I romanzi del francese Guillaume Musso sfuggono a una classificazione di genere; cambiano anche le ambientazioni e i contesti, che rendono i suoi libri sempre una sorpresa per i lettori che lo seguono con interesse per l’originalità delle sue trame.
Central Park, edito da La Nave di Teseo e tradotto da Sergio Arecco e nelle librerie da ieri, è stato pubblicato in Francia nel 2015 e tradotto lo stesso anno in italiano per la prima volta nel catalogo Bompiani.
“Central Park”: fra crime story e citazioni letterarie
L’esergo, tratto da una frase di Somerset Maugham,
Le cose che sfuggono sono più importanti di quelle che possediamo
spiega molto della storia che si racconta nel libro, densa di sorprese come non mai. Solo nelle ultime pagine della lunga narrazione, che seguiamo con interesse e suspense per gli abili colpi di scena che l’autore mette in campo, la situazione narrativa presentata si ribalta, consegnandoci una storia che è giallo psicologico, crime story, storia di amore tragico e anche qualcosa in più, piena come è di citazioni colte, raccolte in una corposa raccolta di riferimenti bibliografici che si trovano in tutti i 28 capitoli del romanzo.
“Central Park”: trama e personaggi
Link affiliato
Alice Schafer è una bionda trentottenne, capitana della polizia criminale francese con sede nella storica sede del Quai d’Orfèvres. Ma una mattina, dopo aver passato una serata alcolica con le amiche in un locale parigino, ha la sorpresa di svegliarsi su una panchina, in un bosco, ammanettata a un uomo che dorme vicino a lei.
Priva di documenti, di soldi, della sua arma, sgomenta dell’assurda situazione in cui si trova, sveglia l’uomo a cui è incatenata, per sentire da lui una storia inquietante: è un musicista jazz, che la sera prima aveva suonato in un locale di Dublino. I due si alzano e, usciti dal bosco, si accorgono con stupore di trovarsi in una parte isolata del Central Park di New York, in piena Manhattan.
Dopo una serie di rocambolesche avventure che mettono in pericolo la loro incolumità, poco fidandosi l’una dell’altro, i due capiscono che devono muoversi in sincrono per scoprire cosa è successo, come sono arrivati a New York, come cavarsela senza soldi, documenti e senza cellulare. Lei si scopre un numero scritto sul palmo della mano, lui una strana ferita al braccio, in cui si leggono però delle cifre in sequenza; lei si trova nei jeans lo scontrino di un albergo, lui ha l’indirizzo di un amico musicista che potrebbe aiutarli.
Così, di avventura in avventura, diffidenti ma vicini, i due attraversano su auto rubate le strade statali, rubano telefoni, lei chiama a Parigi il suo fidato amico Seymour, lui il suo collega musicista in tournée, insomma costringono noi lettori a seguirne le vicende sempre più intricate, mentre i misteri si infittiscono.
Davvero bravo Guillaume Musso a trascinare i lettori in una storia che ha dell’incredibile, che però alla fine si spiega con molta abilità e non delude. Un thriller a forte impatto psicologico, che affronta un tema molto attuale che non si può rivelare, ma che interesserà molto i lettori.
Recensione del libro
Central Park
di Guillaume Musso
© Riproduzione riservata SoloLibri.net
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: “Central Park”, il romanzo di Guillaume Musso fra giallo e citazioni letterarie
Lascia il tuo commento