Il libro Il sesso è (quasi) tutto di Antonella Viola (Feltrinelli, 2022) ha il merito di spiegare con chiarezza temi complessi dal punto di vista medico, biologico e sociologico, rendendoli comprensibili a un pubblico generalista. L’intento di smontare stereotipi sulle donne e sulle loro inclinazioni e capacità è condivisibile. Tuttavia, nel corso della lettura emerge con forza l’impressione che l’autrice tenda a sovrapporre un’impostazione ideologica ai dati scientifici, forzandone talvolta l’interpretazione e cadendo in zone ambigue.
Un nodo centrale è il tema della fluidità sessuale. Viola parte dal fatto che in animali e piante esista una grande varietà di forme sessuali e riproduttive, e cerca di estendere questo modello agli esseri umani: ma nello stesso tempo ammette che, in questi ultimi, le anomalie genetiche legate al sesso sono estremamente rare. Nonostante questa premessa, continua a suggerire che la distinzione biologica tra i sessi sia molto meno rilevante di quanto appaia. La tesi risulta confusa, proprio perché i dati che lei stessa riporta sembrano indicare il contrario.
Ancora più problematico è quando spiega che il sesso cambia tutto anche a livello fisiologico, a livello anche di propensione ed esposizione alle malattie, indipendentemente dal fatto che psicologicamente l’individuo si riconosca o meno nel proprio corpo. Il passaggio resta vago e poco argomentato, e lascia l’impressione che l’identità percepita venga elevata a criterio assoluto, anche quando entra in conflitto con la realtà biologica che il libro, in altri capitoli, descrive con precisione.
Viola afferma, inoltre, che l’appartenenza al genere sia fortemente influenzata dagli stimoli esterni e dal contesto culturale. Eppure questa affermazione entra in tensione con il modo in cui diverse donne si presentano pubblicamente con capelli curati, trucco e camicetta: evidentemente ci tengono ad avere uno stile che comunica chiaramente un’identità di genere femminile. Allora sarebbe necessario chiarire quanto queste scelte siano spontanee, quanto siano gratificanti e quanto invece rispondano a modelli sociali interiorizzati. Il libro solleva la questione, ma non la affronta fino in fondo.
Infine, l’autrice riconosce che le forme più gravi di discriminazione verso le minoranze si riscontrano soprattutto negli Stati Uniti e nei paesi islamici, mentre in Italia, pur con molte criticità, la situazione è meno drammatica. Questo è uno dei pochi passaggi in cui il discorso appare più misurato e meno ideologizzato. Proprio per questo mette in evidenza, per contrasto, quanto in altre parti del libro l’analisi scientifica venga piegata a una lettura ideologizzata.
- Autore: Antonella Viola
- Genere: Scienza
- Categoria: Saggistica
- Casa editrice: Feltrinelli
- Anno di pubblicazione: 2022
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Il sesso è (quasi) tutto. Evoluzione, diversità e medicina di genere
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