Genova prepara in questi mesi una mostra interamente dedicata al celebre pittore Antoon Van Dyck: a partire dal 20 marzo, Palazzo Ducale ospiterà 50 opere provenienti da 23 citta europee. Molte sono quelle realizzate proprio nella Superba durante la permanenza del fiammingo nel 1621.
Ma qualcun altro ha apprezzato il maestro di Anversa: Gustave Flaubert nel 1845 visita palazzo Rosso e ammira i ritratti realizzati da Van Dyck. Anche se il suo preferito resta Brueghel.
Il viaggio di Gustave Flaubert a Genova
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Con Genova è colpo di fulmine:
Ciò che ho visto di più bello è Genova […] una bellezza che strazia l’anima.
L’uomo che visita Italia e Svizzera ormai quasi due secoli fa non sembra aver niente a che fare con lo scrittore eternamente in fuga dalla noia come la sua Madame Bovary, personaggio celebre e perfetto alter ego dello scrittore. Al contrario gode di ogni passeggiata e perlustra palazzi e collezioni con l’entusiasmo del grande estimatore d’arte. Poi annota con dovizia di particolari ricordi ed emozioni sul diario, pubblicato con il titolo Viaggio in Italia e Svizzera (Armando Dadò Editore, 2024, a cura di Mattia Mantovani).
“La tentazione di Sant’Antonio”: il poemetto di Gustave Flaubert ispirato a Brueghel
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Va detto che probabilmente la sorella Caroline e il neo marito di lei, freschi di nozze, rappresentano forse una compagnia poco interessata all’aspetto culturale della vacanza. Flaubert così si dedica alla città e dei giorni trascorsi nel capoluogo ligure ricorda e racconta tutto: palazzi di marmo, scalinate, balconi, spiagge, carrugi, giardini e soffitti dipinti. E quadri, un’infinità di quadri. Ci sono Tintoretto, Tiziano, Rubens. E il suo preferito: La tentazione di Sant’Antonio di Brueghel, che gli ispira il poemetto omonimo (pubblicato da Carbonio Editore, nel 2023, tradotto da Bruno Nacci). E che gli farà dire:
lui per me ha cancellato tutta la galleria, non ricordo più altri
.
E ancora:
darei tutta la collezione del Moniteur, se ce l’avessi, e aggiungerei centomila franchi per comprare quel quadro, che la maggior parte di coloro che lo guardano giudicano cattivo.
La tela lo colpisce con tale forza da guadagnarsi una descrizione dettagliata. Merito forse della sua natura allegorica che genera un affollamento di personaggi fantasiosi intorno alla figura del santo.
Lo scrittore osserva, memorizza e compone una sorta di catalogo:
Un uomo a cavallo in una botte; teste che escono dal ventre degli animali; rane con braccia saltellanti sul terreno; […] drago alato in volo, tutto sul medesimo piano. Insieme formicolante, ghignante in modo grottesco e impetuoso nella precisione di ogni particolare.
Dalla Liguria il viaggio prosegue: Torino, Milano, Monza, Pavia, i laghi di Como e Maggiore. Poi la Svizzera e di nuovo in Francia, a Parigi. Ma già nel capoluogo piemontese Flaubert si sente triste per aver lasciato la Liguria e scrive a un amico:
penso sempre a quei soffitti di Genova.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Gustave Flaubert a Genova: le opere di Van Dyck e Brueghel che lo stregarono
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