Durante la prima giornata della fiera della piccola e media editoria Più libri più liberi 2025, nello Spazio Rai, si è tenuto l’incontro Dove va l’editoria: politiche per il libro in Italia, introdotto da Giovanni Peresson (Ufficio studi AIE), che ha presentato l’andamento del mercato nel 2025: la lettura cresce del 3%, soprattutto tra i giovani; rimangono, però, 15 milioni di persone che dichiarano di non leggere alcun libro, con percentuali più alte tra diplomati e fasce d’età anziane.
L’analisi si inserisce in un quadro storico più ampio, dal 2008 al 2024:
- 2008: 91 milioni di copie vendute
- 2016: 81 milioni
- 2024: 102 milioni
Si tratta di un percorso segnato da tre fasi: un calo iniziale (2008-2016), una ripresa legata all’emergere di nuovi segmenti di mercato (fumetto, narrativa di genere) e l’attuale fase di sostanziale stabilità.
Il 2025 mostra un andamento molto irregolare: perdita di copie nella prima parte dell’anno, recupero estivo, nuovo calo in ottobre, poi una ripresa a novembre (+3.2%). Complessivamente, al 2 novembre si registra un -2.4%, che si riduce a -1.98% come stima su base annua. Le perdite sono più pesanti per le piccole case editrici, vicine al -10% nei canali trade.
Innocenzo Cipolletta, Presidente AIE, ha evidenziato come la vera criticità non sia la lettura giovanile, che anzi cresce, ma l’ampia fascia di popolazione che non legge affatto; per questo si rende necessaria una politica stabile della lettura. Ha ricordato i 60 milioni di euro destinati alle biblioteche dal Ministero della Cultura, sottolineando l’importanza di interventi strutturali, soprattutto nella scuola.
Cipolletta ha chiesto al Ministro se queste iniziative potranno diventare politiche continuative e non episodiche, il quale ha chiarito che non considera l’editoria un settore “sussidiato”:
il discorso della filiera dell’editoria sussidiata è sbagliata come chiave di lettura, perché il mondo dell’editoria può e deve sorreggersi con le proprie forze, ma è evidente che ci sono circostanze storiche, culturali e sociali per cui le istituzioni pubbliche devono lavorare per fare in modo di mettere in condizione […] il mondo dell’editoria di svilupparsi e di stare sul mercato.
L’investimento sui fondi alle biblioteche rientra nella cornice del Piano Olivetti, che punta a valorizzare i territori, a rifunzionalizzare spazi culturali e a promuovere la lettura condivisa. Incentivare le biblioteche significa agire sul fabbisogno culturale, soprattutto nelle aree con meno accesso alla lettura, in particolare nel centro-sud, nelle aree interne e nelle periferie metropolitane. Uno dei punti qualificanti del Piano è proprio quello dell’editoria collegata al fabbisogno del territorio e alle biblioteche, perché
un sistema virtuoso prevede che lo Stato incentivi la lettura dove i libri vengono conservati e messi a disposizione, […] in contesti che possono essere rifunzionalizzati come luoghi di lettura condivisa e di socialità.
Il Ministro ha affrontato anche il tema dei social network: non li demonizza, ma distingue tra le forme di scrittura breve che impongono concisione e la necessità, altrettanto fondamentale, di mantenere competenze linguistiche complesse, coltivate in contesti come le biblioteche e la scuola.
Sulla storica frattura tra nord e sud, Giuli ha ribadito che il Piano Olivetti mira a ridurre il divario attraverso un’offerta culturale calibrata sulle richieste e sulle carenze strutturali dei territori, coinvolgendo corpi intermedi e realtà locali in un processo partecipativo.
Lorenzo Armando, Presidente del Gruppo Piccoli editori AIE, ha ricordato che le piccole e medie imprese editoriali garantiscono pluralismo e diversità dell’offerta, ma operano in condizioni sempre più complesse. Da qui la necessità di incentivi che favoriscano innovazione e sostenibilità imprenditoriale.
Giuli ha confermato che il Ministero considera la collaborazione tra pubblico e privato fondamentale per il futuro dell’editoria, una sinergia che rappresenta il cuore dell’approccio del Piano Olivetti.
L’incontro ha quindi evidenziato come la crescita del settore e della lettura richieda una strategia pubblica stabile, capace di sostenere l’intera filiera e di ridurre i persistenti divari territoriali. Il dialogo tra istituzioni, editori e realtà locali, al centro del Piano Olivetti, rappresenta un passo fondamentale verso un sistema culturale più equilibrato e inclusivo. La sfida dei prossimi anni sarà trasformare questi interventi in politiche continuative, affinché il libro rimanga un presidio fondamentale di partecipazione, formazione e coesione sociale.
© Riproduzione riservata SoloLibri.net
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Dove va l’editoria: politiche per il libro in Italia a Più libri più liberi 2025
Naviga per parole chiave
Approfondimenti su libri... e non solo News Libri Fiere del Libro e festival letterari Lavoro con i libri
Lascia il tuo commento