Termine colloquiale utilizzato nella nostra lingua, con maranza si fa riferimento a uno specifico gruppo di persone, accomunate da caratteristiche tipiche che le rende estremamente riconoscibili.
Spesso, però, il vero significato della parola e soprattutto la sua origine restano piuttosto difficili da comprendere. Cerchiamo quindi di capire insieme quando si usa maranza e da dove trae origine questa curiosa parola.
Maranza: significato del termine
Quando si parla di maranza, si fa riferimento a gruppi di giovani con uno stile “da strada” piuttosto appariscente fatto di capi firmati, accessori appariscenti, linguaggio gergale e un modo di fare provocatorio e rozzo.
Il termine maranza, quindi, appare come un’evoluzione di espressioni tipiche meno recenti come tamarro, coatto o truzzo. In questo senso la parola ha dunque una connotazione decisamente negativa con la quale si etichettano giovani e giovanissimi con uno stile di vita e un modo di rapportarsi agli altri ritenuto discutibile. A differenza di quanto avveniva in passato con analoghi quali tamarro, però, con il termine maranza non ci si riferisce a ragazzi della periferia, ma a gruppi di adolescenti della cultura urbana contemporanea. Spesso la parola maranza viene utilizzata dagli stessi adolescenti per autodefinirsi in maniera ironica.
Maranza: origine e diffusione del termine
Se sul significato del termine maranza non ci sono dubbi, sulla sua origine i pareri sono discordanti.
Per alcuni linguisti non vi sarebbe dubbio sul fatto che la parola sia nata già nella seconda metà del Novecento nell’area lombarda, soprattutto nella periferia milanese, intendendo dapprima chiunque, a prescindere dall’età, apparisse spaccone o volgare, per poi concentrarsi quasi esclusivamente sugli adolescenti amanti della musica trap e dell’abbigliamento vistoso e sopra le righe. Secondo questa prima ipotesi, quindi, il termine maranza nasce in Lombardia, per poi diffondersi attraverso la musica e i social media a tutta la penisola.
Diversa è invece l’idea di coloro che ritengono che il termine possa essere una derivazione del dialetto siciliano e calabrese e, nello specifico, della parola melanzana, in lingua dialettale nota come mulinciana o maranzana. Secondo questi linguisti, attraverso le migrazioni tra gli anni ’50 e ’70 di numerosi giovani verso il nord Italia, il termine si sarebbe diffuso nel gergo milanese per indicare in modo dispregiativo questi immigrati meridionali. Maranza, quindi, inteso come termine etnico-dispregiativo, avrebbe poi perso nel tempo la sua connotazione geografica per continuare semplicemente a indicare ragazzi rozzi e appariscenti.
In generale tutti concordano col fatto che il suffisso -anza della parola ne rafforza le connotazioni negative, come avviene per molti altri termini della lingua italiana come tracotanza, arroganza o baldanza.
I maranza nella musica moderna
Sono molte le canzoni che negli ultimissimi anni hanno utilizzato il termine maranza, contribuendo alla sua diffusione praticamente lungo tutto lo stivale. Tra queste una delle più famose è sicuramente Maranza de Il pagante con Fabio Rovazzi. La canzone, costruita tutta intorno allo stereotipo del maranza con atteggiamento da duro, tuta, borsello, autoironia e vita di quartiere, nasce con l’obiettivo di fare della vera e propria satira su questa figura ed è diventata il maggior veicolo di diffusione del termine degli ultimi anni.
Ti piace SoloLibri?
© Riproduzione riservata SoloLibri.net
Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Maranza: significato e origine del termine
Lascia il tuo commento