Un romanzo storico che attraversa la prima metà del Novecento in una realtà dominata dalle leggi non scritte degli uomini, una saga familiare con protagoniste due generazioni, un romanzo di formazione alla ricerca dell’autentico sé: Antonella Mollicone esordisce con il romanzo La femminanza (Nord, 2025) per il quale sceglie lo sfondo laziale delle proprie origini.
Un titolo accattivante, un neologismo attuale ed evocativo per una storia che vede al centro Camilla e Viola, madre e figlia, attorno alle quali si muove un universo di personaggi che compongono l’affresco di una società ancorata al pregiudizio e dominata dalle leggi del patriarcato. Le donne del paese trovano, però, il loro spazio sacro e inviolabile di libertà nella Cerchia, dove tutte assieme sperimentano la forza di far esplodere la loro femminanza, preparando medicamenti e infusi, ricamando, sgusciando castagne e noci e filando la lana. Mentre lavorano riunite in cerchio, si tramandano saperi antichi, parlano, si raccontano, esprimono il loro essere autentico in uno spazio magico, quello del cerchio appunto, nel quale sono libere di essere autenticamente sé stesse, senza timore di giudizio o di accusa. Chiudono gli occhi e ascoltano il silenzio e ognuna il proprio respiro fino a far uscire le lacrime e le gioie così da essere ascoltate da tutte. Non esistono la colpa e la vergogna tra queste donne coraggiose, nessuna maschera sociale da dover indossare: per entrare nella Cerchia, infatti non servono denaro, titoli o istruzione, ma solamente l’onestà, il coraggio di mettersi a nudo perché “ognuna deve trovarsi il posto suo, e non è mai quello che ti affibbiano gli altri”.
Qua cerchiamo di essere buone per davvero e non per farcelo dire dagli altri. Perché, se pigli l’abitudine di mostrare zeze e cortesie in ogni circostanza, a un certo punto fare la brava diventa una costrizione. Allora con la voce apprezzi pure le pietre, col cuore disprezzi il mondo intero. E, alla fine, fuori sembri un angelo, dentro ti sazi solo di maledizioni contro tutti quelli che ti calpestano. E arrivi a ritirarti da tutto, pure dalla carne tua. Per questo qui facciamo uscire tutto quello che proviamo. Pure quello che ci fa vergognare per come è cattivo. Soprattutto quello. Così vediamo i guai, i nodi che ci stanno dietro. Ognuna parte da là, dal grumo più nero, per ritrovarsi l’anima sua. Ognuna come può. Però ci aiutiamo tutte.
È qui che Camilla può curare il proprio dolore e Viola può trovare la forza di essere sé stessa. Qui lavorano le mani e lo spirito antico e genuino delle femmine, istruite di generazione in generazione per curare anima e corpo ed è qui che Camilla, con lo spirito e il cuore pratico, apprende l’arte di accogliere e di congedare la vita divenendo levatrice e chiudiocchi, colei che conosce il mistero profondo della vita e che tramanderà alla figlia Viola. È quasi tutto scritto in un quaderno che si tramanda di madre in figlia dove mito, storia, magia e medicina si confondono.
È qui che Vincenzona trova il coraggio di affrontare le botte del marito, di non provare lei la colpa di quel gesto ignobile che le lascia lividi sul corpo e nell’anima e che la società considerava la norma: trova la forza di iniziare a dipingere quando le va di farlo e senza nascondersi, sfida le convenzioni di chi vuole le donne lontane da ciò che dona gioia e felicità: infatti, “do’ s’è vista mai n’a femmina che pitta?” si chiede Vincenzona in preda ai sensi di colpa. Sarà la Cerchia a farle comprendere che “ognuna di noi può, anzi deve fare quello che le piace”.
È qui che Cosima rifiuta il matrimonio combinato dal padre e trova in sé stessa il coraggio di opporsi, di rifiutare un destino scritto da altri anche a costo di diventare una donna morta che cammina dentro casa. Serviranno anni, sofferenza e umiliazioni, ma la femminanza la guida, la sostiene e allevia paure e mortificazioni: Cosima sarà così libera di incontrare l’amore vero a quarant’anni passati senza doversi per questo sentire zitella.
Ma tante sono le donne che non possiedono il coraggio richiesto dalla Cerchia e ne restano fuori, indossano la maschera sociale e reprimono la femminanza per paura, per convenienza, per ignoranza, per debolezza. Stanno al posto loro, alcune a testa alta, altre completamente sottomesse. È per questo che la Cerchia deve allargarsi il più possibile e accogliere anche le donne non sposate per fare in modo che non sbaglino marito e non vadano a cercare un altro padrone, dopo essere state assoggettate al proprio padre.
