- Autore: Stefano D’Arrigo - Stefano D’Arrigo
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Rizzoli
- Anno di pubblicazione: 2021
Pubblicato nel 1985, a dieci anni da Horcynus Orca, Cima delle nobildonne (Rizzoli, 2021) rappresenta una svolta nel percorso narrativo di Stefano D’Arrigo. Il precedente romanzo era caratterizzato da una scrittura monumentale, ricca di invenzioni linguistiche e richiami mitici; qui invece l’autore sceglie una forma più essenziale, precisa e quasi chirurgica, perfettamente coerente con l’ambiente scientifico in cui si svolge la vicenda.
“E a chi non piacciono i gialli, gli enigmi, i misteri?” L’azione è ambientata all’Istituto Karolinska di Stoccolma, dove medici, studiosi e personaggi provenienti da culture diverse si confrontano attorno ai misteri del corpo umano. Nella finzione narrativa, l’intervento chirurgico che trasforma Amina, giovane ermafrodito, in donna per volontà dell’emiro di Kuneor è un episodio destinato ad assumere un valore ben più ampio della semplice vicenda medica, dove il contesto dell’ospedale ha un ruolo molto importante. L’operazione diventa infatti il punto d’incontro fra scienza, mito e riflessione filosofica. Il corpo non è soltanto materia da modificare, ma luogo in cui si intrecciano memoria, identità e destino.
In questa prospettiva acquista rilievo il simbolo della placenta, evocato probabilmente attraverso il riferimento a Hatshepsut, la regina dell’antico Egitto il cui nome viene associato appunto alle parole che racchiudono il titolo del romanzo. D’Arrigo trasforma così un elemento biologico in un’immagine capace di richiamare insieme origine, nutrimento, separazione e morte, costruendo un ponte continuo tra il sapere scientifico e quello simbolico. "A voi, signori dottori, piacciono le strips, i fumetti?"
Senza rinunciare completamente allo sperimentalismo linguistico che aveva reso celebre Horcynus Orca, lo scrittore conserva una forte tensione poetica. La prosa è più asciutta, ricca di termini medici e anatomici, ma non perde la capacità di evocare significati profondi attraverso immagini di grande forza. La precisione del lessico scientifico convive con una continua apertura verso il mito e la dimensione fantastica, dando vita a un equilibrio originale che rende il romanzo unico nella produzione dell’autore.
La trasformazione di Amina diventa così una riflessione sull’identità, sui limiti della conoscenza e sul rapporto fra natura e tecnica.
"Certo che ci piacciono" gli avevano risposto in un coro babelico, come si fossero accordati prima.
Attraverso una vicenda solo in apparenza insolita, D’Arrigo affronta temi universali come la nascita, la perdita, la metamorfosi e la ricerca di sé, dimostrando ancora una volta la propria capacità di fondere invenzione narrativa e profondità intellettuale. Ne nasce un romanzo breve ma denso, che continua a interrogare il lettore e conferma l’originalità di uno degli scrittori più audaci della narrativa italiana del Novecento.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Cima delle nobildonne
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