Note azzurre
- Autore: Carlo Dossi
- Genere: Classici
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Adelphi
Destinata a celebrare il centenario della morte di Carlo Dossi (1910), questa nuova edizione integrale di Note azzurre, pubblicata da Adelphi nel 2010, non solo recupera le dodici note "splendidamente irriverenti" - recita la nota editoriale - tralasciate per motivi di opportunità e ripristina i nomi prima velati dalla censura, nelle prime due edizioni Adelphi, ma è accompagnata da un saggio di Niccolò Reverdini che ricostruisce sulla base di documenti inediti l’intricata vicenda editoriale.
Le Note azzurre prendono il loro avvio nel 1870. Come attesta il curatore del volume Dante Isella, "l’azzurro del titolo è una semplice allusione al colore dei quaderni che le riuniscono". Sia pure con qualche perplessità, si ritiene che Dossi appartenesse alla Scapigliatura, cioè quel movimento di opposizione, sul piano letterario, al conformismo borghese dell’epoca.
L’opera è un fluviale Zibaldone - secondo l’appropriata definizione che usa Stefano Giovanardi nel supplemento del settimanale “Europeo: i cento romanzi italiani del novecento” del mese di ottobre 1986 - fatto di annotazioni, pensieri, meditazioni, abbozzi narrativi, motti di spirito, citazioni, aforismi e tanto altro ancora, il tutto accumulato in quasi quarant’anni (1870 - 1907).
È di grande interesse, considerato il tempo in cui è stata concepita, la nota numero 2368:
Inoltre, io doveva nascere donna. La particula di divina aura che spirò nel grembo di mia mamma era bipartita. Ma il diavolo giocò a Dio o piuttosto a me un malignissimo tiro. Abbiamo da attaccarcelo? Chiese a se stesso e me lo attaccò. Ed io non ho di maschio che quello. I miei sentimenti, i miei pensieri, i miei languori, i miei desideri, femmineggiano tutti.
Ancora a proposito di scapigliatura, "Pensieri di un libertino" dell’ottocento è il titolo sotto cui si potrebbero riunire queste note di costume, scrive Dante Isella quasi a conclusione della sua prefazione.
Ma spesso nelle Note azzurre Dossi si diverte. Nota 5371:
Zia Elena, sorella di mio padre, oggi ottantatreenne, si ricorda ancora di quando, bimba di tre anni, fu presa una notte nuda dal suo letto e portata in sala e baciata da Ugo Foscolo che ammirò la sua bellezza.
Ovvero - nota ancora Stefano Giovanardi nello scritto sopra citato - come liquidare in due battute il mito di un celebratissimo poeta...
L’umorismo era molto apprezzato da Dossi, che ne lamentava l’assenza nella letteratura italiana, a differenza di quello che era presente in altre letterature. Dopo molti decenni questo aspetto è stato teorizzato e valorizzato da uno scrittore contemporaneo: Gianni Celati.
Note azzurre. Ediz. integrale
© Riproduzione riservata SoloLibri.net
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Note azzurre


Lascia il tuo commento