- Autore: Domenico Vecchioni
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2026
La seduzione esercitata dai più dibattuti misteri della Storia, risolti e irrisolti, ignora cali di audience perché risponde alla necessità di esplorare le ombre del passato, di svelare verità nascoste, dare un senso a ciò che non capiamo, fatichiamo ad accettare o di cui abbiamo una conoscenza frammentaria, aperta ad ampi margini interpretativi. Il passato non è mai muto; parla con voci enigmatiche che chiedono di essere ascoltate anche se non comprese fino in fondo. A volte siamo noi a ignorarne l’alfabeto. Altre volte, anche quando vengono spiegati razionalmente grazie ai progressi dell’investigazione scientifica e medica, legati soprattutto all’individuazione del DNA, enigmi e misteri mantengono il loro appeal perché faticano a liberarsi dall’aura del mito.
Dal 17 aprile è in libreria per LEG Edizioni, in una versione riveduta e corretta, il saggio di Domenico Vecchioni dal titolo I misteri della Storia. Un carriera diplomatica di alto profilo e appassionato divulgatore, Domenico Vecchioni accompagna il lettore in un itinerario affascinante tra ventisei misteri del passato. L’obiettivo è duplice:
Aggiornare il lettore sulle verità nascoste, finalmente svelate, e riproporgli quelle che invece sono ancora sepolte sotto la coltre della Storia.
Tra i punti di forza segnaliamo lo stile accattivante insieme all’approccio multidisciplinare, rigoroso e documentato, che antepone la ricerca della verità all’aneddotica e alla spettacolarizzazione dei fatti fine a se stessa. Ne presentiamo un florilegio.
Nel deserto del Perù, più di duemila anni fa, sono state tracciate direttamente sul terreno gigantesche figure, geometriche, zoomorfe, fitomorfe, visibili solo dall’alto. Sono le famose linee di Nazca: chi le ha fatte e con quale scopo? Che c’entrino gli alieni? A richiamare un mondo parallelo ci pensa anche il manoscritto di Voynich, un codice illustrato del Quattrocento redatto in una lingua estranea a quelle storicamente attestate. Una studiosa italiana ha annunciato di aver individuato la chiave di lettura, ma la strada per una decifrazione completa è tutta in salita. Che dire dei geroglifici Egizi? Prima della Stele di Rosetta che permise a Champollion di scoprirne il codice di decrittazione, nessuno sapeva più leggerli. Sembravano un rebus, decorazioni simboliche, messaggi esoterici riservati alla casta sacerdotale.
Non è afasico come la lingua dei faraoni prima dell’egittologo francese, ma parla a stento e di parole ne conosce poche. È Gaspar Hauser, un giovane comparso dal nulla e tornato nel nulla che nell’omonimo film di Herzog diventa emblema di una natura arcaica e pura, un diverso che vede il mondo per la prima volta. A riguardo Domenico Vecchioni rimane con i piedi per terra, accantona ogni suggestione romantica e affida alla psichiatria il compito di spiegare parte della parabola esistenziale di questo infelice, sulla cui origine sono stati versati fiumi di inchiostro, costretto dalle circostanze a diventare il peggior nemico di se stesso. Questo criterio interpretativo viene adottato anche per spiegare la morte di Marilyn Monroe, amatissima dalla cultura pop, votata al mito dalla vulnerabilità della sua bellezza, da una vita tormentata e dalla scomparsa prematura.
Nel campo dei misteri identitari che continuano ad accendere la fantasia e ad attirare l’attenzione degli storici c’è l’imbarazzo della scelta. Nato uomo, morto donna, il Cavaliere d’Eon fece fortuna giocando sull’ambiguità di genere. In abiti maschili si distinse per le sue doti da giurista, in quelli femminili - corsetto dalla scollatura generosa imposto dalla moda rococò - scalò i vertici di intelligence come agente segreto al servizio di Luigi XV. Pare che la sua grazia muliebre abbia ingannato anche quella vecchia volpe di Casanova. Di contro un attaché dell’ambasciata francese nella Cina di Mao si bruciò carriera e reputazione per amore di una cantante che madre natura aveva escluso dal gentil sesso. Una storia incredibile dove la realtà supera la fantasia, soprattutto nella sfera privata, perché la loro non fu una relazione platonica.
E se Jack lo Squartatore, uno dei serial killer più famosi di sempre; la Maschera di ferro, il misterioso prigioniero del re Sole; l’ominide di Piltdown; Luigi XVII, il re che sul trono non salì mai; la sedicente principessa Anastasia, scampata alla strage dei Romanov, vengono ricondotti alla concretezza della politica, a una truffa ben confezionata, ai labirinti della mente, alla vanagloria degli uomini, altre figure rimangono ancorate alla leggenda. È il caso del Saladino. Dante lo colloca nel Limbo tra gli spiriti magni. La raccolta di racconti del Novellino lo esalta come esempio di buon governo. Un motivo ci sarà per spiegare tanta benevolenza medievale nei confronti di un infedele che forse non fu così feroce come i crociati e le figurine della Buitoni-Perugina ci hanno fatto credere.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: I misteri della Storia
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