche, Dodecaneso, Creta, Gibilterra, Mediterraneo, Africa Orientale, Russia, Africa settentrionale francese, Sicilia, Penisola italiana e, infine, la difesa aerea del Paese durante questo periodo nonché la protezione del traffico marittimo, il trasporto aereo e il soccorso aereo);
- L’armistizio, dove viene analizzata la situazione politico-militare alla vigilia dell’armistizio e il dispiegamento dei reparti della Regia Aeronautica in previsione di un simile evento;
- L’aviazione italiana in confronto con l’aviazione inglese, tedesca e americana, dove viene effettuato un paragone tra i velivoli delle forze armate italiane (Regia Aeronautica, Aviazione ausiliaria della Regia Marina e del Regio Esercito) e la capacità industriale del nostro Paese con la Gran Bretagna, la Germania e gli Stati Uniti;
- Valutazioni finali e considerazioni, una lunga analisi che spiega perché la Regia Aeronautica e l’Italia persero la guerra, ripartita tra valutazioni di natura politico-militare, di natura tattica-operativa ed etico-professionale;
- Il dopo armistizio, dove viene presentata la situazione generale dopo l’8 settembre 1943 e le operazioni portate avanti nella seconda parte del conflitto dalla Regia Aeronautica (Regno del sud) e dall’Aviazione Nazionale Repubblicana (Repubblica Sociale Italiana).
A conclusione di un lavoro così consistente e ricco di informazioni meritano di essere riportare due frasi dell’autore che non solo spiegano cosa abbia rappresentato per il nostro Paese e per la nostra arma aerea il conflitto, ma rappresentano un monito per eventuali iniziative belliche che l’Italia dovesse affrontare in futuro.
Ancora oggi non a tutti è noto che gli aviatori italiani dovettero spesso compensare alle deficienze industriali, finanziarie e organizzative dell’Italia con il coraggio, la fantasia, la dedizione, l’ardore e l’abilità individuale. E solo con il loro senso etico, la loro volontà, la loro capacità professionale e il loro sacrificio fu possibile tener testa per oltre tre anni alle aviazioni dei paesi più ricchi e potenti del mondo.
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E se davvero la Storia fosse maestra di vita, preziosi insegnamenti si potrebbero trarre dalla conoscenza e dalla valutazione dei fatti politici, militari e aeronautici italiani della Seconda guerra mondiale.
- Autore: Sebastiano Licheri
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Saggistica
- Casa editrice: Mursia
- Anno di pubblicazione: 2025
- ISBN: 9788842569466
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: L’arma aerea italiana. 10 giugno 1940 - 8 maggio 1945
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