Un amore socialista: basterebbe il titolo a garantirci una buona esperienza di lettura, perché è già nell’apertura l’essenza di questa opera pubblicata nel 2025 da Neri Pozza sulla scia di altre biografie e approfondimenti che l’editore ha dedicato a vari personaggi importanti in ambito letterario, politico, artistico e culturale. La vicenda di Anna Kuliscioff e Filippo Turati merita di essere approfondita e analizzata nel dettaglio, e ben ha fatto Pierfrancesco De Robertis a proporcela perché la si possa riscoprire e conoscere ancora meglio.
La loro vita, infatti, non ha mai goduto della stessa attenzione letteraria riservata ad altre coppie di importanti politici, come Nilde Iotti e Palmiro Togliatti o Piero Gobetti e Ada Prospero. E allora è giusto riviverla questa bella storia, seppur ormai molti anni dopo la morte dei due protagonisti, per riconoscere lo spessore umano di queste grandissime personalità, per rendere omaggio a quello che hanno saputo fare e rappresentare insieme, per il loro fortissimo amore. Un amore libero, scelto, voluto costantemente, che li ha accompagnati per buona parte della loro vita e che, giustamente, nella narrazione di De Robertis è sempre in primo piano. Un sodalizio umano e politico fortissimo, un noi che li porterà a sostenersi l’uno con l’altra nelle battaglie politiche, pur nelle innegabili diversità personali, e che diventerà la firma di molti loro articoli sul giornale “Critica Sociale”.
I due non si annullano mai l’uno nell’altra e diventano negli anni vicendevole porto sicuro e pungolo reciproco nella battaglia sociale. Per questo è molto bella la scelta dell’autore di alternare nella narrazione un capitolo dedicato ad Anna e uno a Filippo, lo stesso spazio riservato a ciascuno, come in una danza, un passo a due che gli stessi protagonisti hanno ballato insieme per una vita intera, con rispetto e amore profondo. Questa non è l’unica scelta interessante di De Robertis, che avrebbe potuto proporre un racconto puramente fattuale o completamente biografico, ma che decide invece di portare in piena luce alcuni momenti della vita dei due protagonisti perché innervino le pagine non solo delle loro esistenze ma di tutta la vicenda che ha attraversato il partito socialista italiano, dalla sua nascita fino al Congresso di Livorno del 1921, all’avvento di Mussolini, alla morte di Matteotti e poi a quella dei due suoi più illustri esponenti.
Ed è scritto bene, questo libro; ben dosati sono i dialoghi e la narrazione, il linguaggio utilizzato è giustamente raffinato, in linea con il portato culturale di chi lo esprime. E se a volte il racconto strizza un po’ troppo l’occhio al sentimentalismo, si reindirizza subito sul terreno più sicuro e adeguato della narrazione quasi storico/testimoniale grazie alle citazioni tratte da lettere e scritti originali che aprono ogni capitolo. Le ricerche dell’autore sono state accurate e costituiscono una base seria per l’inventio narrativa.
Anna e Filippo ci parlano di una generazione di giovani che vuole andare avanti e portare finalmente l’Italia fuori dall’immobilismo, grazie alla lotta per i diritti e i grandi ideali. Anna è russa, è una vera forza esogena che destabilizza l’ambiente italiano al quale giunge per completare i propri studi in medicina, quando è già madre ed è già stata in carcere. Il suo è un potenziale rivoluzionario altissimo che non può non spaventare: si tratta di una donna che vive a mille all’ora e che in un anno ne condensa cento. Non sposandolo ha avuto una relazione con Andrea Costa dal quale è nata una figlia. Ma sarà con Filippo Turati che troverà davvero quell’amore al quale non vuole rinunciare nonostante l’impegno politico. “I want it all”, sembra dire Anna Kuliscioff in una lettura estremamente contemporanea che forse lei stessa approverebbe.
Filippo è da lei differente in tantissimo: di buona famiglia, fragile, amante della poesia, crede nei piccoli passi e nella lunga strada della politica quotidiana fatta da deputato della Camera. Per capire cosa unisca, oltre le loro differenze, questi due giganti della storia italiana basta leggere le lettere che si scambiano nel gennaio del 1885: “L’armonia tra genialità e cuore è cosa rara, e questo è il dono di Turati”, “Appena la vidi, Anna era bellissima. Un’apparizione di luce”.
Grazie ad Anna Kuliscioff e Filippo Turati, così come ci vengono raccontati da De Robertis, scopriamo qualcosa in più anche di molti altri nomi famosi che hanno intrecciato per poco o tanto la loro strada con i socialisti più famosi d’Italia: i Bovio dell’ambiente napoletano, la principessa Ukhtomsky, Golgi, Bissolati, tutto il gruppo socialista milanese, fino a un immaginabile Carducci chiamato a testimoniare durante il processo ad Andrea Costa. Per Filippo Turati, per i suoi nervi malati e fragili, Anna Kuliscioff è sicuramente la luce. I due superano tutto insieme, anche le loro divisioni sulla questione femminile (così cara ad Anna) o sull’interventismo al momento dello scoppio della Prima Guerra Mondiale.
Anna se ne andrà prima di Filippo, che morirà in Francia sette anni dopo la sua amata compagna. Molte delle loro battaglie hanno camminato su altre gambe per arrivare fino a noi e hanno continuato a vivere principalmente grazie all’impronta che loro stessi hanno voluto dare al modo di intervenire nell’agone politico. Anna Kuliscioff e Filippo Turati non hanno mai accettato nulla che non fosse un reale cambio di mentalità capace di andare al di là dei proclami spesso disattesi all’interno del loro stesso partito. Ed è questa la linfa che ha alimentato negli anni la loro relazione sentimentale e il loro instancabile sforzo. Leggere di Anna e Filippo ci interroga su quale dimensione abbiano assunto oggi i ruoli pubblici e sui diversi modi nei quali chiedere e ottenere il rispetto dei diritti di tutti e per tutti. Non è poco.
- Autore: Pierfrancesco De Robertis
- Genere: Storie vere
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Neri Pozza
- Anno di pubblicazione: 2025
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Un amore socialista. Il romanzo di Anna Kuliscioff e Filippo Turati
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