Singolare femminile, il nuovo romanzo di Paolo Porrati edito nel catalogo Laurana edizioni, è un noir appassionante in cui i protagonisti del precedente romanzo Lo sport del Diavolo tornano in azione per una nuova indagine legata allo sport più popolare del momento.
Prendendo le mosse dal primo romanzo, Porrati costruisce una nuova storia ambientata nel mondo del tennis femminile, con protagonista la vice commissario Mara Santangelo della sezione Crimini sportivi e il suo gruppo di amici simpaticamente soprannominati l’Armata Brancaleone.
Abbiamo incontrato l’autore per rivolgergli alcune domande.
L’intervista a Paolo Porrati
- Cito dalle pagine del tuo romanzo: "Un impegno che aiuta i giovani a sognare e a confrontarsi con il successo e con la sconfitta". Parlaci del valore del tennis per i giovani e dello sport in generale.
Qualche anno fa, una ricerca fatta da un head hunter americano ha evidenziato che i giovani tennisti, specie se con esperienza agonistica alle spalle, sono fra i candidati più ambiti. Il motivo risiede nel fatto che sono più maturi dei loro coetanei. Hanno viaggiato (per tornei), hanno imparato a gestirsi da soli e soprattutto si sono confrontati con gli altri in un contesto competitivo ma all’interno di un sistema di regole rispettoso del prossimo. Tutti i giorni una sfida diversa, che puoi vincere ma puoi anche perdere. Ecco, è questo il valore del tennis e dello sport in generale secondo me: abituare i giovani a maturare e a confrontarsi con gli altri, quotidianamente.
- Ancora dal tuo noir: “Diceva che il tennis era matematica: angoli, traiettorie, ripetizioni ossessive per automatizzare i movimenti”. Quali sono le caratteristiche della scrittura? Esistono anche lì regole alle quali ti attieni?
Nel tennis, come nella scrittura, ognuno ha il suo stile. E anche stili apparentemente assurdi come quello del russo Danil Medvedev possono risultare efficaci e anche spettacolari.
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On writing di Stephen King è il testo in cui più mi sono ritrovato, riguardo allo scrivere; nel mio caso l’approccio metodico, sistematico, basato su regole e abitudini del grandissimo scrittore americano ben si sposa con l’attitudine personale, professionale e ovviamente tennistica, mettendomi a mio agio.
Scrivo sempre nello stesso contesto, il mio studio, in ore preordinate, in giorni fissi. Ma l’idea nasce altrove. Infatti, nei miei due romanzi gli spunti di base e gli intrecci si sono sviluppati … correndo! Lo Sport del Diavolo nasce col running in solitudine durante il covid, con la mente che si libera dall’oppressione di quei giorni e fa nascere personaggi e vicende che poi trovano applicazione sulla carta con la metodicità della quale parlavo prima. In Singolare femminile sbocciano più prosaicamente in palestra, sul tapis roulant, fra il 40mo e il 60mo minuto di corsa, quando il fisico entra in uno stato di liberazione, le gambe vanno da sole e la mente si rilassa fino a creare il puzzle degli eventi. Da lì, il passo verso la scrivania è breve.
- La dinastia dei Federer, Nadal, Djokovic, Murray era “identificazione, emulazione, curiosità”: quali sono i sostantivi che caratterizzano il tennis femminile?
In questa fase storica le giocatrici di vertice non hanno il carisma e il seguito di chi le ha precedute; Williams e Sharapova proponevano gli stessi valori dei loro equivalenti maschili, ma questo non accade con Sabalenka, Rybakina e Swiatek. Tuttavia, impegno, orgoglio e mediatizzazione sono sostantivi plausibili per descrivere il tennis femminile di oggi. Valori quali la capacità di dedicarsi totalmente ai propri obiettivi, il forte senso di autostima e fiducia nelle proprie capacità, e la capacità di adattarsi a un mondo che ha sbriciolato le barriere fra la sfera privata e quella pubblica ben rappresentano la complessità con la quale si misurano.
- Parlaci ora degli interessi e del denaro che circolano diversamente nei due circuiti, femminile e maschile.
Bisogna al momento distinguere due aspetti, quello sportivo e quello economico.
Dal lato sportivo, il movimento femminile attraversa una fase di transizione, in cui i valori tecnici non sono equiparabili a quelli espressi dalla generazione precedente di giocatrici, a mio avviso. Un parametro del tutto arbitrario consiste nel considerare il punto di equilibrio rappresentato dalla classifica del giocatore uomo in grado di battere la numero uno femminile: ai tempi della Williams si aggirava intorno alla duecentesima posizione, ora viaggia oltre la duecentocinquantesima, secondo alcuni.
Dal lato economico, tolti i tornei dello Slam in cui i prize-money sono equiparati, si assiste a uno squilibrio netto fra tornei maschili e femminili: ricchi di pubblico, e quindi con coperture economiche maggiori, i primi, semideserti e quindi più contenuti nelle remunerazioni i secondi.
La discussione su questo tema è ampia, c’è chi sostiene che il “prodotto” tennis femminile vende poco e quindi paga poco, e chi invece proporrebbe una più equa distribuzione degli introiti complessivi da parte delle due Federazioni professionistiche, ATP e WTA, magari riunite in un unico organismo. Se ne parla un po’, anzi … un po’ più che un po’ in Singolare femminile, lì troverete anche la mia opinione al riguardo, diffusa nel piano della Sopravvissuta.
- Parlaci del rapporto tra Mara e Valerio – nato nel tuo precedente noir “Lo sport del diavolo”: come si evolve in “Singolare femminile”?
