Nel grigio e piovoso pomeriggio del 4 Maggio 1949, l’aereo che riportava a casa da Lisbona il Torino si abbatté contro il terrapieno della Basilica di Superga: nessuno si salvò dal terribile schianto. La tragedia destò immensa commozione fra la gente, sia perché le vite di 31 giovani vennero crudelmente spazzate via in un attimo, sia per la fama delle vittime, giocatori e dirigenti della squadra di calcio più forte e amata di allora. Da quel momento, il mito del Grande Torino non conosce pause né dimenticanze, e continua a far innamorare di sé non solo gli sportivi.
Una leggenda romantica com’è quella di questo team bellissimo e sfortunato, non poteva, inoltre, non toccare in profondità la sensibilità di intellettuali ed artisti, molti dei quali le hanno dedicato racconti e poesie. In memoria di Aldo e Dino Ballarin è un componimento del giornalista Angelo Padoan in cui si celebrano due fratelli, entrambi in forze al Torino, che condivisero il triste destino dei compagni.
Vediamo brevemente chi erano Aldo e Dino Ballarin e il significato della poesia.
Chi erano Aldo e Dino Ballarin
Aldo (classe 1922) e Dino (classe 1923) erano due fratelli originari di Chioggia (Venezia). Appartenenti a una modesta famiglia di pescatori e gestori di caffè, entrambi mostrarono naturali e indiscusse doti calcistiche fin da piccoli. La loro storia, in fondo, è simile a quella di tanti campioni dell’epoca, che trovavano nelle piazzette, nei campetti e nei vicoli fuori mano la prima palestra dove crescere e formarsi. Fu così anche per i fratelli Ballarin: il maggiore divenne un valido e solido terzino, il minore un portiere affidabile e dai riflessi eccellenti.
Approdati nella squadra locale del Clodia, non passò molto prima che il Torino, allora il top del calcio italiano, si accorgesse di loro. Aldo venne ingaggiato nel 1946, divenendo immediatamente un pilastro fondamentale tra le memorabili geometrie granata; Dino arrivò l’anno successivo come terzo portiere e purtroppo non ebbe a disposizione il tempo necessario per mettersi in mostra come avrebbe meritato.
I Ballarin salirono entrambi su quel maledetto aereo che avrebbe dovuto riportarli sani e salvi a casa insieme ai compagni, dopo aver disputato un’amichevole in Portogallo, e invece, come si sa, il destino decise diversamente.
Nonostante siano passati svariati decenni da allora, soprattutto a Chioggia, loro città natale, la memoria degli sfortunati fratelli è ancora viva e sentita come motivo di grande orgoglio per la città, anche grazie all’impegno della nipote Nicoletta Perini, organizzatrice di eventi ed iniziative dedicate ai famosi zii. Dal 2021, inoltre, all’interno del Museo Civico della Laguna Sud, esiste il Museo Ballarin Chioggia - Museo del Grande Torino e del calcio chioggiotto, che espone fotografie, cimeli e documenti che raccontano tanto della vita dei fratelli Ballarin e del Grande Torino tutto.
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Mai più vi rivedremo a noi vicino,
campioni dell’Italia,
campioni del pallone, Aldo e Dino,
lo stile che lo ammaliaAncor le folle qui ricordan mesto
O Aldo, o Dino, fiori
Del calcio nostro italico codesto!
Coglieste i vostri allori!Dei campi foste gli idoli adorati
Usciste vincitori,
campioni quattro volte proclamati,
fra evviva, fasti e onori.Partiste entrambi un giorno per Torino,
partiste qui da Chioggia
seguendo ineluttabile il destino
per cogliere una pioggiad’applausi, di scudetti e di trofei.
Gridando “Forza Toro!”
Gli stadi v’acclamaron come déi
Cingendovi dall’alloro.Il triste condottiere della morte,
il fato, v’attendeva
segnando inesorabile la sorte
e tutti vi abbatteva.Nel cielo vi rapì (mostro stregato)
La morte immeritata,
nel cielo di Superga annuvolato,
voragine spietata!Ma siete voi pur sempre in mezzo a noi,
o Aldo e Dino nostri,
così vi ricordiamo, mentre voi
giocando con i vostricolori dei granata vittoriosi,
fratelli nella vita,
fratelli nella morte baldanzosi
vincete la partita!“Forza Aldo! Colpisci! Non mollare!
Dai Dino, che parata!
Più grinta Aldo! Entra, non pensare!
Su Dino, che bloccata!Campioni nello sport e nella vita,
o Aldo e Dino nostri,
la vostra ambizione non è finita!
E siete gli esempi nostri!Un monito, un messaggio ed un pensiero,
di vita e di speranza,
nel nome dello sport, ma quello vero,
che tutti ci riunisce in fratellanza!
“In memoria di Aldo e Dino Ballarin”: il ricordo sempre acceso del Grande Torino
La storia umana e professionale di Aldo e Dino Ballarin è indissolubilmente legata a quella del Grande Torino. Di questa squadra leggendaria furono sostegni fondamentali, a essa devono la fama e a essa sono uniti nella morte e nel ricordo eterno come lo furono nella vita.
Il giornalista, scrittore e saggista Angelo Padoan, fiero concittadino dei due fratelli, ha dedicato loro una poesia che li celebra come talenti dello sport e al contempo esalta l’ambiente nel quale le loro gesta si espressero e maturarono, un calcio costruito sulla fatica e il sudore che oggi non esiste più.
In memoria di Aldo e Dino Ballarin è un componimento sull’assenza che pesa, ma anche sul ricordo che resta. Con amarezza l’autore è costretto a rendersi conto che no, nessuno avrebbe mai più visto le prodezze di quei magnifici calciatori in campo, ma sa anche che non si muore davvero se si resta nei pensieri e nell’animo di chi rimane.
Nel giro di pochi anni l’allora Torino, poi divenuto Grande, aveva regalato pagine memorabili di sport, ma anche tanta gioia agli italiani usciti stremati da una guerra lunga e logorante: le vittorie di quella squadra ineguagliabile furono una medicina per tutti, anche per chi non era tifoso. Chi avrebbe mai potuto dimenticarli? E così anche i fratelli Ballarin, che da Chioggia si erano trasferiti nel capoluogo piemontese per inseguire il sogno di diventare campioni, avrebbero avuto un posto nella storia ed uno nel cuore delle persone per sempre: “ma siete pur sempre in mezzo a noi”.
La poesia di Padoan è un sincero e accorato tributo a due illustri concittadini che avevano raggiunto il successo e stavano percorrendo a grandi passi una strada lastricata di onori e soddisfazioni, prima che il fato sopraggiungesse a strapparli alle famiglie, agli amici e al popolo festante.
L’ultima strofa della lirica è un inno allo sport, "quello vero", che il Grande Torino continua a incarnare, quello che avvicina e affratella e di cui oggi, dobbiamo ammetterlo, c’è grande nostalgia.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: “In memoria di Aldo e Dino Ballarin”, la poesia di Padoan dedicata ai fratelli calciatori del Grande Torino
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