Savoia. L’albero genealogico e i protagonisti della dinastia (Susalibri, Sant’Ambrogio di Torino, 2025, pp. 216) è il nuovo e ulteriore saggio sulla Dinastia Sabauda degli storici Andrea Carnino e Pierangelo Calvo.
È la storia della nostra Real Casa dalle origini prima dell’anno Mille, e precisamente da quando il Conte Umberto Biancamano si affacciò sulla storia dell’umanità e diede vita al Casato che verrà elevato a Ducato (1416), quindi a Regno di Sicilia (1713), poi a Regno di Sardegna (1720) e infine a Regno d’Italia (1861). Ma è una storia attraverso l’analisi dei protagonisti, e precisamente tentando una raffigurazione in un modo semplice degli uomini che per mille anni sono stati designati a guidare il Casato, e ciò da una piccola identità nata sulle vette dei monti francesi della Moriana, divenendo fautore dell’Unità d’Italia ma transitando tra infinite storie locali e con determinanti alleanze con le più importanti monarchie europee.
In tutto il saggio sono evidenziati, e con una particolare precisione, tutti gli alberi genealogici dei vari rami in cui si articolò il casato. Dal ramo principale, estinto nel 1831 con Carlo Felice, a quello attutale dei Savoia Carignano, quindi al ramo dei Duchi di Genova e a quello dei Duchi d’Aosta, passando per gli Acaia, i Vaud, i Collegno, i Racconigi, gli Arvillars, Nemours, i Tenda, i Carignano Soissons, i Villafranca. Il testo è certamente privo di particolari pretese agiografiche e storiche, se non quello di vivere lo spazio occupato dagli svariati personaggi.
Andrea Carnino e Pierangelo Calvo, fini e arguti conoscitori della Storia di Casa Savoia, in uno stile fluido, molto articolato, molto ricco di note esplicative, ci prendono per mano e ci narrano tutta la storia del Casato fino praticamente ai giorni nostri e, come spesso accade nella storia delle dinastie, dietro le conquiste e le grandi vittorie appaiono anche luci, ombre e segreti, ambiguità e intrighi. Basti pensare alle vicende storiche e leggendarie della Sacra Sindone, delle sue peripezie e quindi dell’arrivo della medesima, grazie alla lungimiranza del duca Emanuele Filiberto di Savoia detto “Testa di Ferro” (1528-1580), che la fece conservare nel Duomo di Torino, dove è tuttora, e per disposizioni testamentarie del Re Umberto II di Savoia (1904-1983) fu donata al Papa.
Tra i vari personaggi del Casato, ecco il Conte Verde, Amedeo VI (1334-1383), crociato e fondatore dell’Ordine del Collare, che poi diverrà l’attuale massima onorificenza Sabauda, l’Ordine della Santissima Annunziata. Quindi Emanuele Filiberto appunto, secondo fondatore dello Stato Sabaudo; Vittorio Amedeo II (1666-1732), Primo Re di Sardegna, il suo contemporaneo Eugenio di Savoia (1663-1736), generale dell’esercito Austriaco, nemico giurato e vincitore sui turchi, europeista ante litteram, che amava firmarsi in tre lingue “Eugenio Von Savoy”. Siamo quindi giunti, come scrivevo, all’estinzione del Ramo Principale con il Re Carlo Felice (1765-1831) e l’ascesa dei Savoia Carignano con il Re Carlo Alberto (1798-1849). E da qui la storia del Casato si fonde, e bene, con la storia d’Italia e la sua unità, conquistata grazie alla lungimiranza del Conte di Cavour e del Re Vittorio Emanuele II (1820-1878), con la Proclamazione del Regno d’Italia nella suggestiva Aula del Parlamento Subalpino di Torino il 17 marzo 1861. Con la morte dell’ultimo Re, Umberto II, si scatenò una guerra dinastica tra i due Rami attuali della Casa Savoia: il Ramo dei Savoia Carignano e quello dei Savoia Aosta. Entrambi rivendicano per sé il Ruolo di Capo del Casato. Dopo la morte di Amedeo di Savoia Aosta e di Vittorio Emanuele, continuerà la contesa?
Savoia. L’albero genealogico e i protagonisti della dinastia è un saggio anche di attenta e precisa consultazione, in quanto di ciascun personaggio sono citate le gesta, i matrimoni, i momenti salienti del suo essere il Capo del Casato. Ulteriore originalità di questo saggio sta anche nella pubblicazione di svariati QRcode, al fine di visualizzare aggiornamenti al saggio stesso e ai suoi personaggi.
Sicuramente la storia di Casa Savoia si perde nella notte di tempi, e mi piace concludere ricordando a tutti quei versi con i quali il poeta “repubblicano” Giosuè Carducci (1835-1907) conclude la sua “Alla Croce di Savoia”:
[...] E tu, Croce di Savoia,
tu fra l’armi e su le mura
spargerai fuga e paura
in tra i barbari signor.
Noi, progenie non indegna
di magnanimi Maggiori,
noi con l’armi e con i cuori
ci aduniamo intorno a te.
Dio ti salvi, o cara insegna,
nostro amore e nostra gioia!
Bianca Croce di Savoia,
Dio ti salvi e salvi il Re!
- Autori: Andrea Carnino e Pierangelo Calvo
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2025
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Savoia. L’albero genealogico e i protagonisti della dinastia
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