Dopo essere stati a un passo da iniziare un percorso insieme, in … tutti i sensi, Mara e Valerio si perdono nella vita, su strade diverse. Ma come nella vita di molti, sono destinati a ritrovarsi, anzi è uno dei due a muovere i meccanismi del destino affinché ciò avvenga. In Singolare femminile tornano di nuovo molto vicini, e ritrovano quella formidabile alchimia che aveva permesso loro di funzionare così bene come coppia investigativa. Ma se questo consentirà loro di riaprire un capitolo della loro vicenda sentimentale, questo dipenderà da loro, e soprattutto da Mara. E il futuro a sua volta sarà legato dalle vicissitudini che li vedranno ancora l’uno al fianco dell’altra.
Se ci sarà un seguito, un terzo capitolo, beh … dipenderà dai lettori!
- Come sono cambiati i tuoi personaggi dal primo a questo tuo secondo noir – posto che ritengo che i personaggi, come noi nella vita vera, cambiano nel tempo in base alle situazioni a cui la vita mette davanti. Inoltre parlaci di Ferro, il tennista più forte sconosciuto fra i giocatori italiani: a chi ti sei ispirato per creare questo simpatico personaggio?
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Molto vero, i personaggi come le persone reali cambiano col tempo. Specie se come in questo caso molti personaggi sono in realtà la versione distopica di persone che esistono davvero. Sono partito proprio da questo per rirendere il filo del discorso.
Singolare femminile inizia dopo due anni circa dalla conclusione de Lo Sport del Diavolo, e trova i protagonisti sparsi per il mondo, e un po’ cambiati caratterialmente. Alcuni di loro hanno preso strade diverse e non rientrano più nella vita dei loro amici, e nelle pagine del romanzo - proprio come accade ad alcune nostre vecchie amicizie. Per altri invece il legame sottile creatosi precedentemente e le circostanze favorevoli compiono la magia che noi tutti conosciamo: quella di ritrovarsi con persone che non vediamo da anni ma che conosciamo da sempre, e di sentirsi come se nulla fosse accaduto nel frattempo.
Quanto al Ferro, la sua storia è un omaggio al “più grande giocatore non di successo del tennis italiano”, Roberto Palpacelli. La sua è una vicenda umana meravigliosa, di cadute e riprese, raccontata benissimo da Federico Ferrero, grande giornalista sportivo e commentatore televisivo che ha arricchito Singolare femminile con una bella postfazione sul tennis femminile. La vita del “Palpa” è una storia di resilienza, ma non “all’americana”, dove il bene trionfa sempre; è “all’italiana”, dove un passato difficile e un futuro possibile possono coesistere.
- “Milano è una città giansenista, i suoi luoghi sono sobri fuori e meravigliosi dentro, proprio come i suoi abitanti”. Parlaci di Milano protagonista dei tuoi noir e dei luoghi che descrivi nel tuo romanzo (il chiringuito, il Blue Note, i club tennistici).
Sono un “F205” anche io, uno che ha Milano sul codice fiscale e quindi sottopelle. Ho visto Milano passare tutte le sue fasi dagli anni Settanta, in cui si sparava per le strade, fino a oggi, con la polarizzazione fra lustro splendente e violenza sempre più diffusa. Ma la Milano di oggi è anche altro, e di questo volevo parlare nel libro, anche senza voler insegnare niente a nessuno.
Milano è anche un luogo di persone diverse che non appaiono sui giornali ma che rappresentano – se non l’anima – almeno la spina dorsale di questa benedetta città olimpica. Persone come la Laura che gestisce il chiringuito offrendo un posto dove bere un aperitivo senza che sia necessariamente il miglior aperitivo del mondo, o il Blue Note dove da trent’anni si apprezza la musica anche senza bisogno di riprendere tutto col telefonino. E perché no, anche i club tennistici, dove alla fine della fiera l’unica cosa che conta … è che il tuo colpo faccia cadere la pallina all’interno delle righe, facendo punto!
- Come scegli gli aforismi/citazioni che leggiamo all’inizio di ogni capitolo di “Singolare femminile” e che vertono tutti sul mondo del tennis?
Prima di scrivere di tennis, ho letto di tennis. Moltissimo, e focalizzandomi sulle biografie dei campioni e delle campionesse. Ma anche interviste, storie, romanzi simili ai miei di tutti i tipi - e questi sono un bacino inesauribile di citazioni, aforismi, aneddoti. Mi piace pensare poi che sia un lavoro semplice, quello di raccogliere citazioni sul tennis, tutte al femminile nel caso del mio ultimo romanzo. Questo perché, permettetemi un attimo di orgoglio, tennisti e tenniste hanno da sempre espresso un livello umano e culturale di eccellenza, unito a delle vite che spesso non hanno avuto nulla da invidiare a quelle delle star di Hollywood o delle spie, come nel caso del Barone Gottfried Von Cramm. Si tratta solo di raccogliere, sistematizzare, proporre. Nulla di eccezionale da parte mia; il materiale, si può dire, parla da sé.
- Che progetti hai per il futuro? Avremo la possibilità di leggere un nuovo caso per Mara Santangelo?
Mara e Valerio hanno qualcosa in sospeso, e potrebbero averlo anche alla fine del secondo libro. E io so come va a finire la loro storia. Mi auguro solo che le lettrici e i lettori abbiano tanta voglia di scoprirlo da … far nascere l’ultimo capitolo della trilogia.
Recensione del libro
Singolare femminile
di Paolo Porrati
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Articolo originale pubblicato su Sololibri.net qui: Intervista a Paolo Porrati, autore di “Singolare femminile”
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