Alex Baudo, musicista, compositore e produttore con una grande esperienza e carriera in Australia, dove ha vissuto buona parte della sua vita e risiede, in Papà, un amico di famiglia (Giunti, 2026, 224 pp., 19,00 euro) rivela la sua vita e il rapporto con il padre, Pippo Baudo, (Militello in Val di Catania, 7 giugno 1936 – Roma, 16 agosto 2025), conduttore televisivo, autore televisivo e conduttore radiofonico.
“Papà, un amico di famiglia”: il memoir su un padre ritrovato
Immagina che un giorno la tua famiglia ti sveli che non sei esattamente chi credi di essere.
L’incipit di questo memoir proviene da una storia vera simile a tante altre storie come questa che coinvolgono figli inconsapevoli nati e cresciuti all’ombra di un segreto legato alla loro nascita. Non stiamo vedendo una soap, un’opera turca o una telenovela, tutto quello che il lettore leggerà è vero e vede protagonista uno dei personaggi più amati del piccolo schermo che ha fatto la storia della televisione italiana.
La prima volta che Alex si è fatto notare è stato ai funerali del padre Pippo Baudo, seduto accanto alla sorellastra Tiziana. Le esequie trasmesse in diretta Rai, celebrate presso il Santuario di Santa Maria della Stella a Militello, scatenarono la curiosità del pubblico televisivo, che da casa aveva modo di guardare il figlio segreto del Pippo Nazionale deceduto a 89 anni d’età.
Alex, nato a Roma nel 1962 dalla relazione tra Pippo e Mirella Adinolfi, a trent’anni ha saputo dal fratello maggiore Riccardo che il suo vero padre non era Tullio Formosa ma Pippo Baudo. Grande era stato lo stupore dell’autore. Aveva iniziato a sudare e il respiro si era accelerato. In altre parole il corpo aveva afferrato ciò che la mente riteneva irreale e rifiutava. Alex ricordava che Pippo frequentava spesso l’abitazione di Tullio e della madre Mirella. Insomma, il celebre presentatore era un amico di famiglia. Ma la verità era un’altra.
Mangiava con me, giocava con me: si sedeva sul divano, mi appoggiava sul suo piede e lo muoveva su e giù, facendomi ondeggiare come su un’altalena.
A volte lo portava al pianoforte e, prendendolo in braccio, insegnava alle sue minuscole dita a suonare il tema di “Un uomo, una donna” di Claude Lelouch.
Questa storia vera ha un finale consolatorio: padre e figlio ricuciono il rapporto stabilendo un legame affettuoso e profondo, che li ha uniti fino alla scomparsa del grande uomo di spettacolo.
Queste pagine mi hanno permesso di conoscere mio fratello da una nuova prospettiva, quella più fragile, più intima, più profonda, più vera. E, insieme a lui, ho ritrovato anche nostro padre. Non il padre che ho conosciuto io, ma quello che ha vissuto nei suoi occhi e nel suo cuore.
(Tiziana Baudo)
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: “Papà, un amico di famiglia”: Pippo Baudo raccontato dal figlio Alex
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