Con Parole come semi. L’eredità spirituale di padre Giacomo Ribaudo (Ex Libris, 2025), un prezioso volume con la premessa di Mons. Corrado Lorefice, arcivescovo di Palermo, e la presentazione di don Leoluca Pasqua, Maria Antonietta La Barbera vuole raccogliere una testimonianza e fare memoria viva di un sacerdote particolare quale è stato padre Giacomo Ribaudo (1944 - 2024), presbitero dell’Arcidiocesi di Palermo per 58 anni. Un libro che vuole essere uno strumento per conoscere la figura di questo sacerdote particolare, impegnato in un intenso lavoro sul territorio, e raccontare la sua testimonianza di fede, di cittadinanza e di impegno sociale.
E il libro inizia con una frase di Papa Francesco: “Testimoniare vuol dire seminare speranza nel terreno di chi verrà dopo di noi”. Ed è questa la sintesi perfetta del suo operato, ma è una speranza che non è solo ottimismo, perché chi semina spera che avrà un buon raccolto. La genesi del libro ha comportato per l’autrice un percorso di estrema fatica ma anche di immensa gioia, in quanto tratta di un prete che si riprometteva di riconnettere le parti diverse della città.
Scrivere su padre Giacomo non è stata impresa facile, per l’attivismo operoso di questo sacerdote. Da parte dell’autrice Maria Antonietta La Barbera, docente universitaria, si sono letti numerosi libri di Ribaudo e le sue omelie, ma non è un’autobiografia né un agiografia, bensì un testo che spinge il lettore a rivedere il suo stesso personale modo di vivere. Non è un libro su padre Giacomo, ma su quello che questi si riprometteva di fare su coloro che lo seguivano, con la missione di svegliarli dal torpore e dall’indifferenza spingendoli a ricominciare con il ritrovamento delle proprie relazioni, perché ognuno di noi è in relazione con gli altri e con il mondo in cui si vive.
Un libro che è frutto di una profonda sintonia spirituale dell’autrice con padre Giacomo Ribaudo. Padre Giacomo definiva il prete non soltanto un evangelizzatore, un uomo che dà testimonianza di carità cristiana e di solidarietà umana, ma un animatore instancabile nel campo della comunione cristiana e della formazione umana. Un volume che è l’attuazione di un progetto letterario ma anche spirituale, a cui l’autrice ha dedicato molto del suo tempo, forte della sua vicinanza a padre Giacomo Ribaudo, intercettandone al meglio i suoi tratti. Un libro che ha pertanto una sua specifica caratteristica: vuole essere una testimonianza di fede con l’obbiettivo, scrive l’autrice, di essere un utile strumento per accendere i cuori tiepidi e risvegliare le coscienze assopite. Un libro che non si conclude con la sua lettura, ma che ognuno può continuare a scrivere con la propria vita. Un libro non solo da leggere ma da meditare, come una fonte da cui attingere parole, suggestioni, assaporare emozioni.
È un viaggio, un percorso in dieci capitoli in cui l’autrice, con parole semplici ma sentite e partecipi, ha voluto raccontare l’azione di padre Giacomo, pagine che sono da leggere come delle provocazioni che aiutano a riprendere il senso della vita e rileggerla alla luce della verità evangelica. Ed è questo un intento di rilievo, specie in questo preciso momento storico, in cui la fretta distrugge ogni cosa, non permettendo di guardarsi negli occhi, di accennare un sorriso, dominando altresì l’indifferenza, il peccato più grande.
Un prete, un sacerdote. Padre Ribaudo fuori dal comune, dalla personalità poliedrica, che invitava i fedeli a riprendersi la propria vita, a riflettere sul senso dell’umana esistenza. Possedeva una carica di sensibilità umana notevole, un’empatia impressionante, con un’intelligenza sottile, fine e creativa e un intuito spirituale fuori dal comune. Una vera e propria personalità carismatica nella sua accezione più positiva, essendo capace di attirare benevolmente il prossimo, forte della sua fede. Da alcuni definito anche un prete scomodo, controcorrente, in quanto sovente non compreso nelle sue scelte pastorali ma lodevole per la sua audacia e il suo coraggio nel denunciare attraverso le sue omelie e i suoi discorsi i mali della società.
Denunciava tra l’altro una cultura anticristiana e le remore di chi avrebbe potuto parlare e agire per il bene della comunità, ma che ha invece preferito girare la testa. Le sue erano parole forti come pallottole, come il titolo di una serie di suoi scritti pubblicati, da definirsi tali perché pronunciate con vigore contro personaggi pubblici, invitandoli a intraprendere la strada della conversione. Così facendo, padre Giacomo ha rischiato ma si è messo in gioco, avvertendo l’urgenza come prete cristiano di evangelizzare e di portare la buona novella fuori dalle sacrestie. Ed è, quest’ultimo, un aspetto importante del suo operato, organizzando di continuo manifestazioni, andando incontro alla gente e facendosi sentire a un’umanità bisognosa. Non amava essere definito un prete sociale o antimafia, ma un prete che seguiva solamente il messaggio cristiano da diffondere a tutti indistintamente, portando sempre con sé la leggerezza con un sorriso, una parola. Una visione di Dio, la sua, visto non come un oppressore che punisce, ma come un Padre pieno di misericordia che apre sempre le braccia. E in tutte le comunità in cui ha servito, Padre Giacomo Ribaudo non ha mancato di trasmettere questo messaggio, sapendo ascoltare le istanze che gli provenivano dai più bisognosi.
L’autrice ha saputo cogliere l’amore di un pastore che si è speso molto per la Chiesa di Palermo e per la quale ha sofferto, trasmettendone con questo libro l’eredità spirituale. Un libro per tutti particolarmente prezioso, un compagno di vita per riflettere con sé stessi, raccogliendo il seme di quanto lasciato da padre Giacomo Ribaudo per poi condividerlo.
- Autore: Maria Antonietta La Barbera
- Genere: Religioni
- Categoria: Saggistica
- Anno di pubblicazione: 2025
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Parole come semi. L’eredità spirituale di padre Giacomo Ribaudo
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