- Autore: Filippa D’Agata - Filippa D’Agata
- Genere: Gialli, Noir, Thriller
- Categoria: Narrativa Italiana
- Anno di pubblicazione: 2026
Il pugnale d’avorio (Echos Edizioni, 2026) è il nuovo romanzo della scrittrice Filippa D’Agata, già operatrice nell’ambito del turismo, siciliana di nascita, ma vivente e operante a Torino.
Nuovamente protagonista è il maresciallo dei carabinieri Olivia Castorina, la quale torna per una breve vacanza in Sicilia, ad Acicastello. Qui incontra un suo ex fidanzato, l’avvocato Federico Laudani, che le rivelerà importanti informazioni che riguardano la morte del padre di Olivia stessa. Ma la nostra, suo malgrado, si ritrova anche a indagare, in maniera non ufficiale, su un delitto avvenuto proprio il giorno del suo arrivo a Catania.
Il coniuge di una cliente, amica di Federico, viene ucciso, e la moglie incriminata. Federico ed Olivia sono fermamente convinti della sua innocenza e vogliono cercare le prove per scagionarla. L’indagine appare subito complicata in quanto la vittima era anche collegata alla criminalità organizzata locale, ma il delitto, a giudizio di Olivia, male si accorda con un regolamento di conti.
Tutto il romanzo è un cercare strade, prove, fare ipotesi e confronti per cercar di scagionare l’amica e cliente dell’avvocato Laudani. È un romanzo che si legge tutto di un fiato, con uno stile molto articolato e una prosa chiara, scorrevole. Filippa D’Agata è riuscita a intessere un giallo molto avvincente, curato nei particolari e dove solo verso il finale appare l’assassino. Tipica bravura della D’Agata è stato, e al momento giusto, l’inserimento dell’elemento fondamentale che condurrà Olivia e Federico alla verità. Una verità molto triste, soprattutto di sfruttamento sociale. Ma il clou del romanzo saranno anche le scoperte che Olivia avrà, e cioè di emozioni e sensazioni che aveva cercato di cancellare dalla sua vita, scappando dalla Sicilia. Comprenderà che dovrà fare i conti anche con quelle; e anche qui l’autrice è bravissima a farlo provare al lettore.
Anche questo romanzo mi ricorda gli sceneggiati RAI della fine degli anni ’60 e primi anni ’70 (quasi tutti tratti dai libri di Francis Durbridge, scrittore e sceneggiatore britannico, e tra i più noti della letteratura gialla della seconda metà del secolo scorso) in cui assistevamo a morti sospette, accuse di persone presunte assassine, colpi di scena. Ma poi alla fine il vero colpevole (presente in tutti questi sceneggiati) è sempre la persona meno sospettata e che è quasi invisibile o a margine nello sceneggiato medesimo. Il bello sicuramente di questi sceneggiati era che tenevano incollati alla tv grandi e piccini, ma soprattutto davano degli appuntamenti famigliari a cui ormai non siamo più abituati. E il libro della D’Agata potrebbe essere benissimo trasformato in uno sceneggiato TV o in un film.
Il pugnale d’avorio è un romanzo che consiglio non solo agli appassionati di noir, ed è sicuramente la continuazione di una lunga e prestigiosa carriera di scrittrice per Filippa D’Agata.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Il pugnale d’avorio
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