La mia personale idea di inferno
- Autore: Giulio Somazzi
- Categoria: Narrativa Italiana
- Anno di pubblicazione: 2025
La mia personale idea di inferno, edito a luglio 2025 da Accento, è un romanzo ambientato a Roma. Lo scrittore è Giulio Somazzi, sceneggiatore e autore televisivo e radiofonico; tra le sue trasmissioni di successo troviamo Una pezza di Lundini e Radio2 Social Club. Questo è il suo esordio letterario.
Il Romanzo è diviso in tre parti. Nella prima, L’Hotel, conosciamo il protagonista Damiano Rodetti, che sta per intervistare una famosa attrice francese, in una camera di un lussuoso albergo romano. Dovrebbe essere una giornata importante per lui, ma ha la mente altrove. Ha passato la notte con la sua ex fiamma, Lidia, e non riesce a pensare ad altro. Attraverso vari flashback e una sorta di autoanalisi, anche grazie alla star del cinema che avrebbe dovuto intervistare, scappa di corsa per parlarle. Viene però raggiunto da una telefonata urgente della madre, che lo informa che è morta Paola, un’amica di famiglia.
Inizia così la seconda parte del libro, Il Funerale. Dopo aver conosciuto superficialmente Damiano, cominciamo a capire che cosa gli fa scattare determinati comportamenti, che cosa ha innescato quello stato di torpore che lo invade ogni volta che dovrebbe agire. Infatti, ogni volta in cui Damiano dovrebbe fare qualcosa, da cercarsi un lavoro al chiamare la ragazza che gli piace, Damiano non fa nulla. Attende gli eventi. Non prende mai di petto una situazione, non rischia mai nulla. Attende che le cose si risolvano da sole, accontentandosi di quello che la sorte gli offre.
La terza parte, La Festa, è ambientata circa tre anni dopo L’Hotel e tutto cambierà per Damiano, rimanendo, però, sempre lo stesso.
Il libro è ironico, divertente, pungente. Critica un certo tipo di società politically correct, che quando chiude la porta di casa, in realtà è tutto il contrario. Tanto che per salvare le apparenze, i personaggi fingono quello che non sono, sperando che nessuno se ne accorga, e quando vengono smascherati c’è l’allontanamento che poi sfocerà nell’esilio forzato.
Queste di Roma Nord sono infami, sono delle persone cattive, fanno finta di essere amiche tra loro ma in realtà si disprezzano, non vedono l’ora di umiliarsi a vicenda. Fanno schifo.
Dirà un amico a Damiano, riferito alle ragazze che incontra nel suo studio di tatuaggi, ma queste parole valgono un po’ per tutti i personaggi del libro, e soprattutto descrivono alla perfezione Paola.
Paola non è cattiva, è perfida. È un personaggio ben delineato, che il lettore inquadra subito per quello che è, a cui si può anche attribuire il titolo del libro, che è dedicato a lei, ai suoi genitori e agli amici dei suoi genitori, perché se Damiano è così non è solo colpa sua, ma dell’ambiente ostile che ha dovuto frequentare da quando è nato. È il risultato di un meccanismo di difesa che ha sperimentato nel corso della sua vita. La sua personale idea di inferno, non è altro che “la rappresentazione plastica” del tempo passato con queste persone.
La mia personale idea di inferno
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