Siamo alle soglie dell’estate e si incomincia a pensare alle letture estive (impegnate o no che siano), che ci rilasseranno o magari ci faranno riflettere anche se in modo leggero.
Se vogliamo fare una classifica dei generi più letti, una categoria eccellente è quella dei libri gialli di qualsiasi variante siano (thriller, cozy, noir). Ma perchè piace tanto il poliziesco?
Il genere giallo e il bisogno di giustizia
Probabilmente per un bisogno di giustizia, per l’idea che, almeno nell’immaginario, la giustizia trionfa sul male, la rassicurazione che, per quanto il delitto si insinui nella nostra vita, non prevarrà sulle nostre certezze perché l’investigatore, vero supereroe, ci salverà dalla morte violenta.
Investigatore: l’eroe della vicenda del romanzo o del racconto, personaggio che si dedica unicamente alla causa della giustizia o vuole fare ammenda di un passato difficile, pentendosi e mettendosi dalla parte giusta nei libri contemporanei, ma non solo.
Vidoq, il poliziotto dell’Ottocento parigino che ha un passato da delinquente, ne è un esempio importante. Fu portato sugli schermi televisivi negli anni Settanta.
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Il genere cozy: affrontare il delitto in modo leggero
Ma ci sono altri generi. All’ora di pranzo in televisione vediamo Jessica Fletcher, eroina del giallo cozy, un sottogenere rassicurante e irrealistico che ha prodotto una serie di romanzi che varrebbe la pena di approfondire. Una volta tanto è il telefilm ad avere ispirato il libro e non viceversa. Come dicevo, Jessica Fletcher appartiene al cozy crime, variante che affronta il delitto in modo leggero, in contesti ristretti dove i protagonisti (e anche il pubblico) è composto da persone di media o avanzata età, con lavori sedentari, buon livello di istruzione e di reddito. Il delitto irrompe, ma non sembra modificare (e non lo deve fare) i rapporti della comunità idilliaca in cui avviene. Sarebbe una mancanza di gusto.
Il thriller: tra psicosi, tensione e ritmo incalzante
Ben diversa è la declinazione più estrema del giallo, il thriller, in cui la tensione è altissima, il contesto può essere urbano o anche rurale, povero o ricco, ma è sempre disturbante e i protagonisti non sono mai innocenti; il delitto sembra la slatentizzazione di psicosi o nevrosi da sempre presenti nell’animo umano.
L’investigatore non è un eroe solitario e puro, ma una persona con seri problemi personali e un carattere non dissimile dal criminale che ha commesso il delitto, e per questo riesce a inchiodarlo come le persone oneste non saprebbero fare. Il thriller è un genere amato dai giovani per le descrizioni truculente e il ritmo rapido dei dialoghi, che sembrano imitare i livelli linguistici dei mezzi di comunicazione odierni.
In cosa risiede il fascino dei gialli?
Ma forse il fascino dei gialli sta nel gioco intellettuale che si instaura tra autore e lettore, il ragionamento che conduce alla risoluzione del caso, al piacere di aver partecipato alla soluzione di un problema che viene posto dall’assassino, una lotta contro il Diavolo, personaggio ragionatore ma fallace. Ancora una volta si può ritrovare una dimensione etica.
Ma d’estate (e non solo) si può leggere qualsiasi genere, purché si legga con intelligenza e buonumore.
Buona lettura e buona estate!
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Il genere giallo: perché piace così tanto, soprattutto d’estate?
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