E gli uomini? Che ruolo hanno nell’affresco che Mollicone dipinge? Nella piccola comunità laziale i personaggi maschili concorrono a definire una società ancorata al pregiudizio cui sfuggono uomini eccezionali, estranei alla mentalità del patriarcato come Aldino, marito di Camilla e padre di Viola, aperto e intelligente, rispettoso della moglie e di ogni essere umano; e ancora, ’gnore Paolo, padre di Camilla, uomo perbene che non teme la femminanza e il potere delle donne, oppure Vincenzo, marito di Cosima, che la ama al punto di lasciarla libera.
In breve, La femminanza ci mostra una folla di personaggi e non stabilisce, come si potrebbe pensare, che il mondo femminile sia superiore, migliore o più attrezzato di quello maschile: semplicemente ci dice che le donne, per affermarsi, devono dare spazio ai loro talenti e non vivere da sopravvissute, perché soltanto in questo modo gli uomini le potranno avvicinare senza armi e violenza per farsi nutrire della loro anima. Ad esempio ci mostra il dolore della depressione post partum di una madre che, disperata, col cuore pieno di veleno, crede di odiare la propria figlia che non la lascia respirare un attimo e non le dà tregua col suo pianto incessante, al punto di desiderarne addirittura la morte. Sono le donne della Cerchia che le vanno in aiuto, la sostengono mostrando che è normale provare simili sensazioni, dal momento che un figlio, oltre che un dono, è anche allo stesso tempo una catena. È la narrazione che ci viene fatta della madre che deve essere perfetta, quando invece nella realtà, perfetta non è: la femminanza aiuta le donne a comprendere che bisogna avere il coraggio di buttare fuori questa cosa orribile che diversamente avvelenerebbe l’anima, senza giudizi e pregiudizi, senza condanne, senza vergogna.
La femminanza è anche un romanzo storico e sociale che mostra sullo sfondo gli orrori della Seconda Guerra mondiale, la paura delle bombe e del nemico, la violenza atroce delle marocchinate che si abbattono sulla popolazione con ferocia inaudita. La Storia dà sostanza ai fatti romanzeschi ricordandoci che soltanto l’amore può salvarci, sempre e comunque, l’amore che non deve essere speranza di qualcosa che avverrà, ma vita autentica. Amore per sé stessi come creature preziose più del dovere e delle consuetudini sociali imposte.
Questo è un romanzo dedicato “a tutte le femmine che c’hanno coraggio. […] Il coraggio di ritrovarsi il potere antico di fare qualsiasi cosa”. A questo brindano le donne della Cerchia, e anche
agli uomini che piano piano lo riconosceranno, questo potere, e non ne avranno più paura.
- Autore: Antonella Mollicone
- Genere: Romanzi e saggi storici
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Nord
- Anno di pubblicazione: 2025
- ISBN: 9788842935780
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: La femminanza
Un bel romanzo 😍lo consiglio . Da leggere.
Brava ad Antonella ❤️
Un libro bellissimo...che ti lascia senza parole...
Libro molto interessante per la trama e per la scrittura accattivante in grado di esporre ogni concetto in modo chiaro e ricercato. Assolutamente Consigliato
Una lettura che cattura, fin dalla prima pagina. Semplicemente meraviglioso. Da leggere e rileggere!
Testo meraviglioso, consiglio vivamente la lettura del libro....Complimenti alla scrittrice.
Entusiasmante....storie d’altri tempi....scorci di passato, tremendamente attuali, narrati magistralmente. Lo consiglio vivamente.
Entusiasmante....storie d’altri tempi....scorci di passato, tremendamente attuali, narrati magistralmente. Lo consiglio vivamente.
Bellissimo!!!! Un libro appassionante che consiglio a tutti di leggere. Complimenti a Antonella Mollicone!!!
Libro affascinante e commovente. Un viaggio nel cuore di un gruppo di donne unite non dal sangue, ma da un profondo desiderio di libertà. Scrittura "potente" e parole che colpiscono dritto al cuore e alla mente. Capolavoro!
Un libro che ti trascina, ti incuriosisce in tutte le sue pagine, in ogni episodio, in ogni singolo rigo… un racconto non scontato, pieno di significato, ambientato in una piccola realtà di paese, ma che rappresenta purtroppo il riflesso negativo di un’intera nazione che ancora oggi affronta con difficoltà alcune problematiche presenti già durante quei tempi . Consiglio vivamente questo libro.
Un libro che ti trascina, ti incuriosisce in tutte le sue pagine, in ogni episodio, in ogni singolo rigo… un racconto non scontato, pieno di significato, ambientato in una piccola realtà di paese, ma che rappresenta purtroppo il riflesso negativo di un’intera nazione che ancora oggi affronta con difficoltà alcune problematiche presenti già durante quei tempi . Consiglio vivamente questo libro.
Romanzo accattivante nella trama e molto coinvolgente nella scrittura. Consigliatissimo.