- Autore: Luca Cassetta
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Italiana
- Anno di pubblicazione: 2025
Da luglio 2025 è in libreria per Brè Editore il romanzo Jackie, che segna l’esordio narrativo di Luca Cassetta, libero professionista e scrittore per passione. È un thriller psicologico dalla vocazione horror dove aleggiano misteri, possessioni, oscure presenze riemerse dal passato ed echi esoterici, in una danza tra incubo e realtà, percezione e dispercezione, orizzonte soggettivo e oggettivo.
Nel 1997, sul retro di un Istituto Superiore a stelle e strisce viene rinvenuto un cadavere. L’identikit corrisponde a una diciassettenne scomparsa trent’anni prima. All’epoca dei fatti, nel 1966, era stato arrestato il presunto responsabile che non rivelò mai il luogo dell’occultamento del corpo. Una brutta storia con numerose opacità, a cominciare dal movente e dalle morti sospette a corollario di quell’anno maledetto, come scopriremo nel corso della lettura. Una studentessa precipitò nel vuoto: suicidio o omicidio? Un incendio rase al suolo l’abitazione di un poliziotto: dolo o fatalità?
Questo è l’antefatto di una vicenda piuttosto articolata che prende le mosse un anno prima del macabro ritrovamento, quando l’adolescente Jackie si trasferisce con il padre in un paesino immaginario della provincia americana. Vogliono cambiare vita e costruire un futuro sereno. Costretta dalle circostanze a lasciare casa, amici e scuola, Jackie fatica ad ambientarsi ma nasconde bene le proprie emozioni e si mette di buzzo buono per rendere accogliente una villetta malconcia. Il disorientamento adattativo, però, non è nulla rispetto alla sorpresa e al malessere quando si imbatte in una stanza segreta:
Provò insieme un misto di curiosità e di eccitazione. Non fosse caduta dallo scaffale non l’avrebbe mai scoperta. Nessun ripostiglio, solo una stanza piena di bambole. Decine di bambole di porcellana giacevano immobili disposte lungo le pareti degli espositori di legno lucido. Una sensazione di disagio la percorse. Le bambole sembravano scrutarla in silenzio con i loro sguardi fissi nel vuoto e le labbra sottili.
Di fattura artigianale, i capelli che sembrano veri, una bambola più grande spicca sulle altre. La ragazzina capisce istintivamente che non si tratta di un giocattolo qualsiasi, custode di sogni e fantasie infantili, tanto da farne un’ossessione in un crescendo di diffidenza, inquietudine e paura che contagia anche il lettore. Infatti è lo scarto tra fattezze umane e vuoto emotivo a destabilizzarci, trasformando la familiarità iniziale, suscitata da un nostro simile o quasi come una bambola, in diffidenza e repulsione. Questo fenomeno psicologico chiamato "valle perturbante" o uncanny valley fu identificato negli anni Settanta da un pioniere dell’ingegneria robotica.
La situazione prende una piega ancora più drammatica con l’omicidio del bibliotecario della scuola locale, che attira l’attenzione degli inquirenti per il modus operandi e la mancanza di testimoni. Poco prima la ballerina di un night club era stata trovata senza vita. Il detective Harrison è deciso a ricostruire la filiera delle morti, suicidi, incidenti sospetti apparentemente scollegati che da decenni funestano il territorio. E quando scopre un altro morto ammazzato, la città è in allarme.
A prima vista gli ingredienti di rito ci sono tutti. Un nucleo famigliare si trasferisce in una casa, isolata e fatiscente, ignaro dei tragici eventi che l’hanno violata. L’impiantito di legno scricchiola, le porte sbattono, l’elettricità va in tilt alternando rumore e silenzio, luce e oscurità nell’attesa che accada qualcosa di sinistro. Scatoloni e cianfrusaglie del proprietario precedente invadono lo spazio e nascondono segreti. Bambole di porcellana sembrano avere vita propria. Sedute spiritiche a richiamare le ombre di un altrove. Circostanze inspiegabili. Assai ridimensionato, invece, il ruolo di un potente simbolo del terrore, lo specchio, di cui l’autore preferisce non sfruttare la versatilità metaforica in chiave perturbante. Infatti fa la sua comparsa solo in un paio di inquadrature.
Ma Luca Cassetta riesce a dare un’impronta personale a tali cliché grazie a un ritmo serrato che non dà al lettore un attimo di tregua e a una scrittura concreta senza troppe elucubrazioni. In primo luogo opta per un montaggio a stacchi netti tra diversi piani temporali. La narrazione a zig zag tra gli anni Sessanta e i giorni nostri impiglia il lettore in una ragnatela complicatissima e serrata. In secondo luogo affida a più voci l’onere di tratteggiare una verità sfuggente e polimorfa che incrocia destini di ieri e di oggi. Il punto di vista multiplo permette di ricomporre un mosaico color rosso sangue, dove la suggestione sconfina con il paranormale e gli scheletri nell’armadio di una tranquilla cittadina americana gridano vendetta. Il passato torna sempre a bussare alla porta. Il Male si annida dove meno te lo aspetti a calpestare anche l’innocenza e i legami di sangue. Un debutto promettente per Luca Cassetta.
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Un libro perfetto per...
Agli amanti di case infestate e thriller psicologici con protagonisti in prevalenza adolescenti.
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Jackie
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