Quello fra madre e figlio è considerato il legame per eccellenza, il più esclusivo, primordiale e indivisibile.
Fu certamente di questo tenore il rapporto che unì lo scrittore francese Victor Hugo alla madre Sophie Françoise Trébuchet, che rappresentò per lui un punto di riferimento ineguagliabile, specialmente negli anni dell’infanzia e della giovinezza, quando la donna lo crebbe praticamente da sola a causa della separazione dal marito.
Intelligente, determinata e fervente monarchica, la Trébuchet influenzò enormemente non solo la formazione umana e politica del figlio, ma anche la sua arte. A lei, ne siamo sicuri, Hugo si ispirò nel comporre La madre (La mère), un piccolo capolavoro che vuole essere un omaggio all’amore filiale.
In occasione della Festa della mamma, analizziamo il testo e scopriamone il significato.
“La madre”: testo della poesia
La madre è un angelo che ci guarda
che ci insegna ad amare!
Ella riscalda le nostre dita, il nostro capo
fra le sue ginocchia, la nostra anima
nel suo cuore: ci dà il suo latte quando
siamo piccini, il suo pane quando
siamo grandi e la sua vita sempre.
“La madre”: l’amore incondizionato, il senso del sacrificio e il conforto che non viene mai meno
Lo stretto rapporto che legò Hugo a sua madre è alla base del concetto espresso nella breve ma intensa poesia La madre, e cioè che quello filiale è la forma di amore più potente che esista.
In pochi versi, utilizzando un linguaggio lirico e marcatamente intimistico, l’artista originario di Besançon racchiude tutto il senso del legame che unisce mamma e figlio. Attraverso immagini fortemente evocative e nell’ambito di un’atmosfera quasi divina, la figura materna viene vista e decantata come un angelo custode che veglia sui propri figli, non solo quando sono piccoli e bisognosi del suo latte per nutrirsi e crescere sani, ma anche quando da adulti si ritrovano inevitabilmente alle prese con le difficoltà della vita.
Per sottolineare l’immensa capacità di accogliere della madre, Hugo utilizza l’emozionante rappresentazione di lei che tiene sulle ginocchia la testa del figlio per proteggerlo e consolarlo, mentre l’uso del verbo "riscaldare", le dita e l’anima, è da intendere nella sua accezione sentimentale piuttosto che in quella meramente fisica.
L’amore materno come riflesso di quello divino è visto come un dono assoluto che tutto può e tutto sopporta; la capacità che la madre ha di sostenere, soffrire e perdonare non ha eguali. La mamma è dotata di uno straordinario spirito di sacrificio che le consente di tollerare fatiche e dolori senza mai lamentarsi o rinfacciare; i suoi silenzi nascono spesso dall’amore incondizionato per i figli, ai quali vota la propria esistenza con generosità e senza mai un pizzico di rimpianto.
L’aura di sacralità che avvolge la figura materna è resa anche attraverso il linguaggio emotivo e lirico, tipico della sensibilità romantica di Hugo, nonché dal tono confidenziale e a tratti solenne con cui essa viene tratteggiata; di certo la dolcezza delle immagini, lo stile delicato e la purezza del sentimento trattato, fanno di questo componimento uno degli omaggi poetici alle madri più significativi della letteratura francese ed europea dell’Ottocento.
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: “La madre”, la struggente poesia di Victor Hugo sull’indissolubilità dell’amore materno
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