- Autore: Fabio Campisi
- Genere: Sport
- Categoria: Saggistica
- Casa editrice: Giraldi Editore
- Anno di pubblicazione: 2025
Un lungo viaggio nella storia del Bologna Calcio, arricchito di fotografie, di ricerche storiche, di cronache e testimonianze. I successi di ieri e di oggi con l’occhio rivolto non solo al club tra più blasonati d’Italia, 7 volte Campioni d’Italia, ma anche agli avvenimenti politici e sociali in un secolo e più di storia. In Il Bologna in Europa. Storie e personaggi rossoblu nei tornei europei (Giraldi Editore, 2025), ultimo lavoro di Fabio Campisi, giornalista e scrittore che vive e lavora a Bologna, si racconterà del Bologna Football “che è una fede”, di quanto il calcio sia tra gli sport più socializzanti e popolari che ci siano e di quanto rumore fa il Bologna ogni qualvolta calca palcoscenici internazionali.
Una Cenerentola, scrive Simone Monari, nella prefazione al libro, capitata d’improvviso nel giardino della Champions League. L’appartenenza a un’élite del calcio italiano con i suoi 7 scudetti e successi internazionali. Una storia antica che parte dal 1909, dalla pubblicazione dello statuto del Bologna calcio del 1911 e arriverà ai nostri giorni con la bellissima vittoria in Coppa Italia.
I fondatori del Bologna Football erano giovani studenti che vollero la nascita della sezione “Esercitazioni di sport in campo aperto”. Artefice il giovane Emilio Arnstein, di origine boema, arrivato dall’asburgica Trieste e che insieme al fratello dette vita al gruppo calcistico, mentre durante la Seconda Guerra mondiale venne perseguito in quanto ebreo. Il primo capitano fu Arrigo Grandi, che scelse i colori della maglia, a quarti rossi e blu in onore del club svizzero del collegio dove aveva studiato. I rossoblu si distingueranno nel Campionato Emiliano di terza categoria e la loro strada sarà spianata a incontri storici come quello con i Campioni d’Italia dell’Inter.
Il primo scudetto arriverà nel 1925, con grande ammirazione per la squadra e la società. Negli anni a venire l’entusiasmo sarà sempre maggiore da parte dei tifosi, e il Bologna verrà gratificato anche da Benito Mussolini, allora presidente del Consiglio. La fede rossoblu non si fermerà e lo stadio Littorale verrà inaugurato in breve tempo in occasione della partita Italia-Spagna. Lo stesso giorno Mussolini subirà un attentato; un colpo di pistola indirizzato alla sua auto sfiorerà il cappello a cilindro del sindaco Puppini. L’attentatore era un ragazzo bolognese di 15 anni e la sua scomparsa diventerà una pagina di storia ancora oggi con molti interrogativi.
Secondo scudetto nel 1929 e si inizierà a scrivere che il Bologna era “lo squadrone che tremare il mondo fa”. Con i successi in Europa arriveranno gli anni dell’imprenditore Dall’Ara alla guida della Società, e nel 1934 la seconda vittoria in Coppa dell’Europa Centrale. Il quinto scudetto, scrive Campisi, rimase minato nel cuore con la vicenda dello sventurato Weisz e le nefandezze dei carnefici del Regime. Mussolini annuncerà l’entrata in guerra e in città si andrà incontro a un’importante carestia e il razionamento dei generi alimentari con decreto legge. La guerra era alle spalle, l’Italia intera voleva dimenticarne gli orrori e nel 1955, l’anno in cui Giovanni Spadolini divenne direttore del “Il Resto del Carlino”, il Bologna tornò a farsi sentire in Europa. Gli anni sessanta del boom economico saranno ricordati per Cesarino Cervellati, veloce ala rossoblu e “la corsa inarrestabile del Bologna ad infastidire le milanesi”, il caso doping del ’63 e la morte di Dall’Ara. Indimenticabile lo spareggio per lo scudetto allo Stadio Olimpico, telecronaca in differita Rai affidata a Nicolò Carosio. Al Bologna, opposta l’Inter del Mago Herrera: Bologna in vantaggio sui campioni in carica, tiro di Suarez a pochi metri della bandierina, raddoppio del Bologna con il due a zero che varrà lo scudetto. E ancora gli anni di Savoldi, di un Bologna spettacolare con il Manchester nell’accesso alla coppa Italo-Inglese, e poi gli anni Ottanta e le stragi, Bologna città martire, calcio scommesse e retrocessione. Golden boy Roberto Mancini, Roberto Baggio, Beppe Signori, solo a ricordarne le stelle e i loro capolavori. Fallimento societario e rinascita, Carletto Mazzoni e la sua agitazione nell’aria tecnica: “sbracciata di qua, sbracciata di là, per impartire la nuova strategia”. Il ricordo affettuoso e indimenticabile di Siniša Mihajlović. E tanto tanto ancora.
Sono davvero significative le pagine che racchiudono la storia e i costumi della città e della sua squadra di calcio, con racconti che sono telecronache. La Bologna di oggi, scrive nella postfazione Nicola Sbetti, è una città non solo emiliana, non solo italiana ma anche europea e globale, capace di attrarre studenti e visitatori da tutto il mondo. E nella Bologna che negli anni è stata chiamata la Dotta, la Grassa, la Rossa e persino Basketcity, il calcio, volente e nolente, continua a essere uno dei fattori che ne plasmano l’immaginario. Una lettura indirizzata non solo ai tifosi ma a un pubblico ampio, con il calcio come fenomeno sociale e culturale, la sua storia nella Storia che diventa appartenenza di tutti noi.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Il Bologna in Europa. Storie e personaggi rossoblu nei tornei europei
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