In grande controtendenza, questo romanzo di Mavie Da Ponte, edito da Marsilio con il titolo La disobbediente. In un tempo in cui in Italia non si parla che di denatalità, con le cronache piene di statistiche che descrivono un deserto di nascite nel nostro paese, solo in parte compensato dagli stranieri immigrati che ancora fanno figli, il romanzo di Da Ponte propone una personalità femminile, la trentacinquenne Raimonda, detta Monda, che ha scelto con convinzione e grande consapevolezza di non essere madre, contravvenendo alle pressioni del compagno, pur amato, Delio, che invece voleva un figlio con lei.
Il libro è costellato da tanti personaggi, uomini, donne e bambini, in cui la vita tormentata di Monda si inquadra. Lei rifiuta la maternità biologica, la gravidanza, ma è tuttavia invischiata in una serie di incontri, amicizie e amori che le ripropongono l’ineludibile tema della maternità, pur se coniugato in altro modo. Ecco l’amica Anna, che ha desiderato un figlio in modo spasmodico, sottoponendosi a cure, interventi, ogni tipo di sperimentazione; finalmente gravida, ha partorito una bella bambina, Agostina, che imprevedibilmente rifiuta, mostrandosi incapace di gestire una creatura che pure ha desiderato. Monda assiste attonita a questo drammatico cambio di comportamento, che il padre della piccola tende a giustificare: la depressione post parto si affaccia minacciosa, raccontando tanti casi che si manifestano nella realtà.
Dopo la fine del rapporto con il pure amato Delio, Monda, che ha lasciato gli studi letterari, si impiega come assistente nello studio del dentista Zanotti, classico maschilista che si approfitta delle sue dipendenti; la fedele Adele racconterà a Monda di cosa sia stato capace l’aitante dottore. Poi compare nella vita della protagonista Ruggero, separato con due figli, Aida e Tancredi. Per Monda la famiglia di quest’uomo, che certamente non ama ma con il quale ha rapporti intimi regolari, diventa un punto interrogativo; lei non vuole figli propri, ma si trova ad amare e ricercare i figli degli altri, un mistero emotivo del quale lei stessa si chiede la ragione.
Un racconto intricato, pieno di contraddizioni, che la stessa protagonista vive in modo poco sistematico: l’amica Antonia, omosessuale che l’ha molto amata, si allontana lasciandole la cura della sua gatta, che Monda finirà di considerare quasi una figlia da accudire. Cosa è successo nella testa di questa donna intelligente, capace, determinata ma sostanzialmente irrisolta, infelice? Cosa ha sbagliato nei suoi rapporti con gli uomini? La sua disinvoltura e direi superficialità nel lasciarsi coinvolgere in passeggere storie di sesso, a cosa fa capo? Forse a un’infanzia di abbandono affettivo? Genitori troppo distanti, una vice madre amata, Luisa, a cui si è appoggiata, che sta morendo, una serie di rapporti che le hanno portato profonda solitudine. L’autrice, nel descrivere la sua protagonista, non si sofferma mai sulle consuete tiritere che riempiono le pagine dei quotidiani: non si fanno figli per i salari bassi, i costi degli affitti, la mancanza dei servizi essenziali. Per Monda le ragioni sono solo psicologiche, fanno parte del suo vissuto, della realtà anaffettiva in cui si è ritrovata a vivere, alla ricerca di una libertà; come dice Simone de Beauvoir nel suo celebre libro Il secondo sesso, "la donna libera sta nascendo solo ora”, giusto esergo per questo libro difficile e coraggioso.
- Autore: Mavie Da Ponte
- Categoria: Narrativa Italiana
- Casa editrice: Marsilio
- Anno di pubblicazione: 2025
- ISBN: 9788829791316
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: La disobbediente
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