Ogni anno a maggio si celebra la festa della mamma e spesso i social si riempiono di omaggi per le mamme, tra i quali spicca spesso una breve ma intensa poesia in dialetto napoletano che viene intitolata come il suo incipit Chi tene ’a mamma o semplicemente ’A mamma.
Molti credono erroneamente che questo componimento poetico appartenga all’intramontabile Totò (Antonio de Curtis) o al poeta e drammaturgo Salvatore Di Giacomo, ma in questo caso si tratta di un’autrice, certamente meno conosciuta, che con i suoi versi in napoletano ha lasciato in eredità un testo poetico ancor oggi molto apprezzato e condiviso. Scopriamo il testo e l’identità della poetessa.
“Chi tene ’a mamma”: testo della poesia
Chi tene ‘a mamma
è ricche e nun ‘o sape;
chi tene ‘a mamma
è felice e nun ll’apprezza
Pecchè ll’ammore ‘e mamma
è ‘na ricchezza
è comme ‘o mare
ca nun fernesce maje.
Pure ll’omme cchiù triste e malamente
è ancora bbuon si vò bbene ‘a mamma.
‘A mamma tutto te dà,
niente te cerca
E si te vede e’ chiagnere
senza sapè ‘o pecché…
T’a stregne ‘mpiette
e chiagne ‘nsieme a te!
“Chi tene ’a mamma”: di chi è davvero la poesia
La vera autrice di Chi tene ’a mamma è Pia Improta Tarallo, popolare poetessa e maestra della zona flegrea, più precisamente di Baia (Napoli). Non avendo pubblicato mai suoi lavori in grandi circuiti editoriali nazionali, le sue opere in dialetto napoletano si sono diffuse soprattutto oralmente e in contesti locali.
Negli anni ’30 la poetessa e insegnante partecipò però a numerosi concorsi letterari nazionali e, nel 1937, fu premiata per la sua poesia patriottica in napoletano, A Patria è tutto, che venne musicata dal pianista Aldo Ciccolini.
La poesia sulla mamma di Pia Improta Tarallo è pubblicata in Le parole del cuore, una raccolta di versi in lingua napoletana di carattere familiare e sentimentale, pubblicata nel 1970 da Fausto Fiorentino editore dopo la morte dell’autrice. Tra queste opere che raccontano in maniera diretta ma allo stesso tempo profonda temi semplici e che toccano la vita di tutti, la poesia Chi tene ’a mamma rappresenta un testo che ancor oggi molti conoscono e apprezzano per la sua grande verità racchiusa in poche righe.
“Chi tene ’a mamma”: analisi della poesia
I pochi versi del componimento trasmettono chiaramente un messaggio universale: la mamma rappresenta la ricchezza inconsapevole di chi ha ancora la fortuna di averla affianco e, spesso, non è in grado di apprezzarla nel giusto modo. Il suo amore, paragonato al mare sconfinato, riesce a vedere del buono in un figlio anche laddove questi abbia sbagliato nella vita.
Nel chiudere il suo intenso componimento, Pia Improta Tarallo ci regala un’immagine potente che simboleggia perfettamente l’amore di una madre: colei che, senza neanche sapere il motivo del pianto di suo figlio, lo stringe in un abbraccio nel quale piange con lui, condividendo tutto, anche il dolore.
“Chi tene ’a mamma”: perché molti pensano che la poesia sia di Totò
Come abbiamo accennato, curiosamente molti credono che la poesia Chi tene ’a mamma appartenga a Totò, esattamente come avviene anche per altri testi in lingua napoletana, erroneamente attribuiti al principe della risata, e come avviene in generale con opere di autori meno conosciuti che riescono a diventare famose e, a quel punto, vengono associate a personaggi altrettanto noti.
Ma da dove nasce l’equivoco? Non esiste una risposta certa a questa domanda, ma sembra essere molto probabile che la diffusione della poesia sui social abbia molto contribuito a questa errata associazione. Capita spesso, infatti, che in rete si possa trovare condivisa questa poesia nel giorno della festa della mamma con la foto dell’attore, probabilmente perché, essendo suo un altro testo famosissimo come A livella, si crede che un po’ tutti i testi recitati in lingua napoletana gli appartengano.
A rendere l’errata attribuzione piuttosto credibile, infine, anche il fatto che lo stile proposto da Totò e quello di Pia Improta Tarallo in questa poesia sulla mamma appaiano piuttosto simili, con un linguaggio diretto, malinconico, estremamente evocativo e carico di emozione.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: “Chi tene ’a mamma”, la poesia sulla mamma attribuita erroneamente a Totò
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