A smentire quello che si pensa abitualmente, il primo esempio di foglio di notizie non nasce in Gran Bretagna o in Germania, bensì nella Repubblica di Venezia, esattamente nel lontanissimo 1555. Esempi più vicini alla struttura dell’attuale quotidiano, invece, nascono proprio in Germania e in Gran Bretagna.
I primi giornali e quotidiani in Gran Bretagna e Germania
In particolare, in Gran Bretagna il quotidiano è erede dei Journals, report di avvenimenti. Il primo giornale tedesco nasce nel 1605, nell’attuale Alsazia; fu infatti stampato a Strasburgo. Il suo nome era Relation aller Fürnemmen und gedenckwürdigen Historien e venne stampato da Johann Carolus.
Il primo quotidiano, invece, appare a Lipsia nel 1660 con il titolo di Leipzinger Zeitung, dando la stura all’informazione sistemica giornaliera. Sessanta anni dopo, in Gran Bretagna, appare la Oxford Gazette, poi chiamata London Gazette.
Va detto che, comunque, l’abitudine alla pubblicazione di notizie è molto più lontana nel tempo e risale addirittura all’epoca della regina Elisabetta, per poi avere un deciso sviluppo con Cromwell che, malgrado i numerosi veti, riteneva importante la diffusione delle notizie e conseguentemente poneva l’accento sulla possibilità che la popolazione potesse apprendere a leggere e scrivere. Tuttavia, anche se nel Bill of Right del 1689 viene sancita la libertà di espressione, i giornali sono soggetti a una tassa.
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La borghesia settecentesca e Defoe
Il prepotente sviluppo della borghesia va di pari passo con la crescita della stampa. Nel 1702 nasce il Daily courant, costituito in origine in due pagine divise in colonne.
Contemporaneamente appaiono le prime importanti penne: fulgido è l’esempio di Daniel Defoe, successivamente scrittore di successo. Defoe fu fondatore e anche editorialista di The review, pubblicato tre volte a settimana. Tra le caratteristiche di The review, il formato ridotto detto anche tabloid.
Nel periodo contemporaneo a Defoe due furono i quotidiani maggiormente in auge: The Tatler e The Spectator. Oltre ad argomenti politici e sociali, i quotidiani trattavano anche tematiche etiche e morali. Importante peculiarità è anche la tempestività con cui le notizie venivano date.
Alcuni anni dopo la Stamp act impose una tassa per ogni pagina dei quotidiani, e maggiore tassa fu imposta ai quotidiani delle tredici colonie. I coloni reagirono molto violentemente, a prologo dell’imminente rivoluzione per l’indipendenza. Nel 1785, a indipendenza avvenuta delle colonie americane, nasce a Londra il Daily Universal register, caratterizzato da accurata informazione. Questo quotidiano diventerà un fulcro per la stampa americana.
Finalmente nel 1792 si dichiara con il Libel act che non si poteva sottoporre i quotidiani a censura preventiva ma solo si doveva rispondere ad abusi o diffamazione.
La stampa dell’Ottocento e l’Italia
La fine del Settecento e l’Ottocento sono per la Gran Bretagna il periodo in cui la stampa raggiunge uno dei suoi momenti più alti. L’Ottocento sancisce il momento in cui molti quotidiani, diffusi ancora oggi, vedono la luce in Italia. Tra essi La nazione di Firenze e Il Corriere della sera.
L’introduzione dell’inserto di capitoli di romanzi, idea nata in Gran Bretagna, contribuisce a diffondere i quotidiani nella nascente borghesia italiana, borghesia decisamente consolidata in Francia, Germania o, appunto, Gran Bretagna.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Breve storia del quotidiano, dalle origini ai giorni nostri
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