Tra gli autori protagonisti delle tracce della prima prova dell’esame di Stato 2026 nella tipologia A2 c’è Vitaliano Brancati. Sicuramente lo scrittore siciliano non figurava tra quelli più quotati nelle previsioni degli studenti, eppure la sua scelta appare tutt’altro che casuale.
Brancati, infatti, occupa un posto di rilievo nella letteratura italiana (ma anche nel cinema) del Novecento grazie alla sua capacità di osservare con ironia e spirito critico i costumi della società italiana, raccontandone contraddizioni, ambizioni e trasformazioni.
In particolare tra le tracce vi è un brano tratto da una delle opere più importanti di Brancati, I piaceri . Vediamo nel dettaglio le caratteristiche principali dell’opera e il brano presentato come traccia.
Chi è Vitaliano Brancati
Vitaliano Brancati nasce a Pachino, in Sicilia, nella provincia di Siracusa nel 1907, da una famiglia di letterati: sia il nonno paterno sia il padre erano autori di racconti e poesie. Trascorre la sua giovinezza e frequenta gli studi letterari presso Catania per poi trasferirsi a Roma, dove in poco tempo diviene redattore del settimanale Quadrivio.
Brancati è noto per il suo percorso politico come letterato: durante gli anni dell’ascesa del fascismo in Italia, egli figurava tra gli intellettuali vicini al regime e in sintonia con i suoi precetti.
Tuttavia ben presto il suo spirito cambia radicalmente, non solo per gli orrori e i crimini eseguiti dal regime fascista sin dai suoi albori, ma soprattutto grazie all’amicizia che intreccia con lo scrittore Alberto Moravia, da sempre apertamente ostile all’Italia fascista.
Presto Brancati conosce anche Leo Longanesi, collaborando fino al 1939 al suo settimanale Omnibus, presto soppresso dalla censura fascista. Saranno proprio gli scritti pubblicati su Omnibus a confluire nella raccolta di saggi I piaceri.
Vitaliano Brancati morirà nel 1954 a Torino.
I piaceri
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L’opera, conosciuta anche con il suo sottotitolo Parole all’orecchio viene pubblicata da Bompiani nel 1943. Si tratta, in realtà, di un insieme di saggi scritti da Brancati negli anni tra il 1940 e il 1943, in cui l’autore descrive lucidamente le criticità e i vizi della società italiana a lui contemporanea. Il suo sguardo critico è sorretto dalle profonde riflessioni filosofiche che attraversano la raccolta, in cui chiaramente emergono anche i timori e i pericoli imperanti del periodo del regime fascista, sotto cui scrive Brancati.
I piaceri della memoria: il brano di Brancati scelto per la prima prova
Il brano scelto per la tipologia A2 della prima prova degli esami di Stato di quest’anno riguarda l’importanza e il valore della memoria, analizzando il suo ruolo nella costruzione dell’identità individuale e collettiva. Proponiamo di seguito il brano, che corrisponde alle pagine 5-8 della raccolta I piaceri:
Se noi non ricordassimo, il mondo sarebbe sottilissimo, una lastra priva di spessore, sulla quale fulmineamente stampato, un perpetuo presente attirerebbe su di sé i nostri sguardi stupiti e incantati. Ma per fortuna noi ricordiamo, e dietro al mondo cosiddetto reale, dietro al mondo che si tocca, vede, sente, odora, il quale è veramente sottile come una lastra priva di spessore, mettiamo quello irreale, o almeno non più esistente, di uno, due, mille momenti prima, e assegniamo in tal modo un volume immaginario a qualcosa che in realtà non lo possiede. […]
Si possono trascorrere delle ore accanto a un vecchio taciturno purché di lui si sappia che ha la testa piena di bei ricordi. Dato che un nero presente ha il potere di cancellare piano piano anche i vivaci colori della memoria, e chiudere tutta una persona nel sentimento di essere stata sempre infelice, coloro che, dentro di sé, preservano i ricordi lieti, difendendoli dal pericolo di oscurarsi, corrompersi, dilavarsi, compiono un’opera utile come chi non lascia spegnere il fuoco in un paese privo di fiammiferi e di pietre focaie.
Una delle condizioni più misere delle epoche infelici, non è di rimpiangere vanamente la felicità, ma di averla totalmente dimenticata.
Immaginate che nel mondo per cento anni il cielo sia coperto di nuvole; tutti si saranno accostumati a un giorno tenebroso poco meno della notte: sarà allora che l’intera umanità dovrà vegliare premurosa attorno al vecchio di centodue anni, l’unico che ricordi la luce del sole. Che questo vecchio viva il più a lungo possibile! Con lui vive il ricordo della luce, vivono la speranza e il desiderio di rivederla. Con lui perirebbe un bene comune.
Io ho l’abitudine di sorvegliare continuamente la mia memoria e contare ogni sera i miei ricordi come l’avaro conta i suoi marenghi, e la notte svegliarmi per paura che me ne manchi uno. Quaderni e quadernetti mi aiutano, ma non basterebbero se con cura meticolosa io non pensassi di ravvivare i ricordi più deboli, e continuamente distinguere quelli che minacciano che minacciano di confondersi. […]
Per questo, le malattie della memoria sono fra le più paurose. Quale mano di ladro può essere così sacrilega come quella che si introduce nel più interno di noi stessi per rubarci i ricordi? Tutto è incerto e precario in questo mondo, tranne le cose che abbiamo fatte, le quali pare che ci appartengano per la vita e per la morte: e tuttavia anche queste possono non appartenerci più il giorno in cui non riusciamo a ricordarle.
Il brano proposto affronta uno dei temi più profondi della riflessione umana: la memoria. Per Vitaliano Brancati il ricordo non è semplicemente la conservazione del passato, ma si tratta di un elemento e soprattutto un valore indispensabile per conferire consistenza e significato alla realtà che ci circonda. Solo attraverso la memoria viva del passato è possibile, dunque, comprendere il presente.
Senza memoria, infatti, il mondo sarebbe ridotto ad un eterno presente, privo di profondità e di legami con ciò che è stato vissuto fino a quel momento. Attraverso una serie di immagini suggestive, ma anche quotidiane, l’autore mostra come siano proprio i ricordi a conferire quello spessore dell’esistenza umana.
Particolarmente significativa è la figura del vecchio taciturno, che conserva nella propria mente i ricordi della sua giovinezza e della suoi momenti più felici. Brancati brillantemente lo paragona a chi mantiene acceso il fuoco in un luogo dove non esistono più strumenti per riaccenderlo, evidenziando in questo modo il valore sociale della memoria.
Il ricordo del passato è descritto dall’autore come un’opera utile: l’atto di ricordare e mantenere la memoria viva non sono azioni individuali, ma sono azioni collettive in grado di aumentare speranza e consapevolezza anche nel presente più difficile e buio.
Il tema affrontato da Brancati appare particolarmente attuale nella società contemporanea: viviamo infatti in un’epoca caratterizzata dalla velocità delle informazioni e dall’esposizione continua a contenuti differenti, che spesso ci inducono a trascurare il valore della memoria personale e storica. Conservare il ricordo delle esperienze vissute, delle tradizioni e degli eventi che hanno segnato la nostra comunità è fondamentale per comprendere il presente e progettare il futuro con maggiore consapevolezza, senza esserne spaventati.
Le domande della traccia per la tipologia A2
Riportiamo le domande proposte agli studenti di seguito al brano di Brancati:
- 1. Riassumi il contenuto del brano proposto.
- 2. Individua e analizza i riferimenti alla realtà naturale e le metafore ad essa ispirate cui fa ricorso l’autore per articolare il suo ragionamento.
- 3. Commenta la frase ‘Io ho l’abitudine di sorvegliare continuamente la mia memoria e contare ogni sera i miei ricordi come l’avaro conta i suoi marenghi, e la notte svegliarmi per paura che me ne manchi uno’.
- 4. ‘Quale mano di ladro può essere così sacrilega …’: spiega il senso dell’aggettivo utilizzato da Brancati.
- 5. Sulla base dell’analisi da te condotta, approfondisci l’interpretazione complessiva del brano, elaborando una tua riflessione sul tema della memoria e sulla sua capacità di collegare le generazioni tra loro.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Esame di Maturità 2026: Vitaliano Brancati tra le tracce della prima prova di italiano
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