C’era una volta il corpo è l’ultimo volume di Walter Siti, pubblicato da Feltrinelli nel 2024. Si tratta di un saggio che parla delle trasformazioni che subiamo col nostro corpo quotidianamente, e di come non riusciamo sempre ad accettare come i nostri muscoli, le nostra ossa cambino col passare del tempo. Al centro il corpo, il dolore e la possibilità di allungare il tempo di vita su questo mondo.
L’intervista a Walter Siti
- Perché “C’era una volta il corpo” come titolo? Non c’è più? È diventato altro?
Link affiliato
Il titolo è ormai inflazionato, me ne rendo conto. I media sono pieni di "c’era una volta..." a cui seguono i soggetti più vari. Segno della mutazione in corso, ma anche moda. Nel mio caso, l’ho pensato perché sempre di più mi pare che il corpo stia diventando non “qualcosa che siamo”, ma qualcosa che abbiamo in concessione: è un corpo da esportazione, un biglietto da visita, qualcosa da truccare per poi fotografarlo, la “versione migliore di noi stessi”. La manutenzione del corpo è diventata un mercato.
- Il corpo sopporta i tatuaggi, le cicatrici per un intervento chirurgico invasivo, gli anabolizzanti, le donne che danno i bambini a coppie gay come fossero un bancomat. Fin dove arriveremo con l’intelligenza artificiale?
L’attentato più grave al “corpo di una volta” non viene dalla AI, ma dalla techno-biologia che potrebbe ormai permettere di generare corpi umani senza né ovociti né spermatozoi. Stiamo entrando nel post-umano e nella possibilità di scegliere corpi à la carte. Ma non posso negare che sul mio pensiero abbia agito la AI: mentre fino a pochi anni fa sapevo distinguere tra corpi in carne e ossa che mi scatenavano desideri e corpi fatti con l’intelligenza artificiale, che non esistendo mi restavano alieni e quindi non desiderabili, ora non sempre so fare questa distinzione.
Il mio desiderio è gabbato dalle macchine.
- Il vegetarianismo, il veganismo e da ultimo i fruttariani, quelli che mangiano solo quello che la pianta espelle perché soffre anch’essa. Perché gli onnivori li trovano ridicoli spesso?
Credo che il ridicolo derivi da un’impotenza generalizzata (oltre che dal consueto sprezzo per i diversi, oltretutto generalmente miti). Con tutti i danni che le guerre e il ritorno oscurantista stanno infliggendo al pianeta, le piccole cure assumono il marchio dell’inutilità, della autopunizione fighetta. Un “ritorno alla natura” predicato fuori tempo massimo.
- Non si riesce a guardare chi ha sviluppato masse muscolari eccessive, sia uomini che donne, sembrano mostri per alcuni, mentre corpi efebici anche per i maschi trovano una comunità che li accoglie positivamente. Non è così?
I corpi muscolosi sono (a torto) associati a violenza e forza bruta. Sembrano rappresentanti di una concezione arcaica della maschilità.
- Un paio di settimane fa ho visto una ragazza che metteva con molto garbo lo smalto sulle unghie al fidanzatino. I genitori non dicono più nulla. Perché prevale la femminilizzazione in modo così smaccato? Non troppo tempo fa i ragazzi effeminati erano presi in giro dai coetanei.
La femminilizzazione è un dato in costante aumento, per quello che ho detto sopra. La ’parità’ viene confusa con un’apparenza unisex. Contraddetta però da un dato statistico interessante: mentre fino a pochi anni da le richieste di cambiamento di sesso erano in maggioranza M to F, cioè ragazzi che ambivano a diventare ragazze, ora il trend si è invertito, e sono di più le ragazze che vogliono diventare ragazzi. La femmina “in purezza” è troppo segnata da secoli di oppressione, mentre la femmina che diventa uomo, o l’uomo che indossa le abitudini della femmina, paiono evidentemente più rassicuranti.
- Lei, Siti, vivrebbe fino a centocinquant’anni, col corpo che ha adesso?
Assolutamente no. A dir la verità il traguardo dei 150 anni mi sembra faticoso anche se si riuscisse a tornare al corpo che ognuno aveva (mettiamo) a trent’anni. Questione di esperienza eccessiva, di delusioni confermate ogni giorno. Comincio a pensare alla morte (se senza dolori eccessivi) come a un’amica che non vorrei tardasse troppo a farmi visita.
Recensione del libro
C’era una volta il corpo
di Walter Siti
© Riproduzione riservata SoloLibri.net
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Intervista a Walter Siti, in libreria con “C’era una volta il corpo”
Naviga per parole chiave
Approfondimenti su libri... e non solo Walter Siti News Libri Ti presento i miei... libri
Intervista interessante. Solo su un punto non concordo e cioè quando Siti parla dei vegani, dei fruttiferi che dagli onniveri verrebbero derisi. Non è questione di irrisione odi ridicolo piuttosto ci si chiede come si possa vivere solo di frutta o verdura quando si sa che il corpo umano ha bisogno di un pò di tutto con equilibrio cioè la dieta che dovrebbe associare carboidrati, proteine, verdura, frutta. Comunque, ognuno faccia ciò che crede, affari suoi