- Autore: Enrico Cerquiglini
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2026
Enrico Cerquiglini lascia da parte i suoi magnifici versi e si butta in un saggio, Pasolini corsaro e luterano. L’intellettuale contro il potere (QED, 2026), dove è tutto stretto, perché di Pasolini ne hanno scritto in tantissimi, ma pochi hanno letto le sue poesie, pochi hanno visto i film, solo “Accattone” e di più “Mamma Roma”, perché c’era come interprete Anna Magnani e il poeta friulano proprio non poteva sopportare il successo di un suo film con Magnani (1962), e nel 1966 “Uccellacci e uccellini” con Totò.
I due campioni della rivista; ma la Magnani aveva capito che era per Pasolini una star, con gli Oscar di Hollywood, ma alla fine una donna piccolo borghese che aveva letto poco. L’attrice, altro che illetterata, non diede soddisfazione al regista: pochi lamenti, qualche discussione sulle scene, ma la delusa era lei, che aveva abbracciato Marlon Brando e ora prendeva lezioni da un uomo arrabbiato col mondo. A lei non fregava nulla, il film finito forse non lo vide proprio.
Nel primo saggio, Cerquiglini cerca con molta efficacia di parlare dello studioso e dell’uomo contro il sistema: il neocapitalismo che rendeva gli individui dei consumatori che non usavano più la testa, ma sempre il denaro che li rendeva importanti, un’omologazione del desiderio e delle speranze, alla fine dei neo fascisti vestiti da piccolo borghesi. Cerquiglini salva questa reale novità dello studioso. L’odio sociale non poteva bastare già dal 1969, con la strage di Piazza Fontana, le brigate rosse erano suddivise fra chi credeva nella vittoria del proletariato e chi era solo assetato di violenza, cieca e spietata. Ma simile era pure l’ossessione di Pasolini per i corpi degli adolescenti maschi, la dittatura non del proletariato ma quella del desiderio. Usciva con la sua spider rossa, o come si chiama, e da una casa borghese del quartiere che aveva voluto Mussolini, l’EUR, e quando trovava il ragazzo lo faceva mangiare in un clima di desiderio coatto, come ripete lo studioso insigne di Pasolini, Walter Siti, anche se il fisico dell’intellettuale era di maschia bellezza - Siti dice una cosa ovvia, non tornavano questi ragazzi a casa contenti di aver fatto sesso con un nome famoso, ma lieti per i soldi che sganciava. Non c’era differenza tra uno sposato che andava con una prostituta, la stessa tecnica del desiderio, solo che lo sposato faceva un po’ schifo e l’altro, invece, ci scriveva poesie sulle sue storie. E poi non erano una coppia lui e Ninetto Davoli, che litigavano furiosamente?
A me pare che Cerquiglini dalla poetica del friulano, dalla sua ideologia "sincretica" di marxismo e cristianesimo si rende conto che sta riassumendo per noi ignoranti delle idee che vanno in giro dal 1975, quando fu assassinato a Ostia. Non è facile scrivere di Pasolini perché gli interessati hanno il "loro" libro in testa, e Cerquiglini serve per vedere quanto combacia con la loro di idea. Il lettore, però, deve assolutamente leggere il saggio del poeta cineasta, che in “Accattone” non sapeva tenere la macchina da presa a fuoco e si fece aiutare da Bertolucci, e poi i film in Africa, molti non usciti. Questo saggio è veramente pieno di curiosità nuove: c’è in Cerquiglini quasi la voglia di parlare di un regista poco conosciuto. Poi con le Lettere luterane e i suoi scritti sul “Corriere della Sera”, a Enrico Cerquiglini serve di nuovo la pazienza. Quanto tempo si può leggere di neocapitalismo, delle prossime gioie del proletariato o di omologazione culturale?
“Un libro sul cinema di Pasolini”, avrebbe messo chi scrive come titolo. Ma anche lì, ho avuto la possibilità di vedere le tesi su Pasolini già discusse, alla Sapienza di Roma, una stanza colma che franerà a breve - tantissime, tantissime.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Pasolini corsaro e luterano. L’intellettuale contro il potere